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“L”errore è stato puntare su Colantuono Adesso cambiare è molto rischioso” fotogallery video

Secondo Cesare Malnati la società ha sbagliato scegliendo un tecnico che non ha un preciso progetto di gioco. Sostituirlo ora potrebbe essere un azzardo. La squadra è comunque terza.

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di Cesare Malnati

I risultati dell’Atalanta, solo in apparenza alterni, non rivelano affatto discontinuità. Anzi. Basta non lasciarsi impressionare  da vittorie nette (ma che – dal punto di vista dello spessore – non contano nulla) come col Padova o col Crotone, colte magari in reazione ad esibizioni d’assai basso profilo. Siamo seri. Che c’azzeccano i vari Eramo e Curiale, del Crotone, con gente che ha in carriera ben altre esperienze, nazionali e internazionali? Questi, soprattutto in casa, sono successi naturali per l’organico nerazzurro, tecnicamente molto più forte. Quindi è inutile brindare alla resurrrezione ogni volta che ci s’imbatte  in Pescara, Frosinone, Grosseto, eccetera. 
Sabato prossimo, per esempio, l’Atalanta va a far visita al Portogruaro. Ragazzi, l’avete visto il Portogruaro (prima stagione della sua storia fra i cadetti)? A me è capitato, dal vivo con l’AlbinoLeffe e per televisione. No comment. Ma la tendenza negativa di cui tener conto è costante, se è vero che  siamo già al quinto scivolone grave, senza contare l’ingloriosa eliminazione dalla Coppa Italia. E sono tutti scivoloni – come ampiamente noto – contro le più forti (Siena, Novara, Empoli, Livorno, più la sconfitta di Piacenza). Le più forti si fa per dire, perchè sono fresco d’osservazione di un inconsistente Empoli battuto dal Sassuolo.  Eppure l’Empoli, che ha superato i nerazzurri 3-0, va considerato per forza fra le aspiranti alla promozione.
Com’è possibile una simile stuazione? Spiegazione. La squadra di Colantuono, avendo tanta qualità senza un progetto di gioco, non può esimersi dal vincere con le molte un paio di gradini sotto, ma va in difficoltà affrontando il primo avversario che le rende una sola categoria sapendo tuttavia ciò che vuole
Al di là degli errori del tecnico nell’ultima partita, la totale latitanza d’Ardemagni, l’insufficiente esito di Pettinari, che pure ha dato prova della validità del suo sinistro, lo stesso nervosismo di Tiribocchi illustrano le difficoltà. Leggiucchio qua e là che si pensa al mercato, si fa il nome di Maccarone. Come se Maccarone non avesse bisogno a sua volta che la squadra si muova in un determinato modo, in base a sovrapposizioni, a triangolazioni, a schemi. I giocatori d’attacco sono quelli che necessitano maggiormente della mano dell’allenatore. Il quale, nel caso in questione, nell’organizzazione della fase offensiva non ci piglia. Chi non ne è convinto vada a rivedersi il Perugia dei tempi di Gaucci, che lodevolmente arrivò ai play off mancando la serie A a Torino. Già quel Perugia di Colantuono come cifra di gioco era zero e segnava sui soliti calci piazzati.
Ecco dove la società – detto col senno di poi, sia ben chiaro – ha sbagliato. Valeva la pena assumere un tecnico con un preciso progetto di gioco, anche per allestire una squadra duratura. Di tecnici così ce n’erano e ce ne sono in giro. Mica solo Antonio Conte, che è uno di quelli, comunque. Senz’andar troppo lontano, cito il primo che mi viene in mente non per sponsorizzarlo ma in quanto – sebbene poco pubblicizzato – presenta queste caratteristiche: Salvioni.
Ha fatto benissimo con l’Ancona, con poco materiale, e, conoscendone la carriera, aveva precedentemente realizzato un’impresa col Nizza, riportato nella massima serie francese dopo una cavalcata in B, appunto. Voglio dire che a inizio stagione con un po’ di coraggio si poteva fare una scelta diversa. Adesso non è così semplice. La squadra è pur sempre al terzo posto, le concorrenti sono modestissime, sicchè ce la si può fare lo stesso. Il cambio è sempre un rischio. E se sbagli? Nel calcio sbagliare è la cosa più normale del mondo. Va interpretata così l’incertezza della società, che stride col decisionismo del pubblico, schierato a maggioranza per l’esonero di Colantuono.
Il calendario elenca, fino al giro di boa: Portogruaro, AlbinoLeffe, Cittadella, Grosseto. Coefficienti di difficoltà? Portogruaro zero (e non pendetevela con me, se l’Atalanta non vince: significherebbe proprio che non c’è più religione!). AlbinoLeffe, la furbizia di Mondonico. Cittadella è una formazione in ripresa che però ha perduto otto partite su sedici. Grosseto, all’Atleti Azzurri, problemi zero.
Domando e dico io: possibile mettere insieme meno di dieci punti?

