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“Che fine ha fatto la cultura a Bergamo?”

Pubblichiamo un comunicato inviato dalla consigliera del Pd Paola Tognon in merito alle iniziative prese dall'amministrazione in campo culturale.

Pubblichiamo un comunicato inviato dalla consigliera del Pd Paola Tognon in merito alle iniziative prese dall’amministrazione in campo culturale.

Bergamo non ha ancora presentato la sua candidatura come Capitale Europea della Cultura 2019. Altre città e distretti si sono fatti avanti, ma la nostra, dopo averne citato l’opportunità nelle linee programmatiche e deliberato in Giunta solo pochi giorni fa la costituzione di un gruppo tecnico, rischia di farsi sorpassare da candidature ben prima strutturate.
Progetto Unesco sulle città murate: anche per questo importante progetto, che potrebbe illuminare Bergamo e metterla in rete con altre significative città italiane, il silenzio stampa è interrotto solamente dalle interpellanze delle minoranze. Si narra che forse a gennaio, 16 mesi dopo l’insediamento della giunta, sarà offerta qualche informazione al merito.
Convento del Carmine e Sant’Agata: nessun avanzamento nella progettualità del Carmine in attesa di quelle che dovevano essere le imminenti disponibilità del Demanio per Sant’Agata. Non ci resta che attendere allora le leve del “filotto” politico tra chi governa a Roma e a Bergamo perchè nel frattempo il demanio, per responsabilità del Ministero dei Beni Culturali, ha inaspettatamente cancellato dalla sua lista di disponibilità proprio Sant’Agata.
Accademia Carrara: veniamo a conoscenza solo recentemente, e grazie alla stampa locale, che il cantiere della pinacoteca sembra essere un groviera che accusa difficoltà, ritardi e nuovi esborsi per la sua conclusione, prevista per la fine del 2010 ma rimandata a mese da destinarsi del 2012. E non si conosce neppure l’esistenza di un comitato e di un progetto scientifico per il suo riallestimento, impegno fondamentale che nulla dovrebbe avere a che vedere con i ritardi del cantiere. Nel frattempo c’è chi perlustra la città per trovare nuove sedi per il patrimonio della pinacoteca, perché questa amministrazione non sembra avere problemi ed è pronta a spendere altri denari per sedi temporanee. E dove sono nel frattempo le opere della Carrara e quale è il livello di tutela e lo stato di conservazione delle stesse? Quanto costerà la loro permanenza prolungata negli appositi ricoveri? Come cittadini e come turisti aspettiamo, non godremo per lungo tempo dell’interezza del nostro patrimonio ma intanto spendiamo.
Nel frattempo la città si riempie di bancarelle, di mercatini e di movide, ma non viene organizzato nessun progetto di qualità e di richiamo culturale internazionale che possa mettere in luce l’importanza e la bellezza del nostro patrimonio artistico e architettonico. Non resta che ricordarci allora come l”Assessorato alla Cultura avesse ingenuamente assicurato per il 2010 un’importante mostra di Caravaggio a cura di Vittorio Sgarbi. Il risultato è questo: il primo dicembre 2010 potremo ascoltare il vate che in una serata ci illustrerà proprio quel Caravaggio, ma su prenotazione e al modico costo di 12 o 15 euro.
E aspettiamo ancora di sapere quale sarà la disponibilità economica stabilita da questa amministrazione per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Al momento abbiamo assistito alla lenta e faticosa formazione di un comitato scientifico (tra autocandidature e veti incrociati all’interno della stessa maggioranza). Speriamo ora che al comitato corrisponda una mission e alla mission un impegno. Non vorremmo che la Città dei Mille si trovasse a rimandare a data da destinarsi anche queste celebrazioni.
L’amministrazione Tentorio non si smentisce quindi neppure nel settore culturale: non si vede investimento e tantomeno progettualità di respiro e nel frattempo si confondono i servizi con la capacità di essere culturalmente attrattivi (a proposito dei servizi, quando dobbiamo attendere ancora per avere la tanto acclamata Bergamo card già messa in cantiere dalla passata amministrazione?).
Si tagliano i fondi per i musei cittadini; si chiede sangue e sudore – oltre al rischio d’impresa – agli operatori, alle associazioni culturali e a quelle di categoria mentre a questa amministrazione manca anche solo la capacità farsi promotrice di visioni e di progetti di rilievo.

Commenti

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  1. Scritto da A Speranza

    Cimmino, faccia il bravo…scriva…secondo me. Essere umili aiuta. E si curi la gamba.

