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Yara Gambirasio, ricerche a tappeto e troppi punti oscuri fotogallery video

E' scomparsa da più di tre giorni la tredicenne di Brembate. Battuta tutta la zona, senza risultati. Una ricostruzione della vicenda. Può aver seguito qualcuno appena fuori dalla palestra.

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Yara Gambirasio non si trova. Ma chi l’ha portata via? Cosa è successo nel tardo pomeriggio del 26 novembre a Brembate Sopra? I carabinieri di Bergamo, che indagano con il coordinamento del pm Letizia Ruggeri, sono di fronte ad un caso difficile. Quello di una ragazzina di 13 anni, che studiava e andava a scuola dalle suore Orsoline, appassionata e campionessa di ginnastica ritmica, con una famiglia modello. Mamma, papà, un fratello e una sorella più piccoli di lei. Una ragazzina normale, brava, che scompare improvvisamente lungo una strada percorsa decine e decine di volte.
La ricostruzione dei fatti fornita dai familiari non lascia alcun dubbio ai carabinieri, nessun sospetto. Anche nella mattinata di ieri, 29 novembre, mamma e papà sono stati ascoltati dai militari nella caserma di Ponte San Pietro.
Per ora nessuna delle persone ascoltate, soprattutto tra quelle presenti vicino al centro sportivo di Brembate nella serata del 26, ha dato contributi decisivi per capire cosa sia accaduto. Non sono stati notati movimenti strani in quel tardo pomeriggio, poco dopo le 18,30, nessuna ragazzina avrebbe urlato tra il centro sportivo, via Morlotti e via Rampinelli, il solito percorso che Yara seguiva per rientrare a casa.
Non c’entra nulla con questo caso l’uomo che pochi giorni prima della scomparsa di Yara era stato fermato dalla polizia locale mentre scattava alcune foto all’interno del centro sportivo di Brembate Sopra. Qualcuno ha notato un furgone bianco nella zona e l’ha anche detto ai carabinieri. E le testimonianze in questo senso sono state molte anche nella giornata di ieri (29 novembre). Ma non si viene a capo del caso.
L’unica indicazione concreta è arrivata ai carabinieri dai cani, esemplari di razza “blood hound” intervenuti grazie al Soccorso alpino. Segugi super specializzati. Hanno avuto a disposizione un calzino della ragazzina e hanno fiutato più volte la palestra dove Yara faceva danza. Una volta all’esterno del centro sportivo, hanno indicato (entrambi i cani e in momenti diversi) un percorso che, rispetto alla palestra, va esattamente nella direzione opposta a quella che Yara avrebbe dovuto percorrere per rientrare a casa: verso la zona industriale e verso la Briantea in territorio di Mapello, non in via Locatelli e poi in via Rampinelli, dove c’è la casa di famiglia.
Non è un indizio di poco conto. Può voler dire che Yara non è stata fermata per strada mentre andava a casa, ma può aver seguito qualcuno subito, appena uscita dalla palestra, o essere salita su un’auto, o su un motorino. Forse anche senza essere obbligata a farlo, dato che nessuno ha riferito ai carabinieri di movimenti fuori dal comune della ragazzina appena fuori dal centro sportivo. Sono tutti elementi che non fanno escludere ai carabinieri l’ipotesi di un allontanamento con una persona nota, almeno in un primo momento. Così come resta aperta la pista di un sequestro o dell’azione di un maniaco.
Ma Yara non si trova: da sabato mattina i carabinieri, i vigili del fuoco, la protezione civile, battono la zona. In campagna e nel fiume Brembo non è stato trovato nulla. E nella mattinata di oggi le ricerche ripartiranno.

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