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Commenti

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  1. Scritto da Coppa Italia 62/63

    Pic-nic e Doll,voi sì che ne capite di calcio, Zeman allena il Foggia….Sareste voi da esonerare come tifosi ndell’Atalanta

  2. Scritto da unodibergamo

    @14 ma dove ha letto degli 8 giorni? Le dichiarazioni del Presidente sono di tutt’altro contenuto…mah…

  3. Scritto da digeo

    A malnati che scrive che lo scarso rendimento degli attaccanti dipende da colantuono, vorrei chiedere (e spero che mi risponda) come mai l’anno scorso bianchi nel torino ha fatto sfracelli di gol. Ma perchè non dobbiamo onestamente riconoscere che ardemagni è stato un acquisto sbagliato? Come acquafresca l’anno scorso: era colpa di gregucci se non segnava, poi di conte, poi di mutti, poi è finito in panchina al genoa e ora è in panchina al cagliari.

  4. Scritto da Lele_BG

    10 punti in 4 gare?
    Calma, o facciamo la fine di venerdì, tutti a parlare di arrivare a 40 punti con un filotto di vittorie e invece la realtà è un’altra.
    Questa squadra ha bisogno e deve concentrarsi solo sulla partita che deve giocare il Sabato. Niente altro!

  5. Scritto da guido da bg

    D’accordo con Malnati sulla povertà di questo campionato di serie B, d’accordo sui rischi di un cambio con una squadra terza in classifica.
    Ma con questo passo andiamo a fare i play off, dove ritroveremo forse Empoli , Livorno, magari la Reggina, squadre con le quali non abbiamo vinto e con le prime due non abbiamo nemmeno rischiato di vincere.
    Per questo e per il pessimo gioco finora comunque visto, sono del parere di cambiare, corriamo lo stesso rischio di non salire, ma almeno ci proviamo

  6. Scritto da fabioz74

    Si è chiaramente visto che la squadra è nervosa, senza gioco e di tutto di più: si può essere d’accordo o meno sull’esonero dell’allenatore ma di solito, in questi casi, chi ci deve rimettere è proprio lui. Dare una svolta vorrebbe dire “avere le palle” e ammettere un errore è segno d’intelligenza. Anche a costo di rischiare la serie A: i tifosi merittano rispetto…non un allenatore che ride in faccia al giornalista dopo lo 0-2 di venerdì!!!! E sono convinto che se si cambia si va dritti in AAA

  7. Scritto da Coppa Italia 62/63

    Tutti a dare addosso a Colantuono,ma nessuno accenna agli indegni,che dopo averci portato in B,hanno pure fatto il muso perchè non gli alzavano lo stipendio.Vestire la maglia dell’Atalanta è un onore,se qualcuno non la pensa così,Tiribocchi, Manfredini e chi vuole aggiungersi: fò di bale.Invito questi “professinisti”a rileggere la scritta fuori dagli spogliatoi del Brumana:La maglia sudata,SEMPRE.

  8. Scritto da doll

    condivido Guido 1. Se poi, voglia il cielo, si ariva ai play off con le stesse squadre con cui abbiamo perso, che cosa cambia?
    DOvrebbe dimettersi e fare un gesto serio COlantuono.
    E basta.
    Alro che maleduczione i tifosi.
    Ma per piacere.

