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Studenti e ricercatori contro il decreto Gelmini

Scienze Politiche occupata e un grande fermento in tutta la città. La stazione Cadorna è stata bloccata per un quarto d'ora da una trentina di studenti che hanno occupato i binari dei treni

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Ore 15 – Dopo circa 4 ore di corteo gli studenti milanesi si sono riuniti in assemblea nella facoltà di Scienze Politiche della Statale e fino alle 17 resteranno lì, in attesa del voto del ddl Gelmini alla Camera. Solo nel tardo pomeriggio, dopo che si sarà decisa la nuova forma di protesta, gli studenti potrebbero ripartire per una nuova manifestazione. Stamane gli studenti hanno ‘attaccatò i punti nevralgici della città: hanno occupato per pochi minuti le stazioni di Cadorna e Garibaldi, hanno presidiato piazza Fontana, dopo avere tentato un blitz a Palazzo Marino, hanno bloccato le arterie principali di Milano, mandando in tilt in traffico. Centinaia di studenti si sono mossi in direzioni diverse mettendo in difficoltà le forze dell’ordine, mentre ricercatori e studenti dell’Università Bicocca, continuano la loro protesta dall’alto del tetto della sede universitaria. A Milano solo piccoli momenti di tensione si sono verificati, quando le forze dell’ordine e i manifestanti sono venuti a contatto in via dell’Orso.

Ore 13.15 – Ricercatori, studenti e precari dell’Università Bicocca di Milano stanno manifestando contro il ddl Gelmini, che verrà approvato oggi alla Camera. Parte dei manifestanti è salito su uno dei tetti della sede dell’ateneo, mentre altri manifestanti hanno occupato la stazione ferroviaria di Greco. La manifestazione è del tutto pacifica e non si registrano scontri
Ore 13.10 – 
Scontri tra studenti e polizia in via dell’Orso a Milano. I manifestanti sono entrati in contatto con le forze dell’ordine che, dopo un tentativo di bloccarne l’avanzata, hanno usato i manganelli contro gli studenti. Lo scontro è durato qualche minuto. A farne le spese anche alcune vetrine che sono state mandate in frantumi. Gli studenti ora stanno procedendo in via Monte di Pietà

Ore 13 – Il corteo degli studenti a Milano è passato lungo via Mazzini e ha "conquistato" il centro della città lambendo Piazza Duomo. Gli studenti stanno transitando, dopo via Mazzini, lungo via Orefici tornando presumibilmente verso la zona del Castello Sforzesco. Ore 12.40 – Una decina di manifestanti che si è staccata dal corteo ha cercato, senza riuscirci, di entrare a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano. A riferire del tentato blitz è il vicesindaco Riccardo De Corato: «Sapevamo che il tentativo ci sarebbe stato – ha riferito – e per questo eravamo pronti». I giovani hanno tentato di entrare da un ingresso laterale, che secondo De Corato è stato immediatamente chiuso. «Cercare di strumentalizzare le istituzioni in questo modo – ha commentato il vicesindaco – sinceramente mi sembra un pò squallido».

Ore 12.20 – «Siamo in 15 mila». Così un esponente dei collettivi studenteschi quantifica il numero dei manifestanti oggi a Milano per il No Gelmini Day. Il corteo dei giovani, scandendo sempre slogan contro il governo e contro il ministro dell’Istruzione, dopo aver percorso la cerchia esterna dei Bastioni, è passato lungo corso Italia scortato sempre dalle forze dell’ordine in assetto antisommossa

Ore 11.20 – Una delle sedi dell’università Cattolica di Milano, in via Carducci (lo studentato internazionale), è stata fatta segno di lanci di uova e di altri oggetti partito dal corteo di studenti che stanno sfilando per le vie del centro cittadino manifestando contro il decreto Gelmini. Dal corteo sono partiti una serie di cori che inneggiano alla scuola pubblica e contestano il finanziamento delle scuole private

