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Massacri di civili, 10 mila morti

Si gonfiano a dismisura le dimensioni del massacro ordinato dal dittatore Gheddafi che non lascia il potere e rimane arroccato in una caserma a ovest di Tripoli. I ribelli conquistano i sobborghi della capitale

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Non si fermano le violenze, i morti solo a Tripoli potrebbero essere mille ma in tutto il paese sarebbero almeno 10 mila le vittime della repressione di Gheddafi nei confronti dei ribelli. Mentre si scavano fosse comuni per seppellire le vittime la tv Al Arabiya parla di 50mila feriti. Il ministro degli Esteri Frattini riferisce alla Camera che i n umeri sarebbero verosimili. Intanto il leader libico è sempre più solo e i ribelli conquistano anche un sobborgo della capitale Tripoli.

L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) ha accolto con favore la notizia positiva secondo la quale Tunisia ed Egitto manterranno aperte le frontiere per coloro che fuggono dalla violenza in Libia. “Date le continue notizie che arrivano su violenze e violazioni dei diritti umani in Libia è imperativo che le persone in fuga dal paese possano mettersi in salvo” – sottolinea l’Unhcr

Intanto continuano i rimpatri seppure a fatica a causa della confusione che regna a Tripoli. Stanno lasciando il paese i dipendenti delo gruppo Trevi (ingegneria del sottosuolo, perforazioni per petrolio, gas, acqua, 30 sedi e una presenza in oltre 80 Paesi), 300 palestinesi per i quali è stato concordato il rientro con Israele, ma la vera paura è l’ondata migratoria che potrebbe sollevarsi a causa della situazione instabile. Le organizzazioni umanitarie paventano la possibilità che almeno 1,5 milioni di libici potrebbero lasciare il Paese. In Italia potrebbero arrivare 2-300mila immigrati.

Dopo il discorso del leader libico al paese, ieri sera il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha chiesto la fine immediata della repressione, la Ue verso sanzioni. In mattinata riunione del comitato tecnico di emergenza e monitoraggio del sistema gas. Time: Il leader libico ha impartito l’ordine all’esercito di sabotare gli oleodotti.
Il ministro Frattini ha poi ribadito che " L’Italia non ha mai fornito razzi ai rivoltosi e ha accusato il ditattore di falsa retorica anti italiana". Parla anche il presidente del Consiglio: "Vento della democrazia sul nord Africa. No a violenze, ma attenzione a quello che accadrà dopo. Evitare derive fondamentaliste".

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