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“Nucleare, meglio mai che tardi”

L'assessore Marco Donadoni di Almenno S. B. esprime perplessità sul nucleare, non tanto legate al tema della sicurezza ma a tempi e costi e all'uranio.

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L’assessore Marco Donadoni di Almenno San Bartolomeo esprime perplessità sul nucleare, non tanto legate al tema della sicurezza ma a tempi e costi e all’uranio. 

Voglio esprimere il mio disappunto per la serie di inesattezze, che sento dire sempre più di frequente sul “ritorno del nucleare in Italia”.
Forse memori di quanto successo a Cernobyl nel 1986, teniamo spesso a porre l’attenzione solo sui temi legati alla sicurezza delle centrali, tralasciando una serie di aspetti critici, ovvero i tempi e i costi di realizzazione, l’approvvigionamento dell’uranio, il concentramento dei produttori e naturalmente le scorie.
 Le 4 centrali che dovrebbero essere costruite (forse è meglio dire installate, perché realizzate in Francia) sono del tipo EPR (European Pressurized Reactor) ad acqua pressurizzata, di III generazione, ciascuna da 1600 MW per un totale quindi di 6400 MW, dovrebbero quindi produrre poco meno del 12% dell’energia necessaria a soddisfare il fabbisogno del nostro paese, entro il 2026, anno in cui si presume entrerebbero in funzione.
Purtroppo non abbiamo elementi che possono giudicare la sicurezza di queste enormi centrali, in quanto ad oggi, non è ancora stata terminata la prima centrale di questa tipologia ovvero quella di Olkiluoto (Finlandia) che sarebbe dovuta entrare in funzione nel 2009, e dopo una lunga serie di ritardi, si ritiene abbastanza probabile che possa iniziare a produrre il suo primo kw non prima del 2013, ma come premesso non vorrei dilungarmi troppo sul tema legato sicurezza, di cui non abbiamo certezza, ma approfondire alcune certezze legate al nucleare.
Abbiamo la certezza che queste centrali non verranno terminate prima del 2026, ovvero 14 anni dopo la fine del protocollo di Kyoto e 6 dopo il 20-20-20 dettato dall’ Unione Europea, abbiamo anche la certezza che nel 2020 in Italia ci saranno già impianti fotovoltaici per oltre 8000MWP, inoltre avremo anche la certezza che le centrali costeranno ben più di quanto ipotizzava il governo ovvero “3 massimo 3,5” miliardi di euro l’una in quanto i costi per la centrale di Olkiluoto nel tempo sono saliti da 3,2 miliardi a 5,3 miliardi.
Tra le altre certezze sul “ritorno del nucleare”, sappiamo che queste centrali produrranno scorie che saranno radioattive per un milioneseicentomila (1.600.000) anni ovvero sino al 1.602.026,
e la certezza che le centrali stesse diventeranno scorie, un’altra inevitabile certezza è legata al fatto che creando 4 centrali nucleari, si concentrerà nelle mani di due o forse solo di un monopolista questa attività ,contravvenendo all’idea di libero mercato,in questo settore molto delicato.
Fortunatamente abbiamo anche la certezza che l’uranio (probabilmente molto presto) così come il petrolio e le altre fonti di energia fossili, si andranno esaurendo, e solo allora, certamente, dovremo investire in una ricerca rispettosa del futuro del nostro pianeta e dei suoi ospiti

Marco Donadoni
assessore delegato ai Servizi Tecnologici, Viabilità e Patrimonio
al comune di Almenno San Bartolomeo

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Commenti

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  1. Scritto da Marco Donadoni

    Vorrei tornare sull argomento perché tornato d attualità ,nonostante il governo stia facendo il possibile per non lasciare esprimere la volontà dei cittadini.in questi giorni si sta discutendo sulla sicurezza delle centrali(che non ho mai messo in discussione)piuttosto che sui costi,le scorie e la chiusura del mercato,i tempi e la disponibilità di uranio.questo potrebbe fare il gioco della lobby che vuol consegnare ai francesi il futuro energetico del nostro paese

