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“Accademia Carrara, dal Comune solo silenzi e rinvii”

Pubblichiamo il comunicato di Paola Tognon, consigliere del Pd, in merito alla ristrutturazione dell’Accademia Carrara.

Pubblichiamo il comunicato di Paola Tognon, consigliere del Pd, in merito alla ristrutturazione dell’Accademia Carrara.

Nel mondo, in Italia così come nel nostro territorio, alla domanda circa il patrimonio o l’eccezionalità che caratterizza Bergamo, corrisponde una risposta precisa che indica l’Accademia Carrara, accanto ma non seconda, alla figura di Gaetano Donizetti.
L’accademia Carrara di Bergamo: un patrimonio di secoli, un capolavoro di museo, una collezione ammirata e studiata nel mondo, il segno e il senso di una città che ha costruito attraverso l’arte la sua specifica dimensione culturale e di riconoscimento internazionale. Un bene preziosio e di valore incalcolabile, basti pensare che il valore patrimoniale delle sue opere si stima possa superare il valore di somma di molti fra i bene di proprietà della nostra collettività.
Si potrebbe immaginare dunque che questo patrimonio, costituito da dipinti, tavole, sculture, bozzetti, disegni e incisioni, mobili e arredi, oggetti preziosi e documenti rari, sia non solo apprezzato e custodito con ogni attenzione, ma anche valorizzato e incrementato con tutte le energie che un simile dono della storia umana merita.
L’attuale amministrazione Tentorio sembra invece indicare incertezza e disagio nella gestione di un patrimonio incalcolabile, unico e irripetibile, come quello della Carrara: nell’assenza di un confronto aperto almeno nelle sedi istituzionali, assistiamo alla stagnazione di decisioni e azioni proprio in un momento particolarmente delicato per la sua gestione e la sua sicurezza.

Il Palazzo che da secoli contiene la Carrara nell’omonima piazzetta è chiuso da oltre due anni e il cantiere per la sua messa e norma e ristrutturazione avanza con molte difficoltà procrastinando ufficialmente la sua apertura dal 2010 al 2011 e oggi fors’anche ai primi mesi del 2012. Ciò nonostante le rassicurazioni dell’Assessore ai Lavori pubblici Saltarelli: ricche di promesse ma incerte nella sostanza. Nel frattempo, invece che rafforzare il cantiere e sciogliere ogni nodo problematico, l’amministrazione lancia idee vaghe e piuttosto incomprensibili, quali quelle di sedi momentanee e alternative da sommarsi al Palazzo della Ragione, molto costose anche solo nella loro previsione di massima.

Silenzio, nonostante le ripetute rassicurazioni dell’Assessore alla Cultura, anche in merito alla costituzione di un’alta e specializzata commissione scientifica di livello internazionale utile all’individuazione e costruzione di un progetto di riallestimento delle collezioni nell’edificio Carrara appositamente ristrutturato. Una commissione che, oltre a studiare e progettare l’assetto futuro della collezione (cioè la sua storia, il suo mostrarsi e il proseguo della sua fortuna per diversi decenni), avrebbe dovuto già da tempo segnare le fasi del cantiere mediante una forte relazione tra la ristrutturazione e le esigenze di riallestimento.

Silenzio anche nelle attività del Consiglio d’Amministrazione dell’Accademia Carrara che, ieri come oggi, ha riunito e riunisce uomini e donne di cultura e d’ingegno, così come appassionati e generosi amici dell’arte. Persone raccolte nel sincero intento di proteggere ed accrescere il patrimonio dell’Accademia Carrara e che potrebbero, in questo momento di pellegrinaggio di opere, di depositi e difficili movimentazioni, di complesse conservazioni, prestiti e infine cantieri, trovarsi ad adempiere un lavoro quasi quotidiano di supporto e assistenza alla Carrara e quindi alla Città.

Ma purtroppo il Consiglio d’Amministrazione dell’Accademia Carrara, finalmente eletto nel maggio 2010, un anno dopo l’insediamento dell’amministrazione, dopo la nomina si è riunito solo due volte – a giugno e nel settembre 2010 – così come una sola volta si è riunito il suo comitato esecutivo. Ne conviene concretamente la questione che pone in essere la sua funzione: se questa amministrazione avesse ritenuto obsoleto l’istituto stesso perché si è fatta garante della sua recente nomina e non ha invece indicato, se davvero in animo, altre strade di consultazione e cura?

La Carrara non è intrattenimento, non rappresenta tempo libero o attività sportiva, non è un bene elitario ma un valore e un patrimonio irrinunciabile che appartiene a tutta la comunità in quanto capitale culturale, sociale ed economico. E’ quindi una responsabilità prioritaria a cui questa amministrazione deve corrispondere con impegni precisi e trasparenti.

In questa difficile fase di transizione, nell’aspettativa di vedere riaprire presto i battenti di una nuova e aggiornata Accademia Carrara, rinnovata nel suo mostrarsi e forse anche nel suo statuto di gestione, come è stato anni fa per la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, chiediamo una maggior chiarezza di intenti e una condivisione di interventi, a partire dalla chiamata a raccolta di tutte le forze, in primis quelle del suo Consiglio di Amministrazione, per studiare e concretizzare la cura e la crescita di una realtà che ci rappresenta.