BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Adro, a scuola va esposta la bandiera italiana

La scuola di Adro, famosa per la vicenda dei 700 simboli del Sole delle Alpi, dovrà esporre la bandiera italiana e quella dell'Unione Europea.

Più informazioni su

La scuola di Adro, in provincia di Brescia – famosa per la vicenda dei 700 simboli del Sole delle Alpi che la caratterizzavano e voluti dal sindaco leghista Oscar Lancini – dovrà esporre la bandiera italiana e quella dell’Unione Europea.
A stabilirlo, accogliendo un ricorso presentato dalla Cgil, è stato il Tribunale Civile di Brescia. La stessa corte ha anche ordinato la rimozione "definitiva e a spese del Comune del simbolo partitico".
La risposta del sindaco – "Non avevo dubbi, d’altro canto siamo in Italia. Ormai all’estero siamo visti un pò come la Repubblica delle banane: come dare torto a chi lo pensa?". Usa in parte l’ironia Oscar Lancini, sindaco di Adro, che commenta così la notizia della sentenza del Tribunale di Brescia che ha definito "discriminatori" gli oltre 700 Soli delle Alpi che l’amministrazione di Adro aveva messo dentro e fuori la scuola elementare intitolata a Gianfranco Miglio. Dovranno quindi essere rimossi, a carico del Comune, e fuori dalla scuola dovrà essere esposto il tricolore. "Non ne sapevo niente, comunicazioni non mi erano arrivate", dice Lancini, evidentemente arrabbiato. "E ora voglio sapere come mi devo comportare visto che due giudici su casi simili si sono pronunciati con l’archiviazione?".  
Il riferimento è alle vicende di Carrù, nel cuneese, e Civitade al Piano, in provincia di Bergamo. Nel primo caso, nel 2002, il simbolo fu apposto su un monumento, nel secondo, era il 2009, nella piazza principale del paese. Ma sia in Piemonte che in Lombardia le sentenze si sono chiuse con l’archiviazione "perchè si tratta di simboli celtici". 
"Non è possibile che in quei casi ci sia stata l’archiviazione, da noi invece una sentenza diversa", sottolinea Lancini. "Ma io, che faccio l’amministratore, come devo andare avanti? Come devo comportarmi? Se sei fortunato e trovi quello che la pensa come te allora va bene… altrimenti ti trovi ad avere a che fare con sentenze come questa, che io ritengo una opinione". Continua Lancini: "Non è che noi un giorno ci siamo alzati e ci siamo mossi senza sapere della sentenza di Carrù. Mi chiedo: ma in Italia comanda la Cgil o chi è eletto democraticamente?".  Ma il Comune non resterà con le mani in mano: "Sicuramente, se ci sarà la possibilità, faremo ricorso. Tutto questo non è giustificabile".

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da mattia

    alcuni sindaci prendono il comune come il prolungamento del loro salotto di casa e dalla loro arroganza si permettono quello che vogliono. se sono spalleggiati dai partiti apriti cielo, come per esempio la lega, possibile che dove sono insediati loro c’è sempre caos? per fortuna sono pro-tempore e prima o poi si levano dalle p…e!

  2. Scritto da lena

    @6: si anche i miei colleghi dicevano queste cretinate, poi quando il padrù li ha fregati sono stati i primi a firmare la vertenza contro! e come sono venuti buoni i sindacati! che popolo di servi! ma il simbolo del sole delle alpi il sindaco lo mette anche sui calzini? chissà che risate i suoi dipendenti nel Comune si fanno!

  3. Scritto da Tiziano Trivella

    Esporre il tricolore italiano davanti alle scuole (insieme alla bandiera della UE) è un obbligo di legge in base al DPR n. 121 del lontano anno 2000…
    I sindaci dovrebbero conoscere le norme vigenti (almeno quelle semplici da capire).

  4. Scritto da Tonino

    le spese processuali le paga di tasca il sindaco. non tocca un centesimo del bilancio comunale, solo toccandoli nel portafoglio questi politichetti di paese si ridimensionano!

  5. Scritto da pm

    Da che mondo è mondo, l’ignoranza è sempre andata a braccetto con l’arroganza…

  6. Scritto da Raffaele

    @ 6. si vede che non hai mai avuto problemi sul lavoro per dire queste panzane. quando io e i miei colleghi abbiamo dovuto fare vertenza contro il ns datore di lavoro il sindacato ci ha tutelato eccome! diversamente avremmo dovuto prendere un avvocato privato e sborsare tanti soldoni! dato che paghiamo una quota tutti i mesi e ci viene trattenuta nella busta paga quando abbiamo avuto bisogno ne abbiamo usufruito. stai attento al padrone, non sempre sarà dalla tua parte!

  7. Scritto da expadano

    duro e cocciuto a capirla… proprio come la pietra su cui sono scoplpiti i cosiddetti “simboli celtici”

  8. Scritto da cgil de chè

    ma non sarebbe il caso che la cgil continuasse a limitarsi a fingere di difendere i lavoratori ed i posti di lavoro dei loro iscritti. Possibilmente non dopo la chiusura delle fabbriche!!!

  9. Scritto da la legge non ammette ignoranza, chi sbaglia paga

    Chissà come saranno contenti i cittadini di Adro di vedere le casse comunali prosciugarsi per tutti i ricorsi vari nei tribunali (che immancabilmente il sindaco perderà… perché i simboli su una scuola nessun giudice glieli condonerà… non è una piazza, non è un monumento, non è una rotonda ma UNA SCUOLA PUBBLICA!).
    Altri soldi andranno spesi x sistemare il tutto e rimuovere le patacche celtiche. E si che di scuola lor signori ne avrebbero bisogno davvero. Scuola di educazione e democrazia!!!

  10. Scritto da il giudice

    Ineccepibile,
    Ho una cara amica che lavora nella suddetta scuola, e i 700 simboli pseudo camuni padani erano volgari e disturbavano molto i bambini presenti.
    Nemmeno nella Germania anni 40 retta dal caporale con baffetti si era mai arrivati a tanta disgustosa invadenza nelle aule scolastiche.
    Certo, una salata multa personale di 850.000 euro al capo tribu locale sarebbe ottima e pure meritata

  11. Scritto da stobla87

    Il tricolore andrebbe esposto solo sulle tipiche scuole itagliane,quelle luride,vecchie e decadenti,con insegnanti raccomandati ed incompetenti che vengono da centinaia di km.
    E’ molto interessante poi come la cgil faccia questi esposti,da comunisti anti-itagliani a patrioti e difensori della bandiera,un tempo questo esposto sarebbe stato considerato come fascista.

  12. Scritto da Erasmo

    Chiacchera meno ed esponi il tricolore, e alla svelta anche. L’hai capito o no che la Padania non esiste? Siamo in ITALIA!

  13. Scritto da Fabio Belotti Coord. Prov. Generazione Italia Bergamo e mem

    L’italia è una sola ed è doveroso esporre il Nostro amato Tricolore. Poi un consiglio ai moltissimi sostenitori della lega: STUDIATE, STUDIATE, STUDIATE, italiana ed italiane non si scrive con la gl.
    Meno male che i Nostri professori, vicini e lontani, conoscono molto bene la lingua italiana. La scuola va riformata ma vanno riformate anche le coscienze e la “cultura” di molti… e poi basta con questi luoghi comuni…!!!
    W l’Italia W la scuola e l’università W la cultura. Leghisti studiate!!!