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“Ecco come ci agganceremo alle nuove tecnologie”

Presentato il rapporto sulle innovazoni pratiche per l'immediato futuro: iniziativa dell'Airi, col KilometroRosso e Confindustria Bergamo.

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Abbiamo cinque anni di tempo per agganciarci allo sviluppo e all’applicazione delle nuove tecnologie, dopodiché avremo perso la battaglia con i paesi emergenti”. E’ il monito di Renato Ugo (foto di Vincenzo Lombardi a destra), presidente di Airi, Associazione italiana per la ricerca industriale, che ha presentato questa mattina al KilometroRosso il VII Rapporto su “Le innovazioni del prossimo futuro: tecnologie prioritarie per l’industria”.
Oltre cento ricercatori appartenenti ai più importanti gruppi industriali hanno messo a fuoco 105 tecnologie
che potranno essere sviluppate e applicate dall’industria italiana nei prossimi anni. “Dobbiamo poter contare su una ricerca che punti già al risultato – ha sottolineato Renato Ugo – una ricerca che sia la base di un’industria moderna”.
Resta però irrisolto il nodo delle piccole imprese “che costituiscono un’anomalia positiva per il nostro paese, ma che richiedono una politica mirata, oggi di fatto inesistente”.
“Si tratta di percorsi concreti – ha precisato Mirano Sancin, amministratore delegato di KilometroRosso nel suo saluto – opportunità importanti che potranno essere colte anche dal nostro territorio”.
“A Bergamo – ha commentato Stefano Scaglia (foto a sinistra), vice-presidente di Confindustria Bergamo, che insieme a KilometroRosso e alla stessa Airi, ha organizzato la conferenza di presentazione del Rapporto – siamo nella direzione giusta, perché stiamo facendo sistema con l’Università, con infrastrutture importanti come KilometroRosso, imprese, associazioni. Sul tema della meccatronica, per esempio, abbiamo dato vita con la Regione al Polo formativo, grazie all’impegno dell’Università è nato il dottorato, mentre imprese grandi e piccole, con il sostegno di Confindustria Bergamo, si sono attivate dando vita al Consorzio per la ricerca precompetitiva che sta già ottenendo risultati importanti. E’ questa la strada da seguire”.
Per ogni tecnologia analizzata l’orizzonte temporale è di 3-5 anni, ma si presenta anche una prospettiva più a lungo termine. Una “visione”, data anche dalle “finestre sul futuro” selezionate da Airi, che ci proietta in un mondo più sicuro e più attento all’ambiente e alle risorse energetiche. Eccone alcune: sensori potenziati che permetteranno agli pneumatici di interagire con la strada e con il veicolo segnalando situazioni di guida ottimali o pericolose e in generale sensori che potranno accorgersi delle anomalie del prodotto in cui sono inserite, decidendo, per esempio, il blocco della lavatrice in caso di necessità. E ancora, una tecnologia che permette di separare la Co2 dai processi di combustione industriale e di confinarla sotto terra, la medicina molecolare e personalizzata di cui già molto si parla, trattamenti delle acque più efficaci, lo sviluppo fortissimo dei veicoli elettrici e in futuro l’introduzione di celle a combustibile, nuovi sistemi di controllo automatico dei velivoli, antenne “made in Italy” per l’esplorazione planetaria, la realizzazione di materiali modificati nella loro struttura molecolare superficiale che possono diventare repellenti all’acqua o agli oli oppure resistenti alla sporco e alla formazione di condensa.
Ma le nuove tecnologie sono destinate a rivoluzionare a breve termine anche molti altri settori in cui operano o potranno operare le industrie bergamasche, dall’ambiente all’energia, dal trasporto su strada alla chimica, dai beni strumentali per l’industria manifatturiera alla meccanica, ai materiali avanzati.
Questi ambiti, in particolare, sono stati analizzati da Paolo Boero (Pirelli), Lorenzo Siciliano (Eni), Massimo Casali (CR-Fiat), Francesco Pignataro (Vinavil, Gruppo Mapei), Paolo Castelli (RTM,) e Luigi Grossi (Fincantieri).
In evidenza l’importanza delle ricerche trasversali soprattutto negli ambiti dei materiali avanzati e delle nanotecnologie, destinate a produrre innovazioni radicali in gran parte dei settori industriali, dalla medicina alla meccanica, dal tessile al packaging alimentare, dalla cosmetica all’abbigliamento, dall’energia alla chimica.
Un futuro che è già dietro l’angolo e che rappresenta una sfida concreta anche per l’industria bergamasca.

 

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Commenti

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  1. Scritto da giancarlo

    rispondo a stefano scaglia quale vice presidente CONFINDUSTRIA bergamo. non potrà esserci sfida se le industrie ai neolaureati danno mille EURO al mese. parlo di ingegneri elettronici, informatici gestionali, i quali, fatta la STAGE , si vedono trattare come ultimi.
    a che è servita l’università? a pagare tasse e basta.
    non sapete intervenire sul problema perchè gli industriali piccoli o grandi non pagano adeguatamente. a quello che in cambio ricevono.