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Milano paralizzata dalle proteste studentesche

20mila studenti di Milano e provincia hanno manifestato oggi per le vie della città mandando in tilt il traffico. Tensione e qualche piccola carica, ma nessuno scontro violento

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Giornata di passione per chi doveva spostarsi in auto a Milano. Per protestare contro il DDL Gelmini che oggi è tornato in aula, a Milano la mobilitazione aveva un unico obiettivo: bloccare la città. Gli studenti hanno mandato un messaggio forte e chiaro, una vera e propria prova di forza. Così dalle 8 il traffico è stato paralizzato in tutta le arterie della trafficata metropoli. Una decina di cortei ha vagato per le vie cittadine fino a convergere verso le 10 in Largo Cairoli. Gruppi di studenti sono arrivati fino ai binari delle stazioni di Cadorna e Garibaldi, paralizzando anche il traffico ferroviario per alcuni minuti, e addirittura all’interno di Palazzo Marino, sede del comune di Milano. Raggiunto dalla notizia delle occupazioni, il corteo da largo Cairoli si è mosso fino alla stazione di Cadorna per recuperare i ragazzi sui binari. Da lì si è spostato verso le sedi dell’università Cattolica,  dove il dispiegamento di carabinieri in tenuta antisommossa ha impedito qualsiasi attività di protesta nell’ateneo, salvo qualche lancio di uova e slogan contro la scuola privata. I manifestanti si sono poi spostati lungo la circonvallazione interna per poi puntare verso il Duomo. Il corteo non si è diretto in piazza ma ha puntato nuovamente verso la stazione di Cadorna, con l’obiettivo di raggiungere il Castello Sforzesco. A mezzogiorno in punto le prime file del corteo si sono dirette di corsa verso il centro, sotto la scorta di diverse camionette blindate e numerosi agenti. I toni sono saliti ma la diplomazia ha prevalso e la manifestazione è proseguita senza ulteriori cariche o scontri. Alle 14 il corteo è passato da Piazza Fontana, ma le forze dell’ordine hanno impedito di entrare nella piazza e così il corteo si è sciolto e gli studenti sono tornati nei propri istituti per concordare lemanifestazioni dei prossimi giorni. Una frase circola in tutte le Università: «Se stasera verrà approvato il decreto, da domani ogni momento è buono per bloccare la città!».

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