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Yara Gambirasio, il giovane fermato respinge le accuse Le battute di ricerca ancora a vuoto - BergamoNews
Indagini

Yara Gambirasio, il giovane fermato respinge le accuse Le battute di ricerca ancora a vuoto fotogallery

Accuse pesanti per il ventiduenne fermato sabato su una nave salpata da Genova: omicidio, sequestro di persona e occultamento di cadavere. "Ma non l'ho uccisa io". Si cercano i complici.

Il comandante dei carabinieri di Bergamo l’ha definita "una fase cruciale e delicata delle indagini". Non a caso. Il fondato sospetto degli investigatori, confermato in parte dalle dichiarazioni rese dall’immigrato marocchino fermato sabato su una nave salpata da Genova, è che il giovane non abbia agito da solo contro Yara Gambirasio, che nel tardo pomeriggio del 26 novembre stava tornando a casa da sola, a piedi, in via Rampinelli a Brembate Sopra. E dopo l’arresto nelle acque del mar Ligure gli inquirenti coordinati dal pubblico ministero Letizia Ruggeri puntano molto sulla possibilità di una confessione del marocchino ventiduenne, operaio edile con residenza a Montebelluna (Treviso). Confessione che non c’è stata, anzi: il giovane operaio ha respinto più volte l’accusa di omicidio. A suo carico anche quella di sequestro di persona e occultamento di cadavere.
L’arresto del marocchino è stata una sorpresa nel bel mezzo di indagini che sembravano in un vicolo cieco. Sembravano, ma in realtà erano indagini ben coperte da chi indaga. Da chi, dopo 9 giorni dalla scomparsa di Yara, sembra essere vicino ad una soluzione del caso. Anche grazie ad intercettazioni telefoniche dalle quali è spuntata una frase del giovane marocchino arrestato: "Allah mi perdoni, non l’ho uccisa io". Ma siamo ad un’accusa di omicidio senza che vi sia stato il ritrovamento di una persona morta e senza che ci sia stata una confessione. Mancano alcuni pezzi per chiudere il quadro, che resta quello di una storia tragica per una semplice e silenziosa famiglia di Brembate Sopra.

LA CRONACA IN DIRETTA A PARTIRE DA SABATO 4 DICEMBRE

Domenica 5 dicembre 2010

ore 19 "La cronaca odierna ci segnala una drammatica svolta nelle indagini degli inquirenti sulla tredicenne Yara Gambirasio di Brembate Sopra in provincia di Bergamo: rinnovo la mia vicinanza alla famiglia e mi unisco a tutta la comunità lombarda che dallo scorso 26 novembre vive ore di grande apprensione per una scomparsa davvero angosciosa". È questo il messaggio che il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha postato questo pomeriggio su Facebook sul "Gruppo per trovare Yara Gambirasio" e sul suo profilo personale.

ore 18 Si dissocia da chi si lancia in atti di razzismo, ma tiene prima di tutto a difendere la sua comunita’ dall’accusa di essere "omertosa". Al termine di una lunga giornata in cui e’ stato deciso un fermo per l’omicidio di Yara Gambirasio, il sindaco di Brembate Sopra, Diego Locatelli, si e’ presentato ai giornalisti per leggere un lungo comunicato. Non ha voluto, invece, rispondere alle domande.

ore 17 Sospese per oggi le ricerche

Ore 16.30 "In quei drammatici momenti i dubbi e le speranze si affollano nella mente e nessuno può comprendere come in realtà ci si sente. Da mamma a mamma, un abbraccio". A Domenica Cinque, è stata letta la lettera che Concetta Serrano, la mamma di Sarah Scazzi, ha fatto pervenire a quella di Yara esprimendole la sua solidarietà, da madre a madre, in un momento di così profondo dolore

Ore 16 E’ un marocchino di 22 anni l’uomo fermato in relazione alla scomparsa di Yara Gambirasio, la tredicenne promessa della ginnastica di cui non si ha traccia da nove giorni nel bergamasco. A quanto si è saputo il giovane sarebbe residente a Montebelluna, in provincia di Treviso. A quanto si è appreso, nel corso dell’interrogatorio sostenuto oggi, secondo le poche indiscrezioni trapelate, il giovane avrebbe "fornito le sue giustificazioni".

