Architetto con esperienza e ligio alle tasse "Oggi senza lavoro e senza aiuti" - BergamoNews
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Architetto con esperienza e ligio alle tasse “Oggi senza lavoro e senza aiuti”

L'sos di un lettore di Bergamonews: 53 anni, laureato, libero professionista, che ha sempre lavorato ma oggi è fuori dal mercato. Si chiede: quali tutele per me?

L’sos di un lettore di Bergamonews: 53 anni, laureato, libero professionista, che ha sempre lavorato ma oggi è fuori dal mercato. Si chiede: quali tutele per me?

Egr. Direttore,
sono un libero professionista di Bergamo.
Mi occupo di urbanistica e architettura dal 1983, anno della laurea.
Leggo continuamente di contratti Fiat e per altre aziende, di tutele per i lavoratori dipendenti, di diritti, di aiuti ai disoccupati, etc…..
Tutto giusto, per carità.
Tuttavia sto pensando che:
Lavoro come professionista autonomo da 27 anni.
Ho redatto centinaia di progetti per Comuni e Società private.
Quindi ho sempre fatturato fino all’ultima lira ed euro ed ho sempre pagato le tasse al 100% (altro che autonomi evasori….).
Praticamente ho lavorato 6 mesi per me e la mia famiglia e 6 per lo Stato.
Più di una volta ho dovuto attingere ai modesti fidi bancari che sono riuscito ad ottenere per pagare irpef, iva, irap, contributi vari.
Da anni la situazione è andata via via peggiorando: meno lavoro, imprese in crisi, patti di stabilità per i Comuni.
Quindi mi chiedo: ormai a che serve continuare la mia professione?
I Comuni vogliono offerte economiche da fame e pagano con ritardi insostenibili. I privati non pagano affatto.
Cercando di abbandonare la libera professione e riconvertirmi da lavoratore dipendente scopro che: nella pubblica amministrazione ormai le assunzioni sono bloccate; per le società private sono troppo " vecchio" (sa, ha una notevole esperienza, ma ormai ha 53 anni….).
Per le banche sto diventando un pezzente da abbandonare al suo destino.
E per me e quelli come me (e credo siano tanti, seppure nascosti per pudore, che io ho ormai perso), quali tutele, quali aiuti?
Alla nostra dignità di professionisti, lavoratori, padri di famiglia, chi ci pensa? Forse qualcuno ritiene che siamo divenuti così ricchi da vivere di rendita?
Per quanto mi riguarda, cosa mi resta da fare?
Un qualche lavoro notturno per arrotondare (naturalmente nascondendo che sono laureato, altrimenti non mi prendono)?
Mollare tutto e cercare qualcuno (chiunque…..) che mi finanzi l’apertura di un bar o di un banchetto ai mercati?
Aiuto………. una vita e una professione buttati.
Scusi lo sfogo e saluti cordiali.
Marco Baggi

 

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