  2. Scritto da Osco

    La cultura a Bergamo non ha fatto nessuna fine , perchè non v’è mai stata di fatto un’ inizio , non un’ attività culturale significativa ; questo al di là delle futili rivalse politiche delle parti …..
    Bergamo è una città che potenzialmente avrebbe potuto , potrebbe avere un ruolo , una vita culturale e sociale affascinante , ma , si sa , la cultura non paga chi di dovere ……….

  3. Scritto da Claudio Carminati

    Perchè non la smettete di polemizzare “ad personam” e provate a rispondere alla domanda della signora Tognon.
    Sarebbe già un buon segno di CULTURA, quantomeno CIVICA

  4. Scritto da Marco Cimmino

    Perdoni, caro Carminati, ma mi pareva di averlo fatto, nel mio primo intervento. Sono stato distratto dall’entrata a gamba tesa di questo signore qui sotto: ma lei ha perfettamente ragione. Dicevo che, secondo me, non è di eventi che Bergamo ha bisogno, ma di una politica culturale che investa nel futuro: più biblioteche, più strutture, una rete di rapporti tra enti culturali. Io faccio il confronto con Gorizia, dove lavoro per il festival della storia: abbiamo tutto da imparare dal loro sistema

  5. Scritto da Marco Cimmino

    La cultura a Bergamo è nelle mani di due o tre lobbies, sovente in competizione tra loro: queste lobbies saturano i pochi spazi con i loro uomini di fiducia, che, quasi sempre, non sono all’altezza. E’ una mentalità arretrata, provinciale, direi quasi oratoriale: non importa il risultato complessivo, ma solo che gli altri non riescano a fare più di noi. Per progettare operazioni durature e in grande stile occorrono economie di scala, collaborazione, novità, gente preparata: tutta roba rara…

  6. Scritto da claudio carminati

    Naturalmente il fatto che a Gorizia amministri il polo…aiuta! A parte gli scherzi(?) la cultura dovrebbe essere super partes e mirare solo al miglioramento dell’UOMO.
    Chissà se i nostri amministratori lo sanno?

  7. Scritto da Cittadino

    Radical chic tornatene nei salotti da dove sei venuta!

  8. Scritto da Enrico Flavio

    Cari Carminati e Cimmino, pur essendo di idee diverse, siete convenuti sul fatto che la Cultura non necessiti di tifosi (e ve lo dice uno che in contesti adeguati, come uno stadio, tifa eccome se tifa) ma di persone disposte a immaginare percorsi di apprendimento, a diffondere conoscenza, a realizzare condizioni di accesso al sapere quanto più ampie. Il confronto, perciò, diventa necessario. Per ciò che riguarda i tifosi, dei quali sopra, non meritano attenzione.

  9. Scritto da Stefano

    La domanda di cultura a Bergamo è alta.
    Purtroppo risorse e progetti oggi non sono allo stesso livello.

    La redazione potrebbe organizzare un dibattito o approfondimento più efficace?

    X prec mess:
    spiace dirlo dato che a qualcuno è simpatica,
    l’assessore precedente al confronto è un gigante!

    Tra le iniziative offerte a Bergamo che meritano una certa memoria una parte è stata proposta da uomini e donne di cultura cattolici,
    poi se volete dire che non si fa cultura xchè c’è la curia, fate pure

  10. Scritto da 352

    una battuta, a Bergamo manca la cultura del trasporto pubblico per rendere accessibile a tutti poter assistere agli spettacoli nelle ore serali. Idem dicasi per i parcheggi. Bere un caffe’ in centro dopo le 20
    diventa un’ impresa. E’ bello dopo uno spettacolo non scappar via, ma
    trovarsi per fare quattro chiacchiere culturali. Forse molti preferiscono noleggiare un film, vedere la Tv, o stare davanti al computer. La citta’ avrebbe delle potenzialita’ valide, ma non riescono ad essere espresse

  11. Scritto da lom

    @17. “Gigante” Fusi? Per piacere, diritto di libero arbitrio, ma che cavolo ha fatto per esser così gigante?
    Buon politico, ma da qui alla cultura ce ne corre.

  12. Scritto da Marco Cimmino

    Caro signor Speranza, immagino ci sia qualche motivo pregresso, che ignoro, per cui mi si rivolga con tanta cortese premura. Risponderò alle sue stupidaggini comunque: in primo luogo credo di avere il diritto di essere deluso dai miei amministratori come qualunque libero cittadino, senza dover , per questo, candidarmi o cambiar mestiere. Non è certo il posto che mi manca: di lavoro ne ho anche troppo e non vedo il nesso. De Canio non è il mio modello, ma nemmeno uno che si presti alle sue burle.

