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Elezioni organi collegiali, ma i genitori dove sono?

Claudio Carminati, membro del Consiglio di Istituto dell'Isis Mamoli lamenta la partecipazione (scarsa) alla vita della scuola.

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Claudio Carminati, membro del Consiglio di Istituto dell’Isis Mamoli, rappresentante di classe, nonché facente parte del direttivo della Associazione Genitori Mamoli in merito alle ultime elezioni degli Organi Collegiali, lamenta la partecipazione (scarsa) alla vita della scuola.

Si sono svolte, nelle settimane scorse, negli Istituti Scolastici della nostra provincia, le elezioni degli Organi Collegiali (Consiglio d’Istituto e Consiglio di Classe), a questo proposito volevo far rilevare, come la bassissima partecipazione dei genitori, sia l’ennesima prova di come ci sia ancora troppa distanza fra la scuola e i loro fruitori, che non sono solo i ragazzi ma anche le loro famiglie.
Spesso siamo capaci di lamentarci della scuola, della mancanza di risorse (economiche soprattutto), ma quando abbiamo la possibilità di intervenire direttamente nella gestione della stessa, preferiamo defilarci. E’ bene ricordare come gli organi, di cui sopra, siano indispensabili al buon funzionamento di ogni Istituto Scolastico, facendo fattivo tramite fra la dirigenza, i docenti, gli studenti e le famiglie; quindi è solo partecipando attivamente, quantomeno alle assemblee, e delegando i genitori eletti negli organi collegiali a rappresentare effettivamente tutti i genitori, che dimostreremo un vero interesse alla scuola e ai nostri figli.
Attraverso la nostra attiva collaborazione, avremo modo di comunicare i nostri principi e i nostri valori e aiuteremo la scuola nel suo insieme, e i docenti in particolare, affinché possano insegnare ai ragazzi a non soffermarsi alla sola superficie, ad attingere alle radici delle cose, a insistere affinché le loro giovani menti colgano il respiro del pensare, che abbiano quell’autonomia Morale, Intellettuale ed Estetica necessarie alla loro crescita umana.
Inoltre, spesso mi chiedo, come fare per riuscire a trasmettere quello che ritengo essere un nostro DOVERE: trasmettere l’amore per la Cultura e la Conoscenza e combattere, di conseguenza, la Paura e l’Ignoranza. Forse la risposta è: troviamo gli stimoli giusti e la passione per crescere insieme.
Dopodiché potremmo anche lamentarci, giustamente e con cognizione di causa, di come il Ministero dell’Istruzione abbia poco a cuore le sorti della scuola (pubblica) italiana.
Siamo chiamati altresì, come rappresentanti dei genitori, a partecipare alla stesura del Piano dell’Offerta Formativa, vero strumento base della formazione dei nostri ragazzi.
E’un invito che l’Associazione Genitori Isis Mamoli, sente di rivolgere a tutti coloro che hanno ragazzi frequentanti scuole superiori nella nostra provincia, perché forti, come pensiamo di essere nelle nostre motivazioni e convinzioni, dobbiamo far sì che esse si connettano e si trasmettano ai docenti e agli studenti, che la arricchiranno rendendola più attuale e adeguata e la trasmetteranno così a loro volta.
Infine non riesco a capire perché, una volta terminata la scuola media, si smetta di seguire con attenzione il mondo scolastico dove, non dimentichiamolo mai, i nostri figli passano molto del loro tempo. Non dovremmo, perciò, stancarci mai d’essere genitori presenti e attenti, la loro età non sia una scusante per delegare (quando va bene) o disinteressarci di loro (quando va male).

Claudio Carminati
Associazione ISIS Mamoli Bergamo

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Commenti

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  1. Scritto da claudio carminati

    E fa bene a interrogarsi! Quello che manca, non solo per il mondo della scuola, è la capacità di riflettere sui fatti che accadono.
    Se tutti ritrovassimo o imparassimo a essere più interessati e propositivi, elaborando idee, discutendone anche con chi ha un altro parere, in poche parole essere davvero CITTADINANZA ATTIVA, credo
    sarebbe un bel passo verso un mondo migliore.

  2. Scritto da daniela p

    La mia esperienza. Genitore, sono stata rappresentante di classe dalla 1^ elementare fino alla 3^ superiore e membro del Consiglio d’I. alle medie, con passione. L’anno scorso mi sono ritirata.1-non c’era nessun genitore da rappresentare (+o-)2-nei c.d.c. sento una netta contrapposizione tra corpo docente e gli tutti altri, una specie di muro (tra l’altro, mettersi in cerchio anzichè avere i docenti frontalmente schierati aiuterebbe tutti moltissimo)

  3. Scritto da daniela p

    3 il disagio di “accompagnare” dei ragazzi oramai maggiorenni in un luogo, che è il loro, nel quale devono essere protagonisti loro insieme ai docenti. Come dire, comincio a sentirmi un’intrusa. Non nel senso che non seguo mia figlia, che me ne frego, tutt’altro. Ma non lì, non in quel modo. E poi non mi sento “culturalmente” adeguta, all’altezza. La scuola è un mondo meraviglioso, importantissimo ma molto complesso. Non so se ho reso l’idea così in poche righe…

  4. Scritto da claudio carminati

    Ha reso l’idea. E non si senta “non culturalmente adeguata” perchè non penso sia vero ma, se anche lo fosse, ogni esperienza è comunque gradita e ognuno dà quello che può. L’importante è PARTECIPARE E DARE, ognuno nel suo ambito, e nella sua competenza. E non guardi se non c’è nessuno perchè, altrimenti, anche i pochi che vorrebbero partecipare, rinuncerebbero al solo vedere la partecipazione altrui.

