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Scia di sangue, nel 1995 tre omicidi in due settimane: risolti

Bisogna tornare indietro di anni per un’escalation di omicidi come quella degli ultimi mesi. L’allora capitano Cagnazzo, a Treviglio, infil?? una dietro l’altra indagini di successo.

Fu ribattezzato "commissario Maigret". Ma era un capitano dei carabinieri, oggi colonnello e comandante del reparto operativo di Roma. Salvatore Cagnazzo nel 1995 comandava la compagnia di Treviglio e si trovò di fronte un’escalation di omicidi che in provincia di Bergamo, e anzi nel solo territorio della compagnia di Treviglio (circa 250 mila abitanti) non aveva precedenti: tre omicidi dal 22 ottobre al 5 novembre di quell’anno. Tutti risolti. Obiettivi che arricchivano il curriculum del capitano, che se ne andò da Treviglio dopo circa 3 anni di servizio con un bilancio invidiabile: otto omicidi, tutti giunti a soluzione. Al fianco dell’allora capitano, al comando del nucleo operativo di Treviglio, c’era il maresciallo Biagio Mondì, che oggi comanda la stazione di Curno.
Bisogna tornare a quell’anno, al 1995, per trovare una scia di sangue paragonabile a quella degli ultimi mesi, caratterizzata da quattro omicidi: il grande giallo di Yara Gambirasio, l’omicidio di Eddy Castillo a Chignolo d’Isola, le esecuzioni (anche se non si escludono altre ipotesi) di Santo Barcella, trovato morto in un bosco di Gandino il 22 marzo, e di Mario Gaspani, abbandonato dopo essere stato ucciso a coltellate in un fosso di Osio Sopra, nella notte tra il 25 e il 26 marzo.
In quei tre omicidi in sole due settimane, nel 1995, furono decisive le prime ore dopo la scoperta del delitto. Nel giro di un paio di giorni, per l’accoltellamento di Mauro Bruletti, 38 anni, di Osio Sotto, trovato cadavere il 5 novembre in campagna, fu fermato un bresciano di 43 anni. Il 3 novembre orrore a Martinengo: uno studente universitario fuori corso, Giampaolo Colombo, fu trovato massacrato a sprangate nella cantina del condominio di proprietà del padre.  I carabinieri arrivarono in breve tempo all’inquilino Adriano Bonaita, 35 anni, muratore: aveva litigato con il 31enne per alcuni pagamenti che doveva versare. E fu rea confessa, subito dopo il fermo, Marisa Angioletti, di Suisio, 40 anni, che il 22 ottobre aveva ucciso a coltellate il convivente più giovane di lei, Mario Rossi, 31 anni. Dopo la confessione il gip non le impose nemmeno un giorno di custodia cautelare in carcere, non ravvisando alcun pericolo di fuga o di inquinamento delle prove.