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A Milano la mostra sulla Lambretta

A oltre sessant?anni dalla sua invenzione, la creazione di Pier Luigi Torre torna protagonista dal 25 novembre a Milano.

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Simbolo degli anni ’50 e 60’, la Lambretta ha rivoluzionato la vita di molti italiani. A oltre sessant’anni dalla sua invenzione, torna protagonista dal 25 novembre a Milano in “Omaggio a mio padre”, una mostra dedicata al primo vero scooter italiano e alla genialità del suo progettista Pier Luigi Torre. Ideatrice dell’evento è la figlia Mariella Torre che racconta: “Mio papà aveva il dono di sentire i motori e non aveva bisogno di salirci”.
I ricordi e le memorie della figlia sono il filo conduttore della mostra che, patrocinata dal Comune di Milano, ripercorre la storia di un uomo e della sua scoperta, che incise in modo indelebile sulla storia dell’Italia del secondo dopo guerra. Pier Luigi Torre fu un importante ingegnere aeronautico, brevettò il sistema di registrazione dei dati in volo, precursore della scatola nera, ma è soprattutto conosciuto come papà della Lambretta. La ideò nel 1947, quando fu chiamato dall’Innocenti per creare un veicolo di grande diffusione popolare a costi contenuti e che sfruttasse i materiali leggeri dell’aeronautica. In breve, la Lambretta diventò il mezzo di trasporto più diffuso.
Una storia di altri tempi, fatta di genialità e applicazione, ma difficile da ricostruire perché dopo la chiusura dell’Innocenti, i documenti e i disegni furono stipati in un capannone che subì un grave allagamento. “La maggior parte andò perduta – racconta Mariella Torre – Ho ancora un disegno del cosiddetto siluro, la Lambretta da corsa che papà progettò ispirandosi alla velocità degli aerei e con la quale stabilì il record del 1951 sul chilometro lanciato. Ho anche alcune fotografie tridimensionali di cui papà era appassionato”.
Perché Pier Luigi Torre era l’inventore della Lambretta, ma anche amante della musica e delle rose, che faceva coltivare e curava personalmente davanti al campo prove dell’Innocenti. “Tutti lo ricordano per la mitica Lambretta – racconta Mariella Torre -, e non conoscono la sua ricerca della rosa perfetta e degli esperimenti che lo portarono a ottenere la rosa blu. La mostra racconta anche questo lato sconosciuto”.
Anche un film.
Dopo la mostra un film. La passione per le rose e gli studi matematici di Pier Luigi Torre saranno il filo conduttore di un lungometraggio biografico, che verrà realizzato dalla nipote, l’affermata regista Roberta Torre, reduce dal successo di critica dei “Baci mai dati”, presentato alla scorsa edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Partendo dalle due grandi passioni del nonno, la regista traccerà un affresco della società italiana di quegli anni.

Dove:
"Omaggio a mio padre”, Galleria L’Acanto, Via Nöe, 33 a Milano. Dal 25 novembre al 27 gennaio 2011.

(da tgcom)
 

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