BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

“Caso Samanta, si può fare un’indagine così?”

La commissione non ha ascoltato i genitori della bimba invalida. Il direttore generale dei Riuniti è chiamato a spiegare se condivide questo metodo.

Più informazioni su

Se quello che spiega nella sua lettera l’avvocato Trussardi è vero, e non c’è ragione di dubitarne, si rimane di stucco di fronte al comportamento della commissione che gli Ospedali Riuniti hanno istituito per verificare cosa è successo davvero in sala parto quando è nata la sfortunatissima Samanta. Come è possibile che non siano stati sentiti coloro che hanno denunciato un presunto, sì presunto fino a prova del contrario, comportamento "scorretto" di medici e ostetriche? Da quando in qua non vengono raccolti tutti gli elementi da contestare? Che cosa hanno chiesto i commissari alle persone che hanno sentito? La loro fonte sono stati gli articoli di giornale? O le chiacchiere di corridoio?
Può darsi che l’esito della ricostruzione alla fine approdi ai medesimi risultati. Se così fosse dovremmo essere tutti contenti, perchè l’idea che in una sala parto si possa litigare sulla pelle di un nascituro è angosciante. Ma perchè si arrivi a quel risultato il procedimento deve essere corretto, regolare, logico. Ci rivolgiamo al dottor Carlo Bonometti, direttore generale degli Ospedali Riuniti, che si è fatto promotore della Commissione: cosa pensa della denuncia dell’avvocato Trussardi? Il legale si sbaglia o c’è qualcosa che non quadra? Lei si sente rassicurato da un’indagine che parte senza aver ascoltato chi denuncia un comportamento scorretto?
Non noi, ma la piccola Samanta si aspetta una risposta chiara e sincera.  
c.zap.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Paola

    Perchè siete già schierati a favore dei genitori?
    Il beneficio del dubbio dovrebbero averlo anche i dipendenti dell’Ospedale, no?

  2. Scritto da paolo

    Paolo, sicura di aver letto bene? Nel commento del direttore ci sono domande, non affermazioni. Si chiedono risposte. Le sentenze verranno emesse dopo. E non certo dal giornale.

  3. Scritto da silvia caccia

    @paola: e perché la commissione non li ha sentiti e non ha sentito nemmeno il loro avvocato? E’ un modo corretto di emettere sentenze secondo te, questo?

  4. Scritto da parsifal

    Ottimo, direttore. Se il procedimento è questo è facile prevedere l’esito: autoassolvimento.
    Alla faccia della povera piccola.
    (E vien da pensare anche a tutte le altre magagne di questo benedetto ospedale…)

  5. Scritto da s.s.

    L’articolo che compare su l’eco di oggi grida vendetta. Il giornalista, sempre lo stesso quando si parla dei Riuniti, dice che sono stati sentiti tutti. Ma tutti chi?

  6. Scritto da luciano015

    Caro Zapperi, la risposta sarebbe ovvia, ma che l’ovvio venga aggirato è ancora più angosciante.
    Ma dove li troviamo questi supermanager? Estratti a sorte?

  7. Scritto da Paola 2

    La Commissione ha giudicato gli atti presentati dai genitori in cui era presente la loro versione. I dipendenti invece non erano stati ufficialmente sentiti se non dalla Magistratura. Perchè creare questo “scandalo”?
    Pensiamo: se la ragione è dall’altra parte, cosa si fa?

  8. Scritto da silvia caccia

    per paola 2: e cosa costava alla commissione sentirli i genitori? Perdeva un’ora di tempo? E’ così importante il tempo in questo caso?

  9. Scritto da paolot

    @s.s.: guardi io lavoro nel settore della sanità a Bergamo e quel giornalista (?) è ormai una macchietta tra noi. Riporta solo la versione dell’azienda tranne quando il suo giornale ciellino vuole cambiare cavallo e allora attacca il perdente di turno.