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Bimba salvata da tumore, raccolta fondi a Rovetta

Catena di solidariet?? anche nel paese della valle per la piccola Eugenia, bimba di otto anni che aveva un tumore al femore. L'intervento a Bologna.

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Eugenia è una bambina ucraina di otto anni. E’ una bambina come molte altre, che gioca, corre e va in bicicletta. Per lei, però, queste piccole cose sono una conquista. Malata di una forma gravissima di tumore, è stata operata a Bologna anche grazie al contributo dei cittadini di Rovetta.
Nel 2009 le è stato diagnosticato un tumore maligno al femore sinistro; di colpo si è trovata a fronteggiare un’esperienza da adulti, fatta di paure e cure costosissime, rischiando di spegnersi a neppure 10 anni.
La sua storia ha commosso molte persone, che sono immediatamente corse in aiuto. E l’insperabile si è avverato: Eugenia ha potuto essere operata, sottoponendosi a cure e operazioni fino ad eliminare il male.
Lo scorso marzo, all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, le è stata impiantata una protesi allungabile che sostituisce la parte malata del femore. L’amputazione, pericolo terribile, è stata evitata; ma soprattutto, Eugenia non dovrà più operarsi: la protesi seguirà la naturale crescita della bambina grazie a dei semplici magneti che, dall’esterno, permetteranno di aggiustarne la lunghezza. Terminate le cure chemioterapiche post-operazione eseguite al Regina Margherita di Torino, Eugenia può finalmente tornare a casa dopo più di anno.
La sua storia incredibile, iniziata nell’autunno 2009, ha toccato da vicino la Bergamasca Nicola Fabbri, il chirurgo ortopedico che ha operato la piccola, ha infatti ribadito in un comunicato l’importanza della catena di solidarietà attivatasi a Rovetta.
Il comune della Val Seriana ha contribuito in maniera decisiva alle cure della piccola. Il caso ha voluto che una zia di Eugenia conoscesse da anni Paolo Fiorani, del Gruppo Missionario di Rovetta. Fiorani, nel novembre 2009, ha ricevuto una richiesta d’aiuto da parte della famiglia della bimba: in Ucraina non esistono strutture che possano curare un osteosarcoma come quello di Eugenia.
Fiorani si è attivato per trovare una casa di cura all’altezza di questa grave malattia. La scelta è caduta appunto sul Rizzoli, centro di eccellenza noto a livello internazionale. Nel febbraio scorso è stata anche organizzata una cena benefica a Rovetta, a cui cittadini, Rotary Club e lo stesso chirurgo Fabbri avevano partecipato per raccogliere fondi.
In aiuto di Eugenia sono accorsi anche Intesa San Paolo, con una donazione di 15 mila euro, oltre l’associazione Lifeline, impegnata nel portare in Italia bambini di paesi in cui non esistono strutture sanitarie in grado di trattare le malattie che li colpiscono, e la Stanmore Implants, azienda di Londra che ha fornito la protesi con uno sconto sostanziale.
Un lieto fine quindi per la bimba. Nicola Fabbri, prima di salutare Eugenia, ha dichiarato: “Sia il trattamento chirurgico che quello chemioterapico hanno dato risultati più che soddisfacenti. La forza e la motilità del ginocchio, che rappresentano i criteri con cui valutare la funzionalità data la sede del tumore e dell’impianto protesico, sono ottime, tanto che Eugenia, oltre a camminare benissimo per essere a soli sei mesi dall’intervento, riesce ad andare in bicicletta. E migliorerà ulteriormente nei prossimi sei-nove mesi. La rivedremo per i controlli periodici e sarà l’occasione per festeggiarla insieme a quanti le sono stati vicini, al Rizzoli come a Torino e soprattutto a Rovetta, dove tutti sanno di lei e della sua storia. Ma ora, dopo un anno, torna a casa”.  Con gli auguri di tutti i rovettesi.

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Commenti

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  1. Scritto da anna2

    è proprio vero che le belle notizie non le commenta nessuno………mentre se fosse stata una notizia dell’atalanta i commenti erano numerosi……..ecco perchè non andiamo bene…….peccato……

  2. Scritto da Livio B.

    Tutta la mia solidarieta, sono molto felice per lei.
    Buona fortuna.

  3. Scritto da anna

    bella storia di solidarietà………….tanti auguri a lei e a tutta la sua famiglia……….di una serena vita bravi tutti