  2. Scritto da marco donadoni

    le mie perplessità sono oggettive, mi sono astenuto dall esprimere opinioni o considerazioni.vediamo, l’uranio va esaurendosi, cavare e trasportare uranio è pericoloso e nocivo,per tanto il prezzo stesso dell’uranio non possiamo escludere che sia soggetto a speculazioni,gli impianti creeranno scorie radioattive per milioni di anni,le centrali se pur sicure dovrebbero resistere ad agenti calamitosi o attentati,anche esse per centinaia di anni,in quanto anche loro saranno(caorso insegna)scorie

  3. Scritto da marco donadoni

    aggiungo:così come viene pensata la gestione delle centrali ,creerebbe una concentrazione illiberali di produttori/fornitori di energia, allo stesso tempo non creerebbe un indotto produttivo, ogni centrale impegnerà circa 300 addetti(per la gestione).altri elementi sono quelli legati allo sfruttamento delle risorse idriche(per raffreddare gli epr servono milioni di mc di acqua) e alla quantità di co2 immessa in atmosfera durante la fase di arricchimento dell’ uranio.questi sono dati oggettivi

  4. Scritto da angelo

    …manco a dirlo ieri sera è andato in onda si Radio24 all’interno della trasmissione “Zapping” un serio ed interessante dibattito nel corso del quale le perplessità espresse da Donadoni sono state ampiamente superate da un’analisi seria e realista, senza nascondore nella. Finiamola di farci male da soli…il nucleare è l’unica soluzione possibile anche per raggiungere i parametri prescritti dal protocollo di Kioto e seguenti!!

  5. Scritto da luciano015

    Quando l’assessore parla dell’anno 1.602.026 (immagino il mattino del 30 Novembre) fa l’ipotesi che la rivoluzione della terra attorno al sole rimanga costante? e quale ipotesi usa per il tempo di decadimento? può essere più preciso sulla distribuzione probabilistica che sta usando? Grazie.

  6. Scritto da trighet

    Parla a titolo personale o a nome della comunità di Almenno? Nel primo caso farebbe bene ad evitare di “spendere” il suo incarico amministrativo, dato che sembra che parla a nome dell’amministrazione così

  7. Scritto da Riccardo

    Che parli a titolo personale mi sembra ovvio. Mi sembra anche ovvio che dia un parere da esperto e con i dubbi espressi con onestà e correttezza. Non blatera il pro e il contro di tanti “esperti” che credono di sapere tutto e pontificano solo per riempirsi la bocca.
    Grazie assessore

  8. Scritto da Max

    Le 4 centrali nucleari non sono che propaganda, così come il ponte sullo stretto o il cancro che verrà debellato tra tre anni…
    Tutte favole per gli allocchi, che senza alcun spirito critico bevono ogni cosa. Ad essi basta credere nel demiurgo che risolverà tutto. E se poi un sogno non si avvera… non importa, il pifferaio magico ne propone subito uno nuovo. E loro gli andranno sempre dietro, fedeli, fino a cadere nell’abisso. Ma cadendo, capiranno finalmente?

  9. Scritto da bucci fr

    Bell’intervento. Mi piacerebbe che Forbice e il suo Zapping la ospitassero su Radio Rai 1. Ma non credo che abdichino al loro atteggiamento sempre più, ahinoi, fazioso. Una trasmissione radiofonica utile da qualche tempo diventata solo di (al…) servizio per alcuni…

  10. Scritto da marco donadoni

    la riflessione era personale, non era mia intenzione”spendere” il mio incarico amministrativo(non vedo il motivo per cui lo dovrei fare), ma quella di cercare di far chiarezza ed eventualmente stimolare una discussione costruttiva, su un tema molto importante per il futuro del nostro paese.

  11. Scritto da carmelo

    Se va a casa il governo del nucleare… c’è da sperare che il progetto sprofondi. Questo lascia aperto il problema di trovare soluzioni energetiche e di indipendenza perchè l’Italia dipende troppo dall’estero: petrolio, metano, nucleare. La prima strada è il risparmio energetico: case che consumano poco, cittadini che consumano meno…motori efficienti… C’è molto da fare per tutti, senza dare in mano il potere alle solite aziende: energia democratica… anche questa è indipendenza.