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“Per le Pmi le filiere sono determinanti”

Vincenzo Boccia, presidente nazionale della Piccola Industria di Confindustria, ha spiegato come sia necessario "lavorare insieme".

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Partnership, accordi informali, partecipazioni, fusioni, reti vere e proprie. Per le imprese, soprattutto se medie e piccole, “lavorare insieme” può concretizzarsi in tanti modi diversi, con un unico obiettivo: accrescere la propria competitività sui mercati internazionali. Se ne è parlato a Bergamo nell’ambito del seminario organizzato dalla rivista “L’imprenditore”, espressione della Piccola Industria di Confindustria, sul tema “Filiere d’impresa e loro potenzialità”, chiuso dall’intervento del presidente nazionale della Piccola Industria Vincenzo Boccia.
“La piccola impresa vive una situazione ancora difficile – ha sottolineato il presidente – ma il mondo sta crescendo, mi riferisco ai cosiddetti Paesi Bric (Brasile, Russia, India e Cina), ma anche all’area del Mediterraneo. Ed è importante riuscire ad intercettare queste nuove rotte di crescita. Abbiamo bisogno di imprese innovative che si posizionano in questi Paesi sfruttando al meglio il patrimonio rappresentato dal “made in Italy”. La Cina, per esempio, è un mercato potenzialmente molto interessante per consumi di alta gamma e di alta tecnologia”. 
Secondo il presidente della Piccola Industria in questa situazione che si evolve velocemente “le filiere sono determinanti, perché ci consentono di diventare grandi restando piccoli. Abbracciando la cultura dell’alleanza, delle reti, dei consorzi possiamo accelerare i tempi della crescita ed in questo momento la velocità è fondamentale”.
Per questo, secondo il presidente, è importante che ci sia un segnale anche da parte dello Stato. “Siamo amareggiati – ha sottolineato – da una Finanziaria che blinda i conti, e questo è positivo, ma non prevede nullo per lo sviluppo. Il credito d’imposta per ricerca e innovazione sarebbe un elemento determinante per accelerare la velocità di uscita dalla crisi per il nostro Paese che deve il suo sviluppo proprio alle tante imprese presenti nel territorio”.
“E le associazioni – ha aggiunto anche Maria Cristina Bertellini, vice-presidente della Piccola Industria di Confindustria – sono il luogo ideale dove le imprese possono confrontarsi e incontrarsi per costruire un proprio modo di lavorare insieme”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Gianluigi Viscardi, presidente della Piccola Industria di Confindustria Bergamo: “Le filiere – ha sottolineato – possono aiutare le imprese a trovare delle opportunità per riuscire ad ampliare i propri progetti di internazionalizzazione e per poter crescere”. 
“La crisi obbliga gli imprenditori a ripensare il modo di fare impresa – ha rilevato il direttore generale di Confindustria Bergamo Guido Venturini introducendo i lavori – c’è una grande incertezza, ma sicuramente l’internazionalizzazione è un punto fermo. Per questo è importante analizzare attentamente le nuove aree di potenziale sviluppo e spingere su ricerca e innovazione. Il ruolo dell’associazione è fondamentale, perché essere insieme, sperimentare, creare delle alleanze consente di affrontare questo processo con maggiore serenità”.
“In questa fase – ha aggiunto Luca Manzoni, responsabile network corporate per la Lombardia di UniCredit – la banca deve potenziare la sua capacità di porsi come interlocutore competente e attivo. Il sistema imprenditoriale italiano d’altro canto deve accentuare le proprie capacità dinamiche, che sappiamo essere presenti come dimostrano i casi di eccellenza, ma non “contagiose” come dimostra la debole performance aggregata del paese; per far questo l’impresa deve essere più trasparente e aperta nei confronti della banca, e più disponibile, se ve ne fosse necessità, ad aprire la propria compagine societaria ad altri soci o al mercato azionario”.

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