Ore 10.50 – Anche la stazione Garibaldi delle Fs, quasi contemporaneamente a quella delle Ferrovie Nord di Cadorna, è stata oggetto di una breve forma di occupazione da parte di alcuni studenti legati alle manifestazioni in corso a Milano contro il ddl Gelmini. Secondo Alcune decine di studenti che si trovavano in transito da Garibaldi in attesa di riunirsi al corteo che sta sfilando per le vie del centro, poco dopo le 10, sono scesi su alcuni binari, che hanno poi liberato dopo una decina di minuti

Ore 10.40 – È partito da pochi minuti a Milano il corteo organizzato dagli studenti delle scuole superiori e dagli universitari contro l’approvazione del decreto Gelmini. Centinaia di giovani sono partiti da largo Cairoli, dove c’è stato il concentramento, e stanno sfilando lungo Foro Bonaparte. Tanti gli slogan contro il ddl Gelmini, il governo, Berlusconi e Tremonti: «Gelmini, Tremonti e Berlusconi bloccate la riforma e fuori dai c…». La mobilitazione studentesca si registra anche in altre zone della città, come lungo viale Monza. Il corteo è scortato da un ingente numero di uomini delle forze dell’ordine

Ore 10.30 – Studenti in movimento da Cadorna verso l’Università Cattolica. I binari sono stati liberati. Altre frange del corteo si stanno spostando verso le zone centrali della città

Ore 10.15 – Una trentina di studenti ha occupato la stazione di Cadorna, bloccando i binari con ovvie ripercussioni sui treni in partenza e in arrivo

Scienze Politiche occupata e un grande fermento in tutta la città. Anche a Milano come in molte altre città d’Italia (Roma, Palermo, Pisa, Firenze, Napoli solo per citarne alcune) gli studenti universitari si sono mobilitati contro il decreto legge che porta la firma del ministro Mariastella Gelmini, in discussione oggi, martedì 30 novembre, alla Camera. Un centinaio di ragazzi hanno dormito nella facoltà di via Conservatorio, per poi spostarsi di prima mattina nella sede centrale dell’Università Statale di Milano in via Festa del Perdono. Anche a Varese studenti e ricercatori si preparano alla mobilitazione e hanno organizzato una giornata di protesta e manifestazioni che comincia alle 10.30 da via Ravasi.

 
Ieri, lunedì 29 novembre, la giornata si è sviluppata per contestare il DDL Gelmini. La mobilitazione studentesca a Milano non si è fermata e non intende farlo. Dalle 15 in piazza san Babila sono arrivate delegazioni da tutte le università del Milanese per la prima manifestazione unitaria della loro storia. Mentre il presidio in piazza andava popolandosi, gruppi di studenti sono riusciti a salire sul Duomo, sul Castello Sforzesco e su Palazzo Reale dove hanno steso striscioni, subito ritirati dagli addetti alla sicurezza. Verso le 16.30 il corteo finalmente ha iniziato il suo cammino. Tanti ricercatori con l’ormai famoso caschetto giallo in testa, con fiaccole distribuite a tutti i manifestanti. E mentre gruppi di studenti volantinavano, dai megafoni studenti e ricercatori hanno gridato le loro ragioni: «I pericoli sono il blocco totale della didattica che vedrà la paralisi del secondo semestre in tutte le facoltà perchè noi applicheremo il nostro contratto alla lettera e quindi ci asterremo dalla docenza. Oltre a noi, le vere vittime di questa riforma saranno gli studenti. Quella che doveva essere una riforma epocale si è rivelata un fallimento totale; la montagna ha partorito il topolino, ma è un topolino già morto!».
 
Contemporaneamente gli studenti hanno gridato a gran voce slogan contro Gelmini, Berlusconi e Tremonti e contro i tagli finanziari alle loro scuole. Il traffico del centro è stato paralizzato per ore e una dozzina di studenti liceali sono riusciti a salire sul tetto della Rinascente e stendere l’ennesimo striscione della giornata. Qualche attimo di tensione con le forze dell’ordine è stato subito stemperato. Verso le 18 i circa 2/3 mila del corteo si sono spostati in Festa del Perdono e poi a Scienze Politiche, occupata alle 18.15.
 
Oggi si replica, con una grande manifestazione che parte da piazza Cairoli e si svilupperà per le vie del centro milanese.

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