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Operazioni anti-bracconaggio in mezza provincia

Continuano le azioni di controllo da parte del Corpo di polizia provinciale che ha sequestrato decine di metri di reti e recuperato una poiana ferita.

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Continuano le azioni di prevenzione e controllo da parte del Nucleo ittico venatorio del Corpo di polizia provinciale che nei giorni scorsi ha sequestrato decine di metri di reti e recuperato una poiana ferita.
Per l’assessore Fausto Carrara “si tratta di una serie importante di interventi che dimostrano l’impegno del personale di polizia locale del Corpo di polizia provinciale; in particolare per l’episodio della poiana, rapace diurno appartenente a una specie particolarmente protetta”.
La poiana ferita è stata recuperata a Gandosso, in località Colle Fossa, e portata al centro recupero animali selvatici di Valpredina; il soggetto che le aveva sparato è stato denunciato all’Autorità giudiziaria.
A Cologno al Serio, la pattuglia del Nucleo ittico venatorio impegnata nei servizi di controllo ha individuato delle reti per catturare uccelli, nascoste in un boschetto. Nei pressi erano esposti come richiami alcuni esemplari di tordo rinchiusi in gabbia. L’autore del reato è stato identificato e l’impianto di cattura sequestrato.
A Brembilla, località Tigli, è stata scoperta una rete di uccellagione nella quale erano intrappolati 10 uccelli e un ghiro; tutti gli animali erano morti. 
A Zandobbio, in località Sommi, è stato rinvenuto e sequestrato un impianto di cattura per l’uccellagione. L’autore del reato è stato identificato.
A Zogno la pattuglia del Nucleo ittico venatorio ha rinvenuto e sequestrato una rete a tramaglio in località Padronecco, identificando i soggetti e contestando il reato di uccellagione. Il tempestivo intervento ha permesso la liberazione di alcuni piccoli uccelli.
A Gandosso, località Prato Alto, è stato rinvenuto e sequestrato un impianto di cattura costituito da due reti. Anche in questo caso sono stati rimessi in libertà 8 tordi bottacci e 2 merli. 
A Fonteno, località Xino, sono state scoperte 38 trappole a scatto denominate “archetti”. Circa la metà delle trappole erano scariche e in stato di abbandono; 
Su segnalazione di privati cittadini, sono state recuperate le carcasse di due caprioli morti, nel comune di Premolo, presso il rifugio Grem e in località Cerete di Gazzaniga. Entrambe le carcasse presentavano fori di pallini o pallettoni, il cui uso nella caccia agli ungulati è vietato dalla legge.
Infine a Entratico, in località Casi, gli agenti del Corpo di polizia provinciale, hanno rinvenuto, lungo un sentiero, un laccio metallico utilizzato presumibilmente per la cattura illegale di cinghiali.

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Commenti

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  1. Scritto da wka

    spero solo che una volta presi i colpevoli,la giustizia infligga loro una multa talmente alta da dover ricorrere ad un mutuo trentennale per poterla pagare cosi esempio per i loro compagni di merende.