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L’auto del futuro? Un risciò

L’auto del futuro potrebbe essere un risciò un po’ avveniristico, molto leggero e con finiture di lusso.

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L’auto del futuro potrebbe essere un risciò un po’ avveniristico. Molte leggero e con finiture di lusso. E’ un progetto, naturalmente, di quelli che vengono esibiti ai saloni dell’auto per sfogare la fantasia di designer e ingegneri. Questo, denominato Mybach Drs, è stato presentato dalla Mercedes al Los Angeles Design Challenge che si è appena svolto in concomitanza con il salone dell’auto.
Drs si traduce in Den Riki Sha, letteralmente risciò a trazione elettrica. E come il celebre carrettino a trazione umana ancora diffuso in certi paesi orientali, questo veicolo del futuro aggiunge la forza muscolare alla forza elettromeccanica. Ai due motori elettrici sistemati nei mozzi delle due gigantesche ruote che lo sostengono si affiancano infatti i pedali azionabili dall’interno dell’abitacolo. Un modo di proiettare nel futuro le incognite di oggi sulla reperibilità delle risorse energetiche. Naturalmente il risciò di Stoccarda, progettato nel centro studi di Tokyo, sarà leggerissimo grazie all’impiego della fibra di carbonio e di materiali organici pregiati. Il peso dichiarato non supera i 454 kg, nonostante la presenza della batteria agli ioni di litio nel vano posteriore. Il progetto include anche un computer di bordo in grado di interfacciarsi con i sistemi di rilevamento del traffico. Il Drs in sostanza coniuga moderne tecnologie costruttive e rispetto dell’ambiente, in un progetto originale e un po’ visionario. Spazi contenuti e sfruttati in modo razionale per integrarsi nell’ambiente metropolitano di domani. Questa moderna interpretazione del risciò avrà infatti quattro posti disponibili. E in caso di bisogno ci si augura che i muscoli del guidatore siano ben allenati.
 

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