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Tourn??e: burlesque e melanconia on the road

Piume, ciccia, ciglia finte. Sigarette e champagne. Una vita che scambia il giorno con la notte, surroga la famiglia con la troupe, si sforza di rimanere sui binari.

Prima il cinema e poi la pizza. Prima il buio della sala cinematografica e lo sguardo muto rivolto allo schermo eloquente, poi le luci e il chiassoso brusio della pizzeria dove si impastano e sfornano chiacchiere e commenti di ogni tipo, molti scaturiti proprio dal film appena visto. Il rituale di tanti amici italiani, a volte infrasettimanale a volte weekendaro, consente di prendere una pellicola come punto di partenza per riflessioni, più o meno impegnate. Vogliamo chiamarli “appunti di vista”?

TOURNÉE – regia di Mathieu Amalric. Interpreti: Mathieu Amalric, Miranda Colclasure, Suzanne Ramsey, Linda Marraccini, Julie Ann Muz; Francia, 2010 (titolo originale “On Tour”)

Tette, piume, ciccia, ciglia finte. Sigarette e champagne. Una vita che scambia il giorno con la notte, surroga la famiglia con la troupe, si sforza di rimanere sui binari. Tutti insieme malinconicamente.

Melanconia e amarezza serpeggiano in questo film che, semplificando, si può ascrivere al genere on the road. La tournée in Francia – alcune città della costa e l’aspirazione di arrivare in teatro a Parigi – di una compagnia di artiste statunitensi di New Burlesque e del loro disperato impresario, è infatti il filo conduttore della pellicola. Dire on the road vuol dire viaggio reale e metaforico, ricerca di una meta, smarrimento, incontri occasionali, vuol dire tante località diverse e altrettanti non-luoghi (hotel, stazioni ferroviarie e di servizio,…). Tutto questo, ma non solo, è presente nel film di Amalric, dove alla fotografia satura degli interni nei locali durante gli spettacoli, si alterna la luce un po’ desolante degli esterni, a volte paesaggi naturali a volte urbani e periferici. In complesso una Francia molto americana e hopperiana, dove domina un sentimento di solitudine.

Dallo spettacolo Burlesque – musica, beffe e strip-tease – deriva la vena agrodolce della narrazione. La capacità di mascherare col belletto, esorcizzare con una risata, elevare con danza e grazia…le imperfezioni della vita. In un mondo di hostess in divisa e musica asettica (i sottofondi musicali di hotel e ascensori per i quali il protagonista maschile ha una vera idiosincrasia), l’esuberanza di questa troupe abituata a vedere il lato comico sul palcoscenico e fuori d’esso, contribuisce a bilanciare i grumi di angoscia che affiorano nella narrazione. Che si conclude simbolicamente in atmosfera felliniana in un hotel deserto nel fuori stagione.

Il new burlesque è di moda al cinema, in tv… Attrae davvero un pubblico femminile desideroso di cambiare le regole della percezione del corpo femminile (nel film si accenna anche a questo) e non solo maschi? Se serve ad accettare con più serenità il corpo delle donne così com’è, a ironizzare sulla seduzione, a vivacizzare il quotidiano introducendo una nota comica, ben vengano gli strip casalinghi e i corsi di burlesque. Basta non finire come la cassiera nel film…!

Commenti

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  1. Scritto da Paolo

    Cosa succede alla cassiera? Uff, adesso mi tocca andarlo a vedere, con il rischio con non sia all’altezza della recensione!
    Grazie Paola!

  2. Scritto da Nico

    Ottima recensione. Intelliegente e frizzante. Fresca come un boccale di birra alla spina.

  3. Scritto da elisabetta

    bella davvero: mi è venuta voglia di andare a vedere il film! elisabetta