  5. Scritto da daniela p

    Sign. Claudio, le chiedo, che senso ha votare in c.d.c. la scelta dei libri di testo fatta dai docenti, per esempio? con quale competenza, con quale senso critico possiamo noi genitori contribuire? No, non ha senso. D’altra parte, quale contributo abbiamo dato e stiamo dando noi genitori alla giusta battaglia che stanno conducendo docenti e studenti contro lo smantellamento della scuola pubblica? E perchè? Non intendo essere distruttiva, davvero, semplicemente, inquieta, mi/ci interrogo

  6. Scritto da Marco Cimmino

    Cara Zappella, il formidabile elenco di miracolose ricette formative che lei ha testè snocciolato, tutto infarcito di vocaboli degni di un Rabelais ministeriale (retroazione? implementati?), rappresenta un bell’esempio di perchè i genitori abbandonino le riunioni collegiali. E meno male che non ha tirato in ballo il “cooperative learning” o il progetto “I care”. La gente è stufa di paroloni, di PEI, POF, PIF e PAF, quando vede che, comunque, la scuola va sempre peggio: ha perso la fede, insomma.

  7. Scritto da Marilisa Zappella

    Giusta osservazione. Spesso i pensieri, le proposte e su su fino alle riforme sono infarciti di parole nuove che si fatica a comprendere. Anche la girandola di sigle è un ostacolo alla partecipazione. Assicuro però che moltissimi genitori vogliono e sono in grado di capire. Soprattutto perchè la scuola funziona bene se non è una faccenda ‘privata’, di chi la fa. E se riesce a occuparsi di ciascuno con la necessaria cura e qualità. Dispersione scolastica è comprensibile? Ci riguarda?

  8. Scritto da claudio carminati

    Sono grato alla signora Zappella per i suoi costruttivi commenti, rinnovo l’invito a una maggiore partecipazione dei genitori alla vita della scuola, sottolineo ancora, leggendo i POCHI commenti qui presenti , come la vita dei propri figli, futuri elementi attivi della società non interessi.Continuiamo a farci del male.

  9. Scritto da giulio capelli

    scusi, sig. Carminati, stabilisce lei che cosa è importante? le riesce difficile prendere atto che il tema sollevato da lei interessa poche persone? Non prova a darsi una risposta o è convinto che siccome per lei è rilevante lo deve essere anche per gli altri? Non è un atteggiamento un po’ elitario? Consenta ai comuni mortali come me di non provare alcun fremito di fronte ad una discussione sugli organi collegiali della scuola. Roba da brividi. Davvero.

  10. Scritto da claudio carminati

    Rispetto il suo pensiero. Ma stabilisco io cosa è per ME importante.E se ciò non è rilevante per gli altri me ne dispiaccio. Ma continuerò a “combattere” per quello in cui credo.

  11. Scritto da Claudio

    Dove sono i genitori??? Io sono un genitore (non del Mamoli) di 5 figlie dai 30 ai 15 anni, ho fatto parte a suo tempo degli organi collegiali, ma via via mi sono distaccato perchè ho visto i docenti sempre più rivolti a se stessi e a far politica (nel senso di partitica). Ora addirittura ogni giorno nelle classi delle mie ultime due ragazze passano ore a inneggiare alla sinistra e sono ossessionati dalla Gelmini: E guai a contraddirli. Uno schifo dal quale mi tengo ben distante!! QAltro che pro

  12. Scritto da claudio carminati

    A forza di ci vuol altro…si finisce col far niente! Oppure, siccome pensiamo che i nostri figli faranno tutti i calciatori e le veline, chissenefrega della scuola! Infatti vede quanta gente partecipa al dibattito…

  13. Scritto da Marco Cimmino

    Ma no, Carminati: non mi faccia anche lei il Cotton Mather! Se la scuola non appassiona i genitori sarà un pochino anche colpa degli insegnanti, che non sanno farsi capire, che si perdono in questioni di lana caprina e che passano il tempo a lamentarsi senza costrutto e a fare propaganda politica. Prenda atto della realtà: la gente non la si può obblligare a partecipare, semmai la si può convincere. Ma bisogna avere validi argomenti. Il ’68 è finito da un pezzo…e per fortuna!