  9. Scritto da rf

    Ottimo articolo, anche se andrebbe fatto rilevare che la rosa è sopravvalutata, sopratutto sul piano delle motivazioni (vedi Manfredini e Tiribocchi) e sul piano del declino fisico tecnico (Bellini, Talamonti, Pinto e parzialmente Doni anche se si sapeva già per il capitano che comunque è indispensabile alla squadra con questo mister privo di gioco)

  10. Scritto da paolo

    si, la squadra è terza ma la reggina deve ancora giocare… e le prime 2 sono scappate (il siena ha una gara in meno)

  11. Scritto da ugo

    il primo anno di Colantuono 2005/2006 almeno in casa eravamo un rullo compressore, tutte vittorie tranne Catania( sconfitta) e Cesena (pareggio) e l’anno dopo in A ci siamo comportati benino (non c’era la Juve pero’ e alcune squadre partivano con penalizzazioni dopo calciopoli )

  12. Scritto da Paolo Silvio Testa

    La scelta dell’allenatore è stata inizialmente sbagliata e più della metà dei tifosi non era d’accordo.
    Ma chi ha deciso? Approvato dal Presidente ma scelto, voluto e ottenuto da alcuni “senatori”, perchè stimolatore. Ecco perchè esiste più di un problema esonerandolo,il sostituto si troverebbe la squadra contro. Quindi cari giocatori adesso ve lo tenete e vedete almeno di metterci del vostro come ” voglia”. Torniamo nel campionato che ci spetta, se ci riusciamo e poi tanti saluti a Colantuono.

  13. Scritto da unodibergamo

    prendo solo la conclusione…se non arrivano almeno 10 punti è giusto cambiare
    ps. Salvioni con tutto il rispetto a parte la parentesi dello scorso anno ad Ancona non ha mai visto il calcio che conta e dove conta saperne…e la serie B francese assomiglia molto più alla nostra Lega Pro che alla serie B italiana

  14. Scritto da pic-nic

    Come fu un’azzardo (felicissimo) puntare su Del Neri, vedrei veramente affascinante il ritorno di un personaggio SCOMODO ma che ha rivoluzionato il calcio: Zeman.
    Questa sarebbe una scelta con le palle.

  15. Scritto da roby49

    Capisco la titubanza del Presidente nel cambiare l’allenatore in quanto il mercato non offre al momento allenatori tesserabili di sicuro affidamento.
    Speriamo che faccia almeno mercato liberandosi di giocatori che hanno dimostrato scarso attaccamento alla maglia o che sono proprio alla frutta. (non parlo di Doni di cui si è visto non possiamo farne a meno) .
    Ci serve come il pane un attaccante da 10-15 reti che riesca a mascherare le magagne di questa squadra e del suo tecnico.

  16. Scritto da ata bg

    Portogruaro, AlbinoLeffe, Cittadella e Grosseto sono squadre che non valgono assolutamente la serie B. L’Atalanta ha giocatori di livello internazionale, se non fa 12 punti Colantuono dovrebbe chiedersi sinceramente che cosa ci fa seduto su una panchina come quella dell’Atalanta

  17. Scritto da giangavino sulas

    Grande Cesare, come al solito un’analisi seria, documentata, profonda. Hai ragione, Colantuono non era l’allenatore giusto. Ma perché dici: cambiare adesso è un rischio? Vuoi andare avanti con questo andazzo?Certe situazioni un presidente deve intuirle subito e a quel punto le scelte sono solo due: o conferma totale qualunque cosa accada oppure esonero. Vie di mezzo non ce ne sono, altrimenti il flop è sicuro. Butti via una stagione e tanti bei soldi. Inutile dare gli 8 giorni. E’ un non senso

  18. Scritto da doll

    grande Giangavino 14. Forse il problema è il sostituto.
    Ma di persone degne e affidabili non ne mancano.
    Anche l’azzardosa proposta Zeman mi sembra intrigante.

  19. Scritto da fulvio

    hai centrato le situazioni in pieno