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In Studio festeggia i suoi primi vent’anni

Un talk show, un libro e una mostra per celebrare il compleanno di una delle realt?? pi?? vivaci nel campo della comunicazione bergamasca.

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Un talk show, al quale hanno preso parte esperti del web come Mafe De Baggis, autrice di un recente volume di successo dal titolo “World Wide We”, docenti di comunicazione e design come Alessandro Montel dell’Università di Bergamo, giornalisti divisi tra web e carta stampata come Cesare Zapperi, corrispondente de “Il Corriere della Sera” e fondatore nel giugno 2008 del portale “Bergamo News”, uomini di marketing come Sergio Arioli, presidente nazionale di AIFIL (l’associazione italiana dei produttori di insegne luminose) e riferimento da tempo della comunicazione sul punto vendita per Michelin Italia.
Un libro e una mostra, “Vent’anni di mouse: dallo squit al click”, che ripercorrono, attraverso una accurata selezione condotta da Marco Sorella su oltre 400 annunci pubblicitari che hanno per protagonista il mouse, l’evoluzione della comunicazione aziendale.
Per i suoi vent’anni, In Studio, storica agenzia di comunicazione bergamasca, non ha voluto farsi mancare nulla.
E, soprattutto, non ha voluto far mancare proprio nulla ai suoi oltre 150 ospiti che si sono dati appuntamento al “Centro delle Professioni” del Kilometro Rosso per festeggiare un lungo sodalizio di collaborazione e partnership. Del resto, parlare di In Studio significa, per moltissime realtà aziendali ed istituzionali della nostra provincia, parlare della propria comunicazione e, dunque, del proprio rapporto con il mercato.
Una storia iniziata a Bergamo, in via Corridoni, e proseguita in via Lombardia, per approdare due anni or sono nella nuova grande sede di via Volta a Torre Bordone, dove trova sede anche Digital.communication, la costola specializzata in web nata dieci anni or sono da una delle tante intuizioni di Oscar Mazzola (nella foto sopra), il fondatore di In Studio. Uno che, accostatosi alla comunicazione da vero e proprio autodidatta, dopo dieci anni di gavetta, proprio 20 anni fa, insieme alla sorella Nelly, ha messo il seme di una realtà che annovera tra i propri clienti prestigiosi marchi.
“Riandare con la memoria a 20 anni fa, significa fare un vero e proprio salto nel passato, tanto veloce e vorticosa è stata l’evoluzione della comunicazione in soli due decenni. – racconta – Ricordo ancora il primo computer acquistato: era una macchina da scrivere evoluta, con la potenza pari ad un centesimo di quella che oggi ha un cellulare, con un monitor da 14”. Ma costosissimo! Mai, neppure noi che siamo stati tra i primi a crederci, avremmo pensato che si sarebbe arrivati al punto in cui siamo ora, in cui il computer è parte della nostra vita, quasi un’estensione del nostro corpo e della nostra memoria”.
Allora già a Bergamo esistevano numerose agenzie di primissimo livello: “Certo, da Target a Sistema, a Informa. Bergamo è sempre stata fertile sotto il profilo della comunicazione. Anche perché il tessuto economico locale lo consentiva, ed anzi, lo chiedeva. Molte tra le aziende più strutturate si rivolgevano magari a Milano per le campagne più importanti. Ma volevano poter disporre di un proprio fornitore di fiducia sulla piazza, soprattutto per ciò che riguardava il cosiddetto “below the line” e i materiali indirizzati alla comunicazione BtoB. Era un mercato però segmentato, non dominato da nessuno in particolare. In questo contesto, così, abbiamo potuto costruirci una nicchia che, col tempo, grazie al passaparola dei clienti soddisfatti, è diventata sempre più importante. E proprio nel BtoB abbiamo ottenuto i migliori successi, al punto che molte aziende ci hanno scelto come agenzia di riferimento”.
Qual è stato il cliente fondamentale per il salto di qualità di In Studio? “Direi DIBI, poi diventato Gruppo GTS. E’ stata per noi l’occasione di misuraci con un cliente complesso, che aveva esigenze differenziate: dall’advertising al packaging”. E quale quello più fedele? “Certamente il gruppo SESAAB: la nostra comunicazione ha accompagnato, da vent’anni a questa parte, alcune tra le iniziative e campagne di comunicazione più importanti dell’Eco di Bergamo, ultima delle quali il lancio del nuovo formato”.
Oggi, con l’affollamento che c’è sul mercato, comunicare è diventato più difficile per un’azienda: “Certamente: il mercato è più competitivo e il cliente o il consumatore più evoluto. Occorre marcare la differenza. Ma non sono per le campagne che a tutti i costi devono scioccare, per gli effetti speciali che devono bucare. Essere efficaci è prioritario: il che significa piacevolezza e chiarezza. Del resto è questo il messaggio delle grandi campagne di Armando Testa. Credo in una comunicazione di identità, pensata in funzione dell’azienda e del suo target. Una comunicazione che, in molti casi, aiuta anche l’azienda stessa a fare chiarezza su di sé e tra i propri uomini”.
Non solo aziende. In Studio, in questi anni, si è anche distinta per la sua attenzione alla comunicazione sociale e a quella istituzionale: “Certamente, l’incontro con Giangi Milesi e CESVI è stato per noi molto importante. E’ stata l’occasione per misurarci con una comunicazione che sentiamo molto vicina a noi, per contenuto. Del resto Milesi ha saputo far fare a questa associazione un vero e proprio salto di qualità nella comunicazione, introducendo un aspetto che prima era considerato secondario. Quanto alla comunicazione istituzionale, in questi anni abbiamo potuto misurarci in molte campagne per istituzioni diverse, a cominciare dal Comune di Bergamo, dove abbiamo spaziato un po’ in tutti gli ambiti”.
E poi c’è stata la politica: “Mah, io non credo che la politica sia una cosa sporca. E, dunque, perché non cimentarsi anche in questo campo? Del resto, ad introdurci in questo settore, è stato un autorevole studioso come Nando Pagnoncelli. Poi i nostri candidati hanno vinto o perso. Chi si è rivolto a noi sa, in ogni caso, che ci abbiamo messo competenza e passione. La stessa che mettiamo in una comunicazione sociale o aziendale”.
Nel 2000, nel frattempo, da In Studio è nata Digital Communcation: “Posso dire di aver creduto nel web in tempi non sospetti, fondando una tra le prime società bergamasche del settore, ma soprattutto una realtà che ancora oggi è viva e dinamica. Una sorta di start up, nata dalla proposta di un mio collaboratore di allora, Fabrizio Bottazzoli, che in questi dieci anni l’ha diretta con ottimi successi”.
Quali le sfide future? “Tante, tutte. Ogni lavoro con un cliente, nuovo o già consolidato, è una sfida: insieme a lui dobbiamo far emergere tutti i valori che intendiamo comunicare, scegliere gli strumenti più idonei per arrivare al suo target, pensare il taglio più efficace. E ciò tenendo conto dei costi, della qualità e di un mercato sempre più selettivo, che sempre più utilizza canali che non sono quelli tradizionali”.

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