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La “guerra del pizzocchero” divide Bergamo e la Valtellina

Il pastificio Annoni di Fara d'Adda rivendica di poter partecipare all'ottenimento dell'Indicazione Geografica Protetta, ma a Sondrio non ne vogliono sapere.

Tu chiamala, se vuoi, "guerra del pizzocchero". Una disputa singolare che si gioca tra la Bergamasca e la Valtellina, fra carte bollate e silenzi, con una cartina geografica che si allarga o si restringe a seconda dei punti di vista, e degli interessi. L’obbiettivo è ambizioso: ottenere la "Indicazione Geografica Protetta" (Igp) per la tipica pasta di grano saraceno.
Il problema è chi ha il diritto di rientrare nella zona di produzione. Da una parte c’è il pastificio Annoni di Fara Gera d’Adda, fondato nel lontano 1891 (nella foto a destra il presidente Alberto Annoni), produttore di pizzoccheri dagli anni Settanta. Dall’altra, ecco il Comitato per la valorizzazione dei pizzoccheri della Valtellina che ritiene non possano essere presi in considerazione aziende operanti al di fuori della provincia di Sondrio. Il bello è che la domanda per l’ottenimento della Igp giace depositata al ministero delle Politiche Agricole e Forestali dal 2003. E da lì non si è smossa perchè i valtellinesi non ne vogliono assolutamente sapere di modificare il Disciplinare di produzione per includervi i comuni rivieraschi dell’Adda (compreso Fara, ovviamente). "I pizzoccheri sono un prodotto della Valtellina" tagliano corto senza tregua nel nord Lombardia.
Ma al pastificio Annoni non si danno per vinti. Hanno dimostrato in più sedi che il grano saracena è stato coltivato in bergamasca fin dal 1500 e che i pizzoccheri hanno tutto il buon diritto di essere prodotti anche in Bergamasca. C’è di più. L’azienda bergamasca mette sul tavolo una nota della direzione generale del ministero, datata aprile 2005, che non sembra lasciare via di scampo a chi vuole escludere i bergamaschi. Il dottor Francesco Saverio Abate scrive: "Qualora codesto Comitato (quello valtellinese, ndr) non sia in grado di produrre altra documentazione storica idonea a provare che la documentazione presentata dal pastificio Annoni non rifletta la realtà, questa Amministrazione provvederà d’ufficio ad ampliare l’areale di produzione a parte del territorio della Provincia di Bergamo, in cui ad oggi risulta provata la produzione storica dei Pizzoccheri della Valtellina".
Parole chiare, anzi chiarissime. Ma da allora sono passati cinque anni e nulla, ma proprio nulla, si è mosso.
L’azienda di Fara d’Adda lancia un appello, chiede al Comitato Valtellinese di deporre le armi, di procedere alla modifica del Disciplinare per sbloccare finalmente l’iter che porta alla concessione della Igp. Che non cambierebbe nulla dal punto di vista pratico, ma fornirebbe un marchio di qualità ad un prodotto comunque già oggi molto apprezzato. Da Sondrio non arrivano, almeno apparentemente, risposte.
"Il rischio – sottolineano al pastificio Annoni – è che mentre noi rimaniamo bloccati, altri si muovano e ottengano quello che noi vogliamo. Stiamo attenti in particolare ai cinesi. Oggi sembra fantascienza, ma domani chissà".

Commenti

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  1. Scritto da "Non col vento"

    Hanno ragione i valtellinesi, sarà pure un buon prodotto, ma non merita alcuna certificazione geografica.