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L’antimafia approda a Palazzo Frizzoni fotogallery

La legalit?? al centro dell'incontro, ma sul concetto botta e risposta tra Redondi (Lega) e Zenoni (Lista Bruni).

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Venerdì ha fatto tappa a Bergamo la Carovana Antimafie, un evento itinerante nazionale ed europeo – avendo ricevuto fondi dall’Unione Europea e diventando l’European Caravan for Legality – focalizzato sulla lotta contro la mafia e i poteri criminali e sull’educazione alla legalità, intesa come giustizia sociale e difesa dei diritti. Proprio sul concetto di legalità, nell’aula consiliare del Palafrizzoni dove si è tenuta la presentazione dell’ evento 2011, sono emerse due opinioni contrastanti, ovvero quella del presidente del Consiglio Guglielmo Redondi (Lega) e quella del consigliere provinciale della Lista Bruni Stefano Zenoni. Il primo ha sostenuto che il concetto di “legalità” è insito nella cultura locale, ma che viene irrimediabilmente minato da interferenze esterne, in particolar modo di origine internazionale. Zenoni invece, palesando apertamente il suo dissenso con il presidente, ha definito le affermazioni di Redondi come affette dalla “sindrome del contagio”, evidenziando l’inutilità di fare una distinzione sulla base della cultura e della nazionalità, poiché gli Stati di provenienza non delineano matematicamente l’essere virtuoso o criminale.
Alla conferenza erano presenti i rappresentanti di Arci (Massimo Cortesi), Cgil (Ivan Comotti), Cisl (Francesco Breviario) e Libera, che hanno organizzato la Carovana, e hanno incontrato il sindaco Franco Tentorio con altri consiglieri comunali. Si è data grande rilevanza al valore dell’educazione, specie rivolta verso i giovani, al fine di creare coinvolgimento nella società civile, stimolare iniziative nei cittadini e far germogliare un “sentimento di legalità” (queste le esatte parole) nelle coscienze. Grande importanza è stata attribuita anche allo spirito cooperativo, in modo che gli sforzi possano essere combinati in maniera sinergica verso l’obiettivo finale, ed al ruolo della magistratura e delle istituzioni. E’ stato comunque fatto presente che, per quanto sia molto importante la prevenzione delle attività mafiose, la Lombardia sia già stata “colonizzata” da gruppi mafiosi e non è facile arginare il fenomeno per via del silenzio (più per chiusura che per omertà) delle persone coinvolte. Perfino a Bergamo, definita “un’isola felice”, ci sono stati dei sequestri di immobili appartenenti alla mafia, come ha sottolineato Marco Brembilla del PD, poi affidati a Libera. Inoltre, il rappresentante della Cisl ha dato grande importanza alla tematica del lavoro, definendolo sia “soggetto di infiltrazione e di illegalità” – su paghe, condizioni di lavoro, infortuni,… -, sia fonte di potenzialità: aspetti negativi e positivi, con questi ultimi da valorizzare per giungere ad un “lavoro nobilitante e pulito”.
Il sindaco Tentorio ha ribadito la determinazione a non abbassare la guardia sul fenomeno della mafia, evidenziando la propria “fiducia nella gente bergamasca”, la cui lealtà “consente di avere speranza” ed i cui valori sono antitetici a quelli della criminalità. Come simbolo della condivisione Come simbolo della condivisione dell’impegno e dei valori portati dalla Carovana, il sindaco ha consegnato il gagliardetto della città.
 

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Commenti

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  1. Scritto da Marco

    Arturo concordo pienamente! La mafia al nord è arrivata con i “soggiorni obbligati” negli anni 70-80…

  2. Scritto da Arturo

    Gli arrestati per mafia o ‘ndrangheta al nord e a Bergamo in particolare non avevano cognomi bertgamaschi,lombardi o veneti.Erano tutti calabresi,siciliani e napoletani.Così come è un fatto che chi svaligia le nostre case è quasi sempre un extracomunitario o zingaro.Basta leggere le cronache.Ha ragione Redondi