  14. Scritto da Marco Cimmino

    Guardi, le farò un esempio vicino a lei. Il “Mamoli”, ad oggi, e siamo a fine novembre, non ha ancora pagato i compensi della maturità, terminata agli inizi di luglio: questo le pare normale? Cominci a domandarsi perchè queste cose non funzionano. Se ci si perdesse un po’ meno dietro alle tassonomie e alla didattica per obiettivi e si badasse al concreto, non pensa che, forse, si guadagnerebbe in credibilità davanti ai genitori? Io ci ho scritto un libro: altro che chissenefrega della scuola!

  15. Scritto da claudio carminati

    Signor CIMMINO, proverò a risponderle in sintesi ( occorrerebbe molto più spazio )Non gli ha pagati perchè il ministero è in ritardo. Ciò non è normale, concordo. Poi: io non obbligo nessuno, infatti cerco di convincerli.
    Gli insegnanti avranno le lore colpe ( come tutti ) ma se i genitori non partecipano, non si è d’aiuto nemmeno in questo. Il ’68? cosa è?
    Sono molto lontano da Mather: sono profondamente laico.
    Mi scusi la sintesi.

  16. Scritto da osservatore bergamasco

    Il mio personalissimo bilancio di 2 anni di giunta e di CdI un Istituto Superiore di Bergamo è, a dir poco, mortificante. Lo spazio e il ruolo dei genitori, ridotto ad una comparsata. O poco più.
    Dopo questa esperienza, capisco perchè la stragrande maggioranza di mamme e papà non vota per tali organismi. Dai quali anch’io mi terrò a debita distanza. Almeno, fino a quando non verranno rivisti e riformati.

  17. Scritto da expaul

    apprendo che nel mio ex istituto scolastico hanno votato 91 genitori sui 2000 circa aventi diritto al voto; certo c’è stato un miglioramento rispetto a tre anni fa quando i genitori votanti furono 74; gli organi collegiali sono una delle invenzioni più insignificanti della scuola italiana.

  18. Scritto da Gabri

    mi unisco all’osservatore nel ribadire l’inutitlità degli organismi all’interno della scuola: esistono solo x obbligo di legge, ma sono ormai obsoleti. Ho fatto parte di un Consiglio d’istituto per qualche anno in sculole diverse, ma il risultato è stato lo stesso: come genitori partecipanti attivi o passivi eravamo solo un n° x votare,ma non era richiesto nessun contributo sostanziale. Solo pro forma, no sostanza!!!

  19. Scritto da Marilisa Zappella

    Gli Organi Collegiali non funzionano? inutili, chiudiamoli, questa la sintesi. Ogni volta che qualcosa non risponde alle aspettative si cambia (a volte solo il nome) senza mai chiedersi cosa non ha funzionato e perchè. Quanto i genitori sono consapevoli e preparati rispetto al ruolo che potrebbero svolgere? Quanto la scuola investe nell’interazione fra componenti? Poco, pochissimo. Delega, passività, rendicontazione. Questi i sintomi della malattia della partecipazione mancata (segue)

  20. Scritto da Marco Cimmino

    Non si faccia prendere in giro, caro Carminati: il Ministero i soldi li ha spediti a tutte le scuole a luglio: Mamoli compreso. Il Mamoli li ha semplicemente usati per fare altro, perchè, essendo una scuola giovane, aveva spese da coprire. Come vede, perfino un membro del CdI se la beve: e vorrebbe dirmi che gli organi collegiali servono a qualcosa? Sono soltanto un rimasuglio sovietico (savièt vuol proprio dire “consiglio”). Svecchiare, snellire, rinnovare, cambiare. E la gente tornerà…

  21. Scritto da Marilisa Zappella

    Perché lo scopo ultimo è il successo formativo di ciascuno, al meglio delle opportunità costruite assieme. Essere latitanti come adulti, insegnanti e genitori, ci impedisce di accompagnare la crescita dei ragazzi con i risultati che vediamo. Serve di riacciuffare il senso profondo del lavorare fianco a fianco, con stima e fiducia. Diversi genitori e diversi comitati ci provano. Si tratta di trovare modalità reali di confronto in una realtà, quella della scuola, che di confronto dovrebbe vivere

  22. Scritto da Marilisa Zappella

    Quindi facciamoli funzionare questi organi collegiali: compiti e funzioni non sono superati, anzi sono implementati. Perché non si assumono appieno? Consapevolezza e responsabilità si tengono assieme

  23. Scritto da claudio carminati

    Insignificante è la NON PARTECIPAZIONE, alla vita della scuola ( e di conseguenza di quella dei nosti figli )E poi ci chiediamo perchè viviamo in una società in cui stati di disagio individuale e collettivo sono sempre più diffusi. Impariamo a partecipare, invece, forse qualcosa cambierà.

  24. Scritto da Marco Cimmino

    Caro Carminati, lei ha ragione: tuttavia, appare chiaro che i Decreti Delegati, così come sono, rappresentano un fallimento plateale. Nacquero con l’assemblearismo degli anni ’70: oggi paiono anacronistici. Se si potesse, realmente, partecipare alla vita della scuola, sono certo che qualcuno lo farebbe: i CdC sono un momento privo di confronto. Sono, insomma, superflui: la solita teoria perfetta che non corrisponde alla realtà fenomenica, com’è costume della scuola italiana. Ci vuol altro…