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“Contratto regionale per attirare investimenti stranieri”

A Cernobbio il presidente di Confindustria Lombardia lancia una proposta: uno strumento che rassicuri e garantisca l'imprenditore che vuole investire nel nostro Paese.

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Un contratto regionale che favorisca gli insediamenti stranieri in Lombardia. È quanto ha proposto il presidente di Confindustria Lombardia, Alberto Barcella in occasione della quarta edizione degli stati generali a Cernobbio, (Como).
Secondo il bergamasco Barcella "possiamo dar vita a un processo che selezioni le opportunità, che garantisca un tempo limite di autorizzazione, che incentivi l’arrivo di produzioni e di servizi brain e tech intensive, con aiuti sul versante della ricerca e della innovazione e con un catalogo pubblico delle aree e degli insediamenti". In pratica, ha spiegato, si tratta di "uno strumento che rassicuri e garantisca l’imprenditore che vuole investire nel nostro Paese. Quando si parla di internazionalizzazione si pensa sempre alla promozione di investimenti da parte delle imprese Lombarde all’estero ma in realtà si dovrebbe aprire anche agli investimenti stranieri sul nostro territorio".
Aprendo il suo intervento al convegno "Scateniamo le imprese" Barcella ha ricordato che internazionalizzazione "non è solo accompagnare le imprese su nuovi mercati ma è anche sostenerle quando quei mercati sono stati conquistati. Non è solo organizzare missioni, ma è anche formare collaboratori disponibili a trasferirsi là dove i mercati si creano".
"Gli imprenditori lombardi – ha proseguito Barcella – anche durante la fase più nera della crisi hanno dimostrato di non aver perso la voglia della competizione fuori casa e questa predisposizione va aiutata e sostenuta. Per questo ci arrabbiamo quando si confonde internazionalizzazione con delocalizzazione. Chiediamo rispetto per chi con fatica si riorganizza per affrontare i nuovi mercati".
Dopo aver ricordato i dati del terzo trimestre 2010 nell’indagine Confindustria Lombardia-Unioncamere che indicano un rallentamento della crescita della produzione lombarda rispetto al trimestre precedente dell’1,2%, Barcella ha sottolineato come con "determinazione e urgenza dobbiamo sostenere i settori, i business e i prodotti di successo a elevata crescita e valore".
"La Lombardia è una regione eccellente ma non deve compiacersi di una presunta supremazia nazionale, deve ambire a posizioni internazionali di primato, nell’interesse di tutto il Paese. Che cosa importa se siamo primi in Italia quando nelle classifiche europee non facciamo quasi mai parte del gruppo di testa? Per questo sentiamo il bisogno di un confronto serio, costante, concreto e produttivo con le istituzioni sui temi più urgenti quali l’occupazione, la difficile congiuntura e le incognite politiche. Soprattutto, vogliamo discutere sui grandi temi strategici e risolvere davvero i problemi con rapidità, realismo e senso pratico".
Tutto ciò che non è vietato, deve essere permesso non viceversa, ha concluso parlando di pubblica amministrazione: "Gli ostacoli che ci impediscono di competere non ci sono imposti dalla globalizzazione ma li abbiamo costruiti noi, affidando alla pubblica amministrazione il ruolo di ossessivo guardiano di codici formali anzichè di custode delle regole e facilitatore delle buone pratiche". Secondo Barcella "siamo prigionieri di una cultura obsoleta, nata nei secoli per proteggere le corporazioni che continuano a prosperare a spese di quella economia reale che si confronta senza protezioni sui mercati internazionali".

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Commenti

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  1. Scritto da kaci

    Buon idea. Anche la politica deve darsi da fare per creare una cultura politica del territorio. Perché la competitività futura sarà quella dei territori come espressione delle loro capacità di interpretazione e visioni . Ma questa necessità une messa in coerenza di tutta la società. Penso ad esempio ai paesi arabi che oggi contano un cash flow importante che può essere canalizzato. Questo traino potrà fungere da supporto anche alla politica turistica. Cosi la Lombardia potrà essere proattiva.