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Tripoli, attaccato il bunker del raìs

L’operazione militare in Libia “Odissea all'alba” è al suo terzo giorno di intervento. La residenza di Muammar Gheddafi, è stato obiettivo di un raid aereo

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L’operazione militare in Libia “Odissea all’alba” è al suo terzo giorno di intervento (la giornata di ieri). A Bengasi, secondo testimonianze raccolte dalla Bbc, nella tarda serata di ieri sono proseguiti scontri ed è stato segnalato l’uso di granate, colpi di mortaio e artiglieria leggera. Poco dopo le 20 di ieri sono decollati anche i primi Tornado italiani dalla base di Trapani Birgi, sede del 37esimo stormo dell’Aeronautica militare: sei in tutto gli aerei italiani partiti per la Libia e rientrati poco dopo le 22:30.
‘Abbiamo solo pattugliato la zona nei pressi di Bengasi ma non abbiamo ritenuto di lanciare i missili contro i radar”. Ha detto Nicola Scolari, 38 anni, uno dei tre piloti che ieri ha partecipato alla missione italiana contro la Libia.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, oggi in visita ufficiale a Varese, ha ricordato però che l’intervento italiano rientra tra le modalità conformi alle indicazioni costituzionali: "Non siamo entrati in guerra, è un’operazione dell’Onu".
Intanto, per bocca dell’ammiraglio William Gortney, il Pentagono ha fatto sapere che Gheddafi "non è nella lista dei bersagli della coalizione".
La residenza di Muammar Gheddafi, è stato obiettivo di un raid aereo in quanto si ritiene che dal suo interno si eserciti il comando e il controllo sulle forze libiche e che è proprio ridurre il potenziale militare delle forze fedeli a Gheddafi lo scopo dell’intervento della coalizione. Ieri in serata alcuni giornalisti occidentali erano stati effettivamente portati al compound che ospita il bunker del Rais dove era stato loro mostrato un edificio completamente distrutto "da un missile", aveva spiegato un portavoce del governo libico.

Dal fronte dei ribelli libici è stato diffuso un primo bilancio del conflitto sul campo con le forze del Colonnello. Sarebbero oltre 8.000 i ribelli rimasti uccisi dall’inizio della rivolta al regime libico Gheddafi. «I nostri morti e martiri sono più di 8.000», ha detto a Sky News il portavoce del Consiglio nazionale di transizione di Bengasi, Hafiz Ghoga.

Circolano intanto in Libia voci circa la morte di Khamis Gheddafi, figlio del colonnello Muammar, che sarebbe deceduto ieri a Tripoli. La notizia non è stata ancora confermata, ma sta già facendo il giro dei media arabi. Khamis Gheddafi era a capo di una delle brigate del regime impegnate a combattere contro gli insorti. Il governo libico ha però smentito definendola una "notizia senza senso".

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