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Maroni: "Il cartello ?? un episodio da condannare" - BergamoNews
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Maroni: “Il cartello ?? un episodio da condannare”

Il ministro dell'Interno: "Non vorrei che un cartello messo da una persona che ha un atteggiamento che lo stesso sindaco di Brembate, un leghista, ha condannato".

"Non vorrei che un cartello messo da una persona che ha un atteggiamento che lo stesso sindaco di Brembate, un leghista, ha condannato, e che io condanno, diventi il simbolo di quella comunità, che è una comunità operosa e accogliente: la provincia che ha il maggior numero di extracomunitari regolari è quella di Treviso e al nord c’è un modello di integrazione. Poi ci sono i casi singoli, che sono però personali". Lo ha detto il ministro dell’Interno Roberto Maroni, intervenendo a Radio 24 sulle reazioni quasi razziste di alcuni cittadini Brembate Sopra per il coinvolgimento di un marocchino nella sparizione di Yara Gambirasio. Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro Renato Brunetta: "In vicende come queste bisogna "mantenere la testa fredda" e a non alimentare un clima da caccia alle streghe".
Nello specifico, Maroni ha aggiunto che "Comunque di Brembate non voglio parlare, le investigazioni sono in corso ed è opportuno non farne un altro caso mediatico come ad Avetrana".
Nel caso di Lamezia Terme invece – ha continuato – "si tratta di un cittadino extracomunitario regolare, non di un clandestino: noi non abbiamo fermato chi viene a lavorare, ma abbiamo contrastato l’immigrazione clandestina. Poi se uno viene regolarmente, prende un lavoro, si droga e fa quello che fa, dovrà subire le conseguenze andando in galera, ma non c’entra l’immigrazione clandestina". "Su questo fronte invece ci siamo concentrati sugli sbarchi, con l’accordo con la Libia che funziona benissimo: nell’anno precedente l’intesa sono sbarcate circa 32.000 persone, nell’anno successivo meno di 400", ha concluso Maroni.
Un invito a mantenere "la testa fredda" e a non alimentare un clima da «caccia alle streghe» nei confronti degli extracomunitari arriva dal ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta ai microfoni di Radio Montecarlo. Il ministro è intervenuto sollecitato dal conduttore Alfonso Signorini, all’indomani del terribile incidente a Lamezia Terme, causato da un automobilista marocchino drogato e senza patente e costato la vita a 7 ciclisti ed inoltre, in merito alla scomparsa di Yara.
"Quando la situazione è calda come in questo caso bisogna tenere la testa fredda -ha dichiarato Brunetta- le leggi ci sono e vanno rispettate. Dunque nessuna fuga in avanti nè caccia alle streghe. Gli italiani vogliono giustizia perchè guidare sotto l’effetto dell’alcool o di droghe è tra le principali cause di incidente e riguarda sia gli extracomunitari sia gli italiani". Quanto alla presenza degli immigrati nel nostro paese, più in generale, Brunetta ha affermato che "chi viene a lavorare con la propria famiglia va trattato come un italiano, stiamo parlando di persone che vengono da situazioni di dolore e sofferenza, mentre chi viene per delinquere deve essere trattato con le leggi".

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