  13. Scritto da Marco Cimmino

    Quanto alla cultura, di destra, di sinistra o che, lei, onestamente, non mi sembra attrezzatissimo per disquisirne. Se desiderava, semplicemente, attaccare la mia persona, temo ci abbia fatto una figura da semplice. Vede, io non cerco poltrone, non mi servono applausi nè necessito di santi in paradiso: questo è molto di destra, mi creda. Vivo del mio e questo mi dà la possibilità di scrivere quel che penso. Se, poi, il suo scopo è litigare con me, Bgnews non è il posto adatto: venga a trovarmi..

  14. Scritto da eli

    @22. Che non cercar poltrone e fare del proprio sia “molto di destra”, mi sorprende.
    Faccio lo stesso, ma non sono di destra. Magari adesso mi devo render conto di esserlo? Mah…
    Gli arrampicatori, carrieristi e affaristi, stanno dovunque, ahinoi, caro Cimmino.
    Cmq grazie per il pungolo.

  15. Scritto da Marco Cimmino

    Eh, caro Eli, lo so bene: la mia era una, chiamiamola così, “provocazione interna”: la destra ha sempre fatto un punto d’orgoglio della propria onestà, sia intellettuale che tout court. Oggi, ci si dimentica di quella destra: sembra che destra siano Fini o, peggio, Berlusconi. Io penso a Guareschi o a Gentile. Per questo dico che è “molto di destra” essere disinteressati e liberi. Perchè questa pseudo destra, che non si distingue dalla pseudosinistra, non lo è affatto. Mi scuso per l’equivoco.

  16. Scritto da Enrico Flavio

    La Cultura necessita di coraggio e il Manzoni sull’argomento è molto chiaro: se non ce l’hai non te lo puoi dare. La Cultura abbisogna di amministratori che siano ricchi d’immaginazione, di capacità di anticipare il futuro e di una specifica sensibilità. Anche questi non sono ingredienti che si trovano dal droghiere. Purtroppo.

  17. Scritto da A Speranza

    Caro Cimmino, le mie stupidaggini, e qui si esaltano le sue ampie vedute e lungimiranti disquisizioni, confermano quanto detto precedentemente. Attaccare la sua persona? Ma chissenefrega Cim. Io ho opinioni come le sue e commento il suo commento se non le dispiace. Libero di non esaltare la giunta Tentorio? Evviva. Non cerchi l’applauso facile per favore come libero cittadino perchè mi fa piangere dal ridere. Quanto alla mia cultura è sufficiente per confutarla, senza venire a trovarla.

  18. Scritto da Marco Cimmino

    Ergo, caro Speranza, cosa ha scritto a fare? E perchè attaccando me? Non gliene frega nulla, la sua cultura le basta e le avanza, i miei argomenti li trova risibili ed indegni di attenzione.Sicchè, quale molla la spinge a rivolgersi proprio a me? Se la prenda col maltempo, coi semafori, chessò io? Non avrà un disturbo della personalità, che la porta a fare cose che poi lei stesso smentisce? Lasci perdere, che è meglio: se ne cerchi qualcuno della sua taglia, quando ha l’acidità di stomaco…

  19. Scritto da eli

    @27 il suo modo, signor Speranza, è a dir poco pessimo.
    Anche nelle sue repliche non trovo ombra di argomentazioni a sostegno delle sue tesi. Discutibile assai.

  20. Scritto da A Speranza

    Curioso Cimmino, lei sembra più di sinistra, cioè libertà di pensiero ma solo se è il mio… ci pensi. Nell’attesa se ne faccia una tragicomica ragione. E non ciurli nel manico…

  21. Scritto da Vittorio

    La cultura e’ di sinistra.la coltura ( pondor,sigole e pisei ) e’ di destra.

  22. Scritto da Andy Baumwolle

    Cultura a Bergamo?
    Basta guardare all’assessore, al sindaco……
    Poi non è mai stata una città ad alto tasso culturale…..
    Buoni sgobboni, risparmiatori indefessi, alpini ma Bergamo e la cultura sono sempre state due cose diverse
    Forse la malefica influenza della curia: non si può essere avanti con chi cerca di congelare le menti
    Forse fa comodo così, si controlla meglio il tessuto sociale urbano
    Una sorta di sonno perenne per non disturbare chi ha alte cariche e responsabilità istituzionali

  23. Scritto da sono incolto e me ne vanto

    chissenefrega della cultura

  24. Scritto da lom

    di quella lottizzata e tutt’altro che impeccabile della sinistra ne facciamo a meno.
    Che poi parli la Tognon, con le mani in pasta, fa davvero ridere.
    Se la sartirani non brilla, Fusi,
    Tognon e c. sono compettivi.
    La cultura di qualità la fa qualche iniziativa privata, e amen a Bg.
    @2 se non ci metti la curia, non sei contento vero?
    Consiglio: non è meglio cambiare città?

