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Yara, un investigatore: “Battuta ogni pista, anche satanica”

“Si, anche la pista satanica ?? stata presa in considerazione”. Parla un investigatore che si occupa del caso di Yara Gambirasio.

"Si, anche la pista satanica è stata presa in considerazione". Lo dice chiaramente un investigatore che si occupa da vicino, e ormai da quasi quattro mesi, della scomparsa e dell’omicidio di Yara Gambirasio. Ma l’investigatore dice "è stata presa in considerazione", quindi per non essere esclusa, come tante altre piste e spunti investigativi. "E’ stato passato al setaccio tutto. Dall’ambiente della palestra ad altri ambienti vicini a Yara Gambirasio, dai cantieri della zona, quindi non solo quello di Mapello, fino a persone con precedenti, bande di malavita comune, fino a potenziali stupratori seriali. Si è andati, spesso e volentieri, fuori dal territorio di Brembate Sopra". La pista satanica è dunque finita nel mirino degli inquirenti, "ma l’impressione, anche se non ci sono certezze, è che la scomparsa e l’omicidio abbiano uno sfondo di carattere sessuale, salvo colpi di scena". Nessun punto fermo, perchè l’omicidio a scopi sessuali, non è stato comunque preceduto "da una vera e propria violenza sessuale, poi dipende cosa intendiamo per violenza sessuale".
Gli inquirenti le provano tutte, ricorrono spesso e volentieri alla tecnologia. "Purtroppo però le telecamere tra Brembate Sopra e Chignolo d’Isola, non parlano molto. E’ stata rilevata, nella zona di Brembate Sopra, la presenza di circa trenta furgoni bianchi, se non di più, nella fascia oraria compatibile con la scomparsa di Yara. e anche il furgone bianco è un elemento che è stato approfondito più volte, senza però risultati decisivi". infine le celle telefoniche e la caccia a quell’utenza sospetta che può aver percorso la strada tra Brembate Sopra e Chignolo nella serata del 26 novembre 2010. "Ce ne sono ben 4mila di utenze con quella caratteristica. E’ un lavoro immenso".  

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