Ore 15.30 Le ricerche di Yara Gambirasio si sono improvvisamente concentrate su un punto preciso. In base a una segnalazione non ancora chiarita, Carabinieri e Vigili del Fuoco stanno perlustrando il bosco che ricopre una collina a ridosso del centro sportivo del paese di Ambivere, a pochissimi chilometri da Brembate Sopra. La strada di accesso alla collina è stata sbarrata. Si perlustra il bosco.

Ore 15 Un automobilista è passato davanti la strada di accesso di villa Gambirasio esponendo un cartello "Occhio per occhio, dente per dente". "Non ne possiamo più di questi immigrati – ha detto riferendosi al nordafricano fermato con l’accusa di essere coinvolto nella sparizione di Yara -, devono tornarsene a casa loro". 

Ore 14.30 In una intercettazione telefonica, il tunisino fermato la scorsa notte si sarebbe confidato con qualcuno al cellulare dicendo: "Allah mi perdoni, non l’ho uccisa io"

Ore 14 E’ stato arrestato con l’accusa di omicidioe di occultamento del cadavere il giovane fermato ieri sera sulla nave partita da Genova per Tangeri. Il pubblico ministero Letizia Ruggeri ha concluso l’interrogatorio in carcere dove l’uomo è ora rinchiuso.

Ore 13.30 Il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Roberto Tortorella, si è recato nell’abitazione dei genitori di Yara per comunicare gli ultimi sviluppi delle indagini sulla scomparsa della figlia Yara. Il comandante si è fermato a casa Gambirasio per una trentina di minuti e uscendo non ha voluto dire nulla.

Ore 11 "Siamo in una fase cruciale, non posso assolutamente né confermare né smentire alcuna notizia”. Lo ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Bergamo, Roberto Tortorella, uscendo dalla caserma dove, secondo diverse voci non confermate, sarebbe in corso l’interrogatorio del tunisino bloccato sul traghetto partito da Sanremo. Il colonnello ha chiesto quindi ancora un po’ di riserbo

Ore 9.30 Uno degli investigatori del comando di Via delle Valli a Bergamo, smentisce che sia stato fermato anche un italiano.

Ore 8 Il fermo del tunisino e il presunto fermo dell’italiano gettano una nuova luce sul mistero della testimonianza del vicino di casa di Yara, Enrico Tironi, che non sarebbe stato creduto. Il giovane subito dopo la scomparsa di Yara aveva raccontato di aver visto la ragazzina nell’ora presunta del sequestro nei pressi dell’abitazione in compagnia di due uomini.

Ore 6.30 Il fermo del tunisino e il presunto fermo dell’italiano gettano una nuova luce sul mistero della testimonianza del vicino di casa di Yara, Enrico Tironi, che non sarebbe stato creduto. Il giovane subito dopo la scomparsa di Yara aveva raccontato di aver visto la ragazzina nell’ora presunta del sequestro nei pressi dell’abitazione in compagnia di due uomini.

Ore 5 Gli investigatori mantengono il più fitto riserbo sull’identità delle due persone su cui stanno indagando (anche se c’è stata una smentita). Dalle indiscrezioni si tratterebbe di due muratori impegnati nel cantiere del centro commerciale di Mapello

Ore 0,45 Fuori dalla caserma dei carabinieri in via delle Valli si radunano i primi giornalisti.

Ore 0,05 I carabinieri di Bergamo stanno portando le due persone fermate a Sanremo, al comando provinciale di via delle Valli, a Bergamo.

Sabato 4 dicembre 2010

Ore 22,30 Con l’immigrato sarebbe stato fermato anche un cittadino italiano, che si trovava sulla stessa nave.

Ore 22, 05 L’immigrato fermato sarebbe coinvolto nelle indagini sulla scomparsa di Yara Gambirasio.

Ore 22 Si diffonde la notizia di un intervento dei carabinieri a Sanremo. I militari fanno fermare una nave salpata da Genova per Tunisi. A bordo c’è un immigrato magrebino che viene fermato.

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