  25. Scritto da Andy Baumwolle

    Caro Carminati la televisione è un fenomeno globale
    Italiano e mondiale
    Cercare alibi all’assenza di cultura a Bergamo è fuorviante
    Le ragioni sono meno complesse e più dirette
    L’ambiente sociale è fondamentale: i mecenati sono indispensabili, gli artisti devono trovare terreno fertile e spazi adeguati
    Gli amministratori devono avere preparazione e coraggio ad affrontare temi anche sconvenienti e rivoluzionari che a volte possono anche turbare le coscienze
    Ora mi dica Lei se è il caso di Bergamo

  26. Scritto da Andy Baumwolle

    Caro Iom, no non è meglio cambiare città, è meglio cambiare la città
    Mi rendo conto che a qualcuno piace una città autoreferenziale magari somigliante un pò alla Teheran degli ayatollah dove il potere teocratico sovrasta menti e società
    Purtroppo per Lei noi ad occidente abbiamo da tempo superato questa fase ed il tema non è cacciare chi non la pensa come noi ma come vivere in una società aperta guardando al futuro
    E la cultura è una parte fonamentale del nostro futuro

  27. Scritto da claudio carminati

    Infatti sono partito dichiarandomi daccordo con il consigliere ( non mi piace il termine al femminile, ma NON PER MASCHILISMO, tuttaltro sono ).Ma il problema, come accennato da lei è globale: quindi nessun alibi, magari solo una corresponsabilità. Pesante, secondo me. Di certo gli amministratori non sono al top (anche in altri assessorati) ma insomma sono quelli voluti dalla maggioranza dei bergamaschi.

  28. Scritto da basta sprechi

    meno cultura = meno soldi sprecati

  29. Scritto da lom

    @7 Ogni passo dei suoi interventi (non solo lei, ovviam) si legge che la colpa è della Curia.
    Ora che la curia a bg conti, non ci piove, ma farne sempre il capro espiatorio di ogni cosa mi sembra facile.E, per me, anche poco onesto intellettualmente.
    Già scomodare Teheran come fa lei è ridicolo.
    Se gli assessori e chi li critica son di basso profilo è colpa della curia?
    Ma via, basta con gli scherzi.

  30. Scritto da claudio carminati

    meno cultura-meno informazione-menoistruzione = MENO LIBERTA’

  31. Scritto da Marco Cimmino

    Miei cari, forse, converrebbe, a titolo preliminare, cominciare a domandarsi cosa voglia dire, in concreto, fare cultura a Bergamo. Per solito, gli addetti alla cultura sono, in realtà, poco più che organizzatori di eventi: ho speso tot soldi per la cultura, ho avuto tot presenze, ho venduto tot biglietti. Questo facilita la comunicazione politica agli elettori, ovviamente. Io credo, invece, che occorra una politica culturale a lungo raggio: ideare spazi, progetti, iniziative. Non solo mostre…

  32. Scritto da Marco Cimmino

    Credo che, spesso, si cerchi l’evento eclatante, la curiosità un po’ capziosa, il diverso ad ogni costo. Invece, occorrerebbe un lavoro modesto ma costante, specialmente con i ragazzi: creare una rete tra amministrazione e scuole, ad esempio. Io sono di destra, ma devo dire che questa giunta, sul fronte della cultura, mi ha enormemente deluso: non vedo idee e nemmeno la volontà di cercarne. Caso a parte, poi, i 150° dall’unità: lì l’assenza di idee ha raggiunto vertici difficilmente eguagliabili

  33. Scritto da ah ah ah

    io sono per la cultura dei campi

  34. Scritto da Alessandro Speranza

    Cimmino, la sua cultura è quella dei pippaioli (10 persone su 100000) che si divertono tra loro. Allarghi la sua esperienza saccente e si confronti con il resto del mondo. Lei è deluso? Faccia altro o si candidi. C’è posto per tutti pensi che De Canio è in consiglio. Per caso un suo modello culturale? Cultura di destra. Lei sa che non esiste. Non in termini qualitativi forse ma sostanzialmente il 2% del resto. Questa è realtà dei fatti. E poi basta con queste tristi divisioni geometriche.Ariaaa!

  35. Scritto da Tognon la risposta è facile

    E’ rimasta tutta nella testa di Enrico Fusi.