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Caccia italiani, notte di preparativi alla base di Trapani

È tutto pronto all'aeroporto militare di Trapani Birgi, dove da ieri, dopo l'attacco dei jet francesi, americani e britannici in Libia, si sono rischierati i Tornado Ecr.

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È tutto pronto all’aeroporto militare di Trapani Birgi, sede del 37/o stormo dell’Aeronautica militare, dove da ieri, dopo l’attacco dei jet francesi e dei cruise americani e britannici in Libia, si sono rischierati i Tornado Ecr arrivati da Piacenza e specializzati nella distruzione delle difese missilistiche e radar, i Tornado Ids di Ghedi e i caccia intercettori Eurofighter di stanza a Grossetona. Nella notte appena trascorsa sono stati in pochi a chiudere occhio a Birgi. Sono tutti pronti a intervenire, in caso di attacco, «in poco meno di quindici minuti», come tiene a sottolineare il Comandante della base militare, colonnello Mauro Gabetta. «Stiamo predisponendo gli assetti necessari a disposizione dell’Aeronautica Militare – ha aggiunto – Siamo a questo punto in una fase di crescita di questo sistema difensivo». Lo stato di allerta è massimo, anche se gli ufficiali che prestano servizio nella base preferiscono non parlare di tensione. «Siamo addestrati a intervenire in qualunque momento», ribadisce il colonnello Fabrizio Genova, top gun di F16 e addestratore di piloti di caccia tornado. «Noi siamo pronti 365 giorni all’anno – spiega ancora Genova – ma naturalmente dopo gli ultimi avvenimenti dobbiamo essere subito in grado di garantire la sicurezza». Sono stati nove gli aerei militari canadesi atterrati nel pomeriggio di ieri a Birgi. Prima cinque velivoli, poi altri due due e poi uno alla volta. Sulla pista, intanto, è atterrato anche un C-17 Globemaster, uno dei più grandi velivoli militari di trasporto al mondo. E per più tardi è atteso un altro Eurofighter. Nel caso di attacco italiano l’aeroporto militare di Trapani Birgi potrebbe trasformarsi in centro nevralgico delle operazioni aeree sulla Libia. Ma non è solo Trapani a scaldare i motori. Pronti a intervenire anche nelle altre basi militari italiane interessate, come quella di Amendola, dove ci sono anche i velivoli senza pilota Predator, oppure Sigonella e Aviano e la base sarda Decimomannu. Fibrillazione anche a Pantelleria, che in linea d’aria è la base più vicina alla Libia di Gheddafi. Il Comandante della base militare di Trapani Birgi, Mauro Gavetta preferisce parlare di «maggiore attenzione» ma i suoi uomini sono già pronti all’intervento. «L’attenzione si è elevata – ha spiegato ai giornalisti presenti alla base militare – e noi siamop pronti ad affrontare potenziali minacce. Noi garantiamo la copertura dell’area del Sud Italia». E il pilota di caccia Fabrizio Genova ribadisce: «Come stormo siamo in grado di garantire la difesa aerea e fornire supporto ai velivoli della coalizione». La base militare di Trapani Birgi, come ammette lo stesso top gun, «ha una posizione strategica per la sua posizione geografica, sia per come è attrezzata». La giornata di annuncia lunga, qui al 37esimo Stormo dell’Aeronautica militare. C’è il sole e i velivoli militari sono tutti schierati sulle piste. Ma non si sa fino a quando. La parola d’ordine per tutti è «pronti a intervenire»

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