Stravolto il rapporto fede-politica La parrocchia di Longuelo contro il berlusconismo
Sul periodico della parrocchia diretto da don Massimo Maffioletti sei pagine dedicate a Berlusconi e al berlusconismo. “Con questo premier un’eredit?? pesante”
E’ un quadro impietoso su "Berlusconi e il Berlusconismo" quello che emerge da sei pagine pubblicate
sul primo numero del 2011 del periodico parrocchiale di Longuelo, diretto da don Massimo Maffioletti, parroco ed ex vice caporedattore all’Eco di Bergamo. In un lungo articolo suddiviso per capitoletti il periodico "Longuelo comunità" parla di un berlusconismo, inteso come stile di vita, di relazioni pubbliche, modo di far politica, scala di valori, che "sopravviverà a Berlusconi". si legge di un Berlusconi capace di attrarre consenso perchè capace di "farsi collettore dei processi identificativi individuali, non dei progetti colletivvi".
Si parla di "insofferenza per la legalità, le regole e le istituzioni", di "confusione tra privato e pubblico" e ancor peggio di "populismo come guida per le scelte politiche". Ma fin qui siamo solo all’introduzione del pezzo parrocchiale, corredato da foto del premier con Obama, con Craxi e da tutta una serie di immagini televisive che vengono da Mediaset, con Maurizio Costanzo, Maria De Filippi, soubrette e Grande Fratello. A Berlusconi manca il senso dello Stato secondo l’articolo pubblicato a Longuelo, tra "barzellette, corna, cucù ad appuntamenti istituzionali", "consigli per gli acquisti di varia natura. "L’eredità pesante che ci troviamo addosso da questa immagine a volte colta con un sorriso stupito è la diminuita capacità di comprendere la fondamentale distinzione tra i poteri dello Stato, cardine della democrazia occindentale e la necessità di un sistema delicato di equilibri e contrappesi tra il ruolo legislativo, esecutivo e giudiziario".
C’è infine il rapporto con la religione: "Con il berlusconismo si assiste a uno stravolgimento del rapporto tra fede e politica. Mentre il cattolico dovrebbe mostrare per intero la propria appartenenza religiosa-etica nella sua testimonianza personale ed essere più indulgente verso gli altri cittadini e cercare una mediazione nella costruzione della legge che deve salvaguardare un bene di tutti, si ha nel berlusconismo la richiesta di una legislazione esigente e dura per la città di tutti (sullo stato terminale della vita e sull’accanimento terapeutico, sulle relazioni familiari, sulla prostituzione, sul consumo di coca…) e una pretesa indulgenza verso se stessi e la propria libertà personale. Le scelte di vita non sembrano per nulla interrogare il nostro rapporto con la religione.
"Come uscirne?" ci si chiede nell’articolo. Occorre tornare alla "buona politica", alla politica disinteressata dei destini personali, povera di privilegi e ricca di proposte, che premi gli uomini e le donne migliori del paese e rottami caste, correnti, camarille e cricche. Occorre che uomini e donne nuovi dichiarino il loro amore per la nostra nazione. E si spendano per dimostrarlo.

