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“Erano amici di tante escursioni Sono morti nei luoghi che amavano”

La citt?? della Bassa in lutto per la scomparsa dei tre escursionisti Riganti, Parigi e Lazzarini. Un amico in lacrime: "Uccisi dal paesaggio che amavano".

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Un amico arriva a Castel Cerreto, frazione di Treviglio dove viveva Enzo Riganti, come per capire se è vero quanto ha letto sui giornali. Il noto geometra di Treviglio, consigliere comunale, già in passato assessore, Enzo Riganti, è morto ieri pomeriggio sul Mortirolo travolto da una valanga, con gli altri due amici trevigliesi Giuseppe Parigi e Angelo Lazzarini (nella foto da sinistra Lazzarini, Parigi e Riganti). E in questa fredda mattina di novembre c’è un amico che arriva a Castel Cerreto, nel mezzo della campagna della Bassa, e suona alla porta di casa Riganti. E’ in lacrime.
"E’ proprio vero, dice, è proprio andata come dice il giornale. Due giorni fa ho visto Enzo, che era pronto alla sua nuova escursione ed era contento. Appena poteva partiva, andava per sentieri all’inizio, poi ha provato nella vita escursioni sempre più difficili. Era un esperto di montagna. Lui diceva che quando stava in montagna si sentiva meglio, si rilassava per godersi il paesaggio".
E’ una persona in lacrime, che conosceva un po’ meno i compagni di escursione di Riganti, anche loro uccisi dalla neve. "Però erano tra quelli che Enzo frequentava di più, molto spesso erano con lui, anche loro iscritti alla sottosezione Cai di Treviglio, se non sbaglio. Certo che andare nei posti belli, che si amano, e perdere lì la vita nel giro di pochi secondi…è proprio una tragedia".
Enzo Riganti era un professionista, un tecnico molto conosciuto. Ma la sua vita non si esauriva di certo nella professione. Era stato anche assessore ai Servizi Sociali per l’allora sindaco Luigi Minuti, attualmente era consigliere comunale dell’Udc e aveva annunciato la sua candidatura a sindaco nel 2011 per il nuovo gruppo "Per Cambiare". Ha lasciato la moglie Lucia e cinque figli.
L’amico Angelo Lazzarini era titolare dell’omonima officina di via Dei Mille, dove recentemente si era trasferito a vivere (in un appartamento sopra il luogo di lavoro). Un vero e proprio amante dello sport, nelle stagioni più miti faceva il sub ed era presidente dell’Asso Sub di Treviglio. Lascia la moglie Elena e tre figli. Con Lazzarini e con Riganti è morto sotto la neve anche Giuseppe Parigi, dipendente della Same e grande appassionato di montagna. Viveva in via Petrarca con la madre.

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Commenti

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  1. Scritto da Miriam

    Quando non si conoscono le persone e i fatti, è preferibile il silenzio.
    Erano persone esperte, con la testa sulle spalle e che amavano profondamente la montagna. Lo zio ripeteva sempre che in montagna si va prima con la testa che con le gambe, e chiunque l’abbia conosciuto, e abbia conosciuto gli altri con lui, sapeva e sa che non erano persone sconsiderate o che amavano il rischio: amavano la montagna, e quando si ama qualcosa, qualcosa che ti dona serenità e che ti riempie il cuore non ci si

  2. Scritto da 2

    può stare lontani. è stata una fatalità che ce li ha strappati nel modo forse più duro, ma Noi che li conoscevamo e che li amavamo, e che li amiamo, sappiamo che il destino li ha chiamati a sè, punto. Erano esperti, da decenni, avevano fatto montagne e scalate ben più pericolose, con la testa e con il profondo rispetto che li legava alla montagna, erano equipaggiati..

  3. Scritto da 3

    è qualcosa che non capiamo, ma se Qualcuno li ha voluti con sè prendendoli in un momento che per loro era il paradiso una ragione ci sarà.. ancora non la vediamo ma di sicuro c’è. Cara signora Maddalena, prima di dare fiato alla bocca, o di digitare parole senza senso dovrebbe ragionare.. è un consiglio che le do per il futuro.. anche solo per rispetto per Loro.. Lei non conosce nè le persone nè le circostanze.. Forse dovrei lasciare correre proprio per questo motivo, che Lei non sa nulla, ma mi

  4. Scritto da 4

    permetto di parlare a nome di tutte le persone che stanno soffrendo per queste perdite e che di parole, vere, da parte di persone che conoscevano e stimavano i nostri cari, ne hanno sentite.. Davanti a questi fatti ognuno la vede, GIUSTAMENTE, come vuole.. sarei falsa a dirle che quando si sentono notizie di gente che va a fare i fuori pista per provare brividi, rimanendoci o facendo morire persone durante i soccorsi

  5. Scritto da 5

    non ho pensato le stesse sue stesse cose.. ma in questa occasione dove non se la sono cercata, erano là prima con la testa che con le gambe, sapevano quello che facevano e nel massimo della sicurezza possibile c’è solo da accettare che è stato Destino, e in silenzio cercare di capire questo mistero.La nipote dello Zio Giuseppe

  6. Scritto da il giudice

    La morte non è mai associata a luoghi belli, la morte è morte e basta.
    Amo moltissimo la montagna ma quando verrà il mio momento preferisco farlo a casa mia con i miei cari attorno.

  7. Scritto da maddalena

    mi dispiace tantissimo; ma questa gente rischia la vita andandosela a cercare. l’uomo non è più forte della natura..