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Tokyo, la normalità in un fiore di ciliegio

A tre settimane dal terremoto che ha sconvolto il paese ecco la situazione raccontata da Erica, italiana in Giappone per lavoro e per amore

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Ecco un’altra puntata del racconto di Erica, che dal Giappone osserva ciò che sta avvenendo a tre settimane sdal terremoto che ha provocato decine di migliaia di morti nel paese asiatico. Un lento ritorno alla normalità con la primavera che arriva.

ciliegi fiore giapponePausa pranzo di venerdì 1 aprile. Tra poche ore saranno passate esattamente tre settimane dal giorno del terremoto. La conta dei morti e dei dispersi cresce di giorno in giorno, mentre cala con essa la speranza di riuscire a trovare ancora superstiti nelle aree colpite e non ancora completamente raggiunte dai soccorsi.
Se si guarda Tokyo si stenta a crederci: è una bellissima giornata di primavera, i ciliegi mostrano i primi fiori e comincia il "nuovo anno". Il 1 Aprile è infatti il giorno in cui comincia il nuovo anno fiscale, i neo-assunti si recano per la prima volta sul posto di lavoro, e con aprile anche gli studenti tornano a scuola dopo le vacanze primaverili per affrontare il nuovo anno scolastico. Il contrasto tra l’idea di novità e rinascita associata con questo periodo dell’anno e quello che il paese sta affrontando stride. Ma allo stesso tempo l’arrivo della primavera e il ritorno alla normalità (o quasi) lavorative e scolastica per gran parte del paese serve a dare forza, tutti si dicono "dobbiamo mettercela tutta". Tutti sono coscienti che dovranno fronteggiare per un periodo più o meno lungo le conseguenze del sisma, dello tsunami e della crisi nucleare sul paese, e si rimboccano virtualmente le maniche.
In città la maggior parte delle aziende e degli esercizi commerciali è tornata alla normalità, anche se ancora con orario ridotto in alcuni casi, vuoi per il risparmio energetico, vuoi perché la gente non è ancora dell’umore giusto per fare spese fino a tardi o per fare le ore piccole al ristorante o al bar.
Anche se poi il binario della metro alle undici di giovedì` sera e` pieno, e la piazza davanti alla stazione di Shibuya – seppur quasi al buio – pullula di ragazzi e ragazze che si salutano a gran voce davanti alla statua del cane Hachiko, alticci dopo una serata di evidente divertimento. Forse certe cose non cambiano mai… Come anche le code in bar, tavole calde e davanti alle rivendite di obento (la "schiscetta" giapponese) allora di pranzo….
Per il resto non percepisco grandi cambiamenti, tranne in qualche piccola abitudine di acquisto e consumo. Nella maggior parte dei supermercati, i beni che rischiano di scomparire troppo in fretta – acqua minerale, succhi di frutta e altre bevande analcoliche, latte e derivati, carta igienica, fazzolettini di carta – sono "razionati": massimo uno a testa. E per chi come me fa spesso e volentieri la spesa a sera tarda prima di rientrare a casa dal lavoro resta ben poco… Anche nei vari siti di consegna a domicilio su internet acqua minerale e simili sono quasi ovunque esauriti. Forse ancora un’eco del recente allarme – poi subito rientrato – sul divieto di somministrare acqua potabile ai bambini sotto l’anno a Tokyo e in altre prefetture del paese. O forse più` semplicemente la catena di rifornimento e` stata (giustamente aggiungerei) ridiretta verso le zone più` colpite, dove l’acqua di rubinetto (potabile o meno che sia) non c’è proprio.
Mercoledì ho partecipato insieme a molti colleghi e amici a una riunione indetta presso l`Ambasciata d`Italia per fare il punto della situazione tra la comunità degli imprenditori italiani e delle aziende giapponesi che hanno rapporti con l’Italia. Quasi tutti presenti, il morale in generale alto e ancora con la voglia di scherzare, anche se la preoccupazione si avvertiva nell’aria. La squadra di esperti coordinata dalla Protezione Civile venuta appositamente dall`Italia per effettuare rilevamenti e tenere aggiornata la comunità è stata sobbissata di domande in particolare sulla situazione della centrale nuclerae di Fukushima, sui vari scenari possibili e sulle relative conseguenze. La paura della contaminazione radioattiva – per quanto remota – è ben lontana dall’essere sopita. Per quanto siano in gioco troppe variabili per poter dare una risposta definitiva, siamo stati tranquillizzati sulla sicurezza di Tokyo e sulla improbabilità che uno scenario di tipo catastrofico si verifichi. Meno certezze, per non dire nessuna, invece sul versante sismico: nessuno si sbilancia sulla possibilità o meno di un’ulteriore scossa violenta di assestamento che potrebbe anche colpire la capitale. Le scosse di assestamento – piu` o meno percepibili a seconda dell’intensità e dell’ubicazione dell’epicentro – si sono infatti susseguite a un ritmo mai visto finora (perlomeno secondo i dati archiviati reperibili) e questo porta alcuni a domandarsi se anche su quel fronte non bisogni aspettarsi qualche sviluppo….. inaspettato. Tuttavia l`aggiornamento di oggi venerdì vede la probabilità di una nuova scossa "forte" scendere sotto al 10% da qui al 6 di aprile.
La conclusione (non molto conclusiva) è che la situazione è stabile, anche se tutt`altro che vicina alla risoluzione, sia sul fornte nucleare che su quello dei soccorsi. Non resta che avere fiducia, aspettare e stare sul chi va là.
Mentre stiamo a vedere come si evolverà, pensiamo invece a come darci da fare. È emersa infatti la volontà di creare un fronte comune della comunita` Italiana in Giappone per fare confluire i vari progetti di raccolta fondi per la ricostruzione in un progetto unico, che verrebbe coordinato dalla Camera di Commercio Italiana in Giappone. Questa è solo una delle tantissime iniziative che stanno nascendo un po` ovunque per trovare fondi e raccogliere materiali per il nord est del paese, ma anche noi Italiani vogliamo dare il nostro modesto contributo. Il fine settimana scorso il primo camion carico di aiuti ha già fatto il suo primo viaggio verso nord, insieme a quelli di tante altre associazioni che hanno creato punti di raccolta in città per organizzare una catena di rifornimento parallela e indipendente da quella del governo e dell`esercito. Sui relativi siti internet si trovano lunghe liste di beni necessari (alcuni a cui nemmeno si penserebbe) cosi` da renredere più facile il compito ai contributori, e da non disperdere gli sforzi. Credo che la mia lista della spesa di domani sara` molto, molto diversa dal solito.

Erica

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