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“Emilio Zenoni meritava un riconoscimento”

L’ex assessore Valter Grossi critica la scelta della giunta di escludere dalle benemerenze Emilio Zenoni, giornalista scomparso vent'anni fa.

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L’ex assessore Valter Grossi critica la scelta della giunta di escludere dalle benemerenze Emilio Zenoni, già giornalista de Il Mondo, Il Giornale di Bergamo e Bergamo Oggi. Nel 2010 ricorre il ventennale della morte.

E’ da molto tempo che non partecipo al dibattito pubblico, sia attraverso le note su Facebook, che gli interventi sui giornali, ma in questo caso sento il dovere di manifestare la mia delusione di fronte ad un fatto purtroppo esemplificativo del livello di sciatteria raggiunto dalle istituzioni politiche.
Infatti è con rammarico che ho appreso ieri sera che gli organismi comunali preposti hanno respinto la proposta di benemerenza civica post mortem, patrocinata da me, insieme a Roberto Bruni ed altri, nei confronti di Emilio Zenoni.
E’ perlomeno bizzarro, per non dire di cattivo gusto, che a vent’anni dalla morte e al termine dell’Anno Pannunziano, celebrato in tutta Italia, Bergamo non ricordi quell’unico suo concittadino che ebbe il privilegio di prender parte alla pregnante stagione della rivista culturale Il Mondo, su cui scrissero intellettuali come Mann, Orwell, Croce, Einaudi, Soldati, Flaiano, Montale etc.
Acuto e graffiante giornalista, personaggio antiretorico e anticonformista, uomo coltissimo, Emilio Zenoni fu esponente di quell’Italia laica, civile e di minoranza, che anche a Bergamo non mancò di difendere e diffondere ideali di libertà e tolleranza, opponendosi ad ogni forma di dogma e totalitarismo. In particolare Emilio Zenoni fu tra i fondatori di quell’indimenticabile Circolo Salvemini, fucina di idee e talenti, che tanto seppe incidere nella formazione culturale di qualche generazione di professionisti e politici della città.
E’ un’occasione persa, sia per restituire a Bergamo quel profilo culturale plurale vivace, che storicamente gli appartiene e assai lontano dal volgare stereotipo che oggi se ne diffonde, sia per affermare, in tempi di decadenza, la necessità che politica e cultura ripristinino quell’inscindibile legame, senza il quale prevale la più bieca ricerca del potere.
Valter Grossi

Su Facebook interviene anche il coordinatore del Popolo della Libertà Carlo Saffioti: “Caro Valter, condivido quanto scrivi e se mi aveste coinvolto avrei sottoscritto anche io la proposta di benemerenza per l’indimenticabile caffeina, collaboratore anche del Giornale di Bergamo con Francesco Barbieri, personaggio particolare che animò cmq la vita culturale della nostra città. Sulle benemerenze assegnate e su quelle non assegnate, a parte quelle alla memoria, preferisco non fare commenti. mi chiedo se abbiano ancora senso”.
 

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Commenti

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  1. Scritto da walter semperboni

    Grossi,però scusa è,è morto vent’anni fa l’Emilio,due anni or sono eravate voi al governo del comune di bergamo,perchè nbon avete pensato a questa benemerenza??!!

  2. Scritto da tomtom

    come sempre è un copione scritto e riscritto: quando la sinistra è al potere si fa solo i suoi interessi privati e quando è all’opposizione, dato che i vetri non riescono ancora a risalire, vanno a tirare fuori gli scheletri dall’ armadio. patetici!!!!!!

  3. Scritto da Paolo Comi

    Accidenti, dopo attente indagini mi sono accorto che non è mai stata data la “cttadinanza benemerita” al Costante.In fin dei conti se la si è data al sig.Doni la si poteva dare anche a lui,alla memoria.Eh.eh.

  4. Scritto da Enrico Artifoni

    Si può discutere sulla distribuzione di benemerenze, anche post mortem, che probabilmente servono solo a innescare polemiche politiche. In vita, da spirito libero qual era, l’Emilio non avrebbe saputo che farsene. Ma certo questo riconoscimento lo meritava.
    Era l’espressione di una Bergamo laica e lib-lab che purtroppo sembra in via d’estinzione. Caro Caffeina, solo tu potevi arrivare in redazione col Solex. Ciao, Enrico

  5. Scritto da giangavino sulas

    Condivido le critiche di Valter Grossi e l’intervento di Carlo Saffiotti. Emi Zenoni, indimenticabile «caffeina», meritava un riconoscimento alla memoria perché è stato un giornalista di acuta e vivacissima intelligenza, un uomo di grande cultura e soprattutto capace di andare controcorrente con coraggio. Ricordo bene i suoi corsivi: raramente sbagliava le diagnosi sulla nostra società. Ricordarlo sarebbe stato un atto dovuto e di coraggio

  6. Scritto da non condivido

    Mi domando il motivo per cui quando la Amministrazione Bruni (di cui mi pare il valter grossi era in giunta) era in carica non ha provveduto a quel tempo. L’avevano forse dimenticato ?????
    Perchè se “ricordarlo sarebbe stato un atto dovuto e di coraggio” come dice Sulas non l’hanno fatto??? Fifa? disinteressse? Interesse a orologeria???

  7. Scritto da Riccardo Schwamenthal

    Emi, o l’Emilietto come lo chiamava qualcuno, meritava sicuramente un riconoscimento nell’anniversario della scomparsa.
    Forse lo si poteva ricordare anche prima, ma visto che non è stato fatto, mi sembra inutile polemizzare su Bruni, e allora perché non Veneziani?
    Emilio Zenoni ha dato molto alla cultura bergamasca, e ha insegnato giornalismo a molti che lo hanno stimato e benvoluto da Locati a Feltri.

  8. Scritto da cesare zapperi

    Me lo vedo l’Emilio mentre sorride beffardo di fronte a certe penose polemiche. Lui era al di sopra di tanta mediocrità. Quella mediocrità che ha portato negli ultimi vent’anni, con Giunte di entrambi i colori, ad assegnare medaglie e benemerenze anche ad amici, amichetti e sodali politici che non avevano nemmeno un’oncia della cultura e della passione civile di Zenoni. Era un randagio, non apparteneva a consorterie. Un uomo libero. Emilio rimane un esempio anche senza la medaglia del Comune.

  9. Scritto da cattivoPD

    ma… sta gente se imparasse a tacere….