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Ridare fiducia all’Europa: Mario Monti ci prova fotogallery

A che punto ?? l???Unione europea? O meglio, a che punto ?? il mercato unico europeo? Regole e rilancio al centro del convegno degli Amici di Ubi Banca

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A che punto è l’Unione europea? O meglio, a che punto è il mercato unico europeo? Per qualcuno sull’orlo del precipizio, se è vero come è vero che entrambi i termini portanti: “mercato” e “unico” sono in piena crisi. Del mercato, si sa, mentre l’unico, inteso come “unione” sta facendo dei passi indietro. Per guardare invece avanti gli Amici di Ubi Banca, presieduti da Antonio Parimbelli, hanno invitato a Bergamo Mario Monti, già commissario europeo, che solo qualche mese orsono ha consegnato al presidente della commissione Ue Manuel Barroso il rapporto sulla nuova strategia al servizio del mercato unico.
Obiettivo della serata al centro congressi, obiettivo dichiarato apertamente da Andrea Moltrasio che da vicepresidente di Confidustria si è occupato proprio di Europa e che ha moderato la serata (“in modo assai poco moderato quando si parla di Unione europea e di Mario Monti di cui sono un fan sfegatato”), è stato dunque quello di instillare un po’ di ottimismo concreto soprattutto alla platea composta da imprenditori e dirigenti orobici. Ma come? Beh, per prima cosa tornando indietro, alle origini dell’idea di Europa, quando Robert Schuman nel 1950, immediato dopoguerra, lanciò il cuore oltre l’ostacolo e unì due esigenze, una tutta ideale e culturale e l’altra di sopravvivenza come hanno in sintonia illustrato sia Mario Monti che il giurista Piergaetano Marchetti. C’era bisogno di unità allora per scongiurare altre tensioni tra gli Stati, e c’era voglia di una fiammella di unità per ricominciare e costruire. Già, oggi, dopo i forti e pesanti passaggi, dalla moneta unica all’allargamento a 27, oggi l’idealità si sta spegnendo, oggi i problemi economici magari spingono a tenere lontani i lacci e lacciuoli dell’Ue. Ecco il secondo passaggio: le regole, come ha spiegato Piergaetano Marchetti, viste con fastidio dagli Stati e non solo, perfino oggetto di barzellette per la loro complessità. E allora, la richiesta a Mario Monti: come si fa a ridare slancio a questa Europa stressata e che delle regole non può fare a meno? Meglio una regolamentazione di scopo, cioè per sua natura generica o meglio una dettagliatissima sequela di indicazioni vincolanti e tecniche? Domanda da cento milioni visto che su questo punto si giocano i rapporti in Europa. Visto che, ha spiegato Monti, fondamentali nelle direttive e nei regolamenti sono le consultazioni, l’ascolto delle lobbies e che proprio l’intervento delle varie categorie complica via via le regole: “Quello che si può dire è che più forte è il potere dell’autorità di enforcement, più ci si può permettere di essere meno invasivi, dettagliati”. Risposta apprezzata dagli interlocutori, compreso Victor Massiah, consigliere delegato di Ubi Banca che ha proposto un excursus sui rapporti ricchezza, deficit, Pil dell’Italia (“che non sembra stare poi così male) e ha mostrato come l’Italia si sia avvantaggiata fin qui dall’Unione europea.
 

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