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“Tagli paurosi alla scuola bergamasca”

Dopo i ritocchi al bilancio provinciale che registrano tagli sia in tema di viabilit?? locale che sulla scuola, interviene Mirosa Servidati, consigliera per il Parito democratico

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Dopo i ritocchi al bilancio provinciale che registrano tagli sia in tema di viabilità locale che sulla scuola, interviene Mirosa Servidati, consigliera in Provincia per il Parito democratico.

Povera scuola! La Provincia opera paurosi tagli sulla scuola bergamasca: presenta un Bilancio 2010 ambizioso e poi è costretta a rivederlo e a eliminare opere importanti. Per ora, vengono cancellate 20 opere, ma purtroppo non è finita: siamo alle solite, prima gli annunci, e poi la ritirata e la puntuale non realizzazione degli interventi.
La situazione nella scuola è drammatica: come già aveva detto il Pd, niente nuove scuole a fronte di una condizione esplosiva e grave in diverse realtà scolastiche bergamasche, a partire da quella di Trescore, dove gli Istituti devono chiedere alla parrocchia, all’oratorio o ai comuni spazi per poter svolgere l’attività didattica. Il nuovo Istituto di Trescore è tra quelli cancellati. Stessa situazione drammatica anche a Clusone, per il CFP Alberghiero.
Non solo non si fanno nuove scuole, ma questa Provincia non garantisce nemmeno la manutenzione ordinaria, tantomeno quella straordinaria. Quando si parla di manutenzione straordinaria non si intendono interventi “estetici”, ma interventi necessari, per esempio, agli impianti elettrici –tra gli altri, Itc Belotti di Bergamo-, alla pavimentazione delle palestre -Isis Majorana a Seriate e Marconi a Dalmine- alla manutenzione dei serramenti – Isis Rubini a Romano e Einaudi a Dalmine-. Anche qui tagli pesanti.
C’è un dato che da solo la dice lunga sull’importanza che la Provincia dà alla scuola: 20 giorni fa, il Ministero stanzia per la Provincia di Bergamo 1 milione e 770 mila euro per la messa in sicurezza delle scuole e per le opere di manutenzione: la Provincia, invece di aggiungerli a quelli già stanziati, mette a bilancio questi soldi -essendo vincolati- , ma toglie il milione e 600 mila di mutuo preventivato per opere di manutenzione straordinaria, già allocato in precedenza. Per cui, alla fine, non abbiamo gli oltre 3 milioni che avrebbero permesso di mettere in sicurezza se non tutte, quasi tutte le scuole bergamasche superiori, ma disponiamo del milione e 700 mila euro, con cui si riuscirà ad intervenire solo in parte, esattamente come prima.
Dulcis in fundo: abbiamo –dati dell’assessorato provinciale- ben 119 classi con più di 28 alunni, di cui ben 61 hanno 30 o 31 alunni, e 54 classi con più di 28 alunni e un portatore di handicap: molte di queste aule sono fuori norma, in termini di sicurezza, per ammissione dello stesso assessore Anelli. Solo su alcune, dice sempre l’assessore, sarà possibile intervenire, sulle altre non si può fare nulla. Del resto, ironizza, quando andava a scuola lui le classi erano di 38-40 e passa alunni… La risposta dell’assessore è di per sé eloquente!
Mirosa Servidati
Consigliere provinciale PD

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Commenti

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  1. Scritto da Jacopo Scandella

    Segnalo, a proposito di scuola, la situazione degli istituti secondari di secondo grado (ex-scuola superiore) in Alta Valle Seriana. Una vera e propria emergenza.

    Video:
    http://www.youtube.com/antenna2TV?gl=IT&hl=it#p/u/61/mZM0z1hzd6o

    Testo:
    http://www.pdaltavalleseriana.com/wordpress/2010/11/05/senza-scuola-muore-lalta-valle/

  2. Scritto da luciano015

    Per fare i manovali e puntare al grande fratello non serve una grande scuola.
    E’ quindi giusto evitare di buttar via soldi.
    Chi può, si arrangerà comunque.

  3. Scritto da claudio carminati

    Quando a livello centrale l’istruzione non interessa ( LASCIAMO IGNORANTE IL POPOLO CHE CI RESTERA’ FEDELE…), si ottengono questi risultati. Ha ragione quando dice “povera scuola”, ovvio non solo in termini di denaro, ma di contenuti. Le continue proteste degli alunni e dei docenti, sono una evidente prova del disagio che tutto il mondo scolastico sta sopportando, in termini appunto, di scollamento fra le esigenze dei fruitori e le competenze degli “elargitori” di riforme, indicazioni,soldi..