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Universitari di Bergamo: “Ecco perch?? protestiamo”

Un gruppo di studenti dell’Universit?? organizza in questi giorni incontri sulla riforma: “Estranei a qualsiasi associazione di carattere partitico, speriamo di poter informare la popolazione sui reali motivi della protesta”.

Martina Bruni fa parte di un gruppo di studenti dell’Università degli studi di Bergamo che sta organizzando in questi giorni, in sede universitaria, una serie di incontri informativi sulla riforma dell’Università. Il gruppo è "assolutamente estraneo a qualsiasi associazione di carattere partitico, ci definiamo semplicemente come i rappresentanti dell’Università degli studenti di Bergamo. Speriamo di poter informare la popolazione della città e della provincia di Bergamo sui reali motivi della protesta degli studenti". E’ per questo motivo che il gruppo di studenti ha redatto una "lettera aperta" alla cittadinanza. Eccola.

Alla cittadinanza di Bergamo.
In questi giorni avete spesso sentito parlare di studenti facinorosi e perditempo, di giovani che invece di studiare si riversano nelle piazze e sulle strade, strumentalizzati dalla sinistra o esaltati dei centri sociali. Avete sentito parlare di giovani che protestano contro una riforma dell’Università che non sono stati in grado di comprendere nella sua positività e nella sua carica modernizzante. Sono proprio gli studenti dell’Università di Bergamo che si rivolgono a voi in questo momento. Non sono fuori corso e non hanno molto a che fare coi centri sociali. Non vi chiediamo di solidarizzare ma almeno di capirci per aver bloccato Porta Sant’Agostino il 30 novembre.
Perché protestiamo?

Vorremmo sottolineare prima di tutto che la “Riforma Gelmini” riguarda noi studenti in quanto utenti dell’Università e voi (anzi, noi) cittadini in quanto contribuenti.
L’Università è un ente pubblico il cui mantenimento è stato finora sostanzialmente affidato allo Stato, che si è assunto il dovere di formare gli individui e renderli attivi e consapevoli della realtà che li circonda. La riforma mette in discussione questo principio. Essa colpisce il ruolo dei ricercatori: coloro che dovrebbero, per definizione, dedicarsi alla ricerca in ogni ambito culturale (economico, scientifico, umanistico,…) verranno costretti a sacrificare in larga misura l’attività di ricerca a quella didattica, ma il loro avanzamento professionale sarà subordinato ai risultati della ricerca… che non avranno materialmente il tempo di condurre!
Ci hanno parlato di una riforma contro i “baroni”… ma diminuiranno i poteri e il numero delle rappresentanze studentesche e sindacali, riducendo il potere di partecipare alle decisioni a chi vive l’università ogni giorno. Di contro aumenteranno i poteri dei rettori (eletti da commissioni tuttora sconosciute) e del Cda non verrà quindi scalfito il potere dei “baroni”.
Ci hanno illuso parlando di meritocrazia. Quello che non dicono è che le borse di studio per gli studenti meritevoli ci sono già, ma verranno ridimensionate annullando le differenziazioni per fasce di reddito. In breve, si metterà in discussione il principio in base al quale i cittadini “anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi” (articolo 34 della Costituzione).
Stiamo protestando contro una riforma dell’Università che rientra in una politica economica di tagli che non riguardano solo l’istruzione, ma anche i fondi per le regioni e molti altri settori.
Questi tagli comportano una riduzione dei servizi per noi cittadini, come dimostrano gli aumenti dei prezzi dei mezzi pubblici, delle bollette o dei ticket ospedalieri. Le tasse che noi paghiamo, tuttavia, non sono diminuite.
È per tutti questi motivi che protestiamo, che ci lamentiamo per un’informazione parziale e distorta… Vi chiediamo di ascoltarci e di cercare di capirci e continueremo a farlo… perché l’Università riguarda tutti noi!!

 

Università degli studenti di Bergamo