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Bettoni: “La gestione dell’acqua deve rimanere pubblica”

Valerio Bettoni ha inviato una lettera a tutti i sindaci della provincia di Bergamo per sottolineare alcune ???problematiche del Progetto di Legge delle risorse idriche".

Valerio Bettoni, Consigliere regionale dell’Unione di Centro al Pirellone ha inviato una lettera a tutti i sindaci della provincia di Bergamo per sottolineare alcune “problematiche che presenta il Progetto di Legge in tema di gestione e utilizzo delle risorse idriche, che Regione Lombardia sta per approvare”. Secondo Bettoni – si legge nella missiva – “è necessario, al di là delle appartenenze politiche, una riflessione più approfondita per dare più tempo ai Comuni per decidere la sorte di un servizio più importante […]”.

Egregio Sig. Sindaco,
desidero informarla che la Regione Lombardia approverà, nei prossimi giorni, il Progetto di Legge “Modifiche alla legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26 (Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche), in attuazione dell’articolo 2, comma 186 bis, della legge 23 dicembre 2009, n. 191”.
Il Progetto di Legge, a giudizio di molti, presenta profili di illegittimità e incostituzionalità. Ricordo che la precedente Legge Regionale 12/12/2003 n. 26 è stata dichiarata parzialmente incostituzionale.
Ma al di là degli aspetti prettamente giuridici, il PDL regionale è stato redatto senza tenere in alcuna considerazione le attuali realtà degli AATO (Autorità Ambito Territoriale Ottimale) in Regione Lombardia.
Nel citato provvedimento, infatti, si parla ancora di approvazione di piani d’ambito e di affidamento delle gestioni senza tenere conto del fatto che quasi tutti gli AATO hanno già assunto i propri provvedimenti al riguardo.
Per quanto concerne il territorio di Bergamo tutti conoscono il grande impegno assunto negli scorsi anni delle amministrazioni comunali e di quella provinciale per costituire UNIACQUE e il consorzio AATO. Centinaia di incontri, convegni, discussioni, spesso vivaci, ma alla fine si è ottenuto un risultato apprezzato dai Sindaci in quanto il modello bergamasco ha riconosciuto al Comune un ruolo centrale nella gestione del sistema idrico integrato sia in quanto socio di UNIACQUE sia in quanto componente del consorzio AATO.

Orbene, il Progetto di Legge regionale, presentato dalla maggioranza (Lega Nord e Popolo della Libertà), la cui approvazione è prevista per fine novembre, cancella tout court questo immenso lavoro e soprattutto degrada il ruolo del Comune ad una mera funzione consultiva.
Di fatto assisteremo a un esproprio del Comune nella gestione di un servizio fondamentale: la gestione dell’acqua ( tariffe, investimenti, ecc… ) . Ritengo opportuno evidenziare che, nel corso delle audizioni sull’argomento svolte in Commissione Regionale, l’ANCI Lombardia, la CISPEL e centinaia di comitati e associazioni lombarde rappresentate dal Coordinamento Regionale, hanno espresso dissenso in ordine al PDL.
Nel rapporto annuale di Mediobanca viene espressamente evidenziato che la gestione dell’acqua in Lombardia è considerata tra le migliori a livello europeo e con le tariffe più basse. In Europa esistono realtà territoriali dove l’acqua viene pagata anche 4 Euro al metro cubo, mentre in Lombardia siamo ampiamente al di sotto dell’euro.
Ritengo che un vero federalismo, non quello di facciata spesso sbandierato, dovrebbe indicare l’attuazione del modello lombardo anche alle altre regioni italiane e non viceversa dover subire dal legislatore nazionale prima e regionale dopo un autentico blitz che, come già detto in precedenza, priverà del tutto i Comuni della titolarità di un servizio fondamentale per il cittadino.
Alcune regioni (ad esempio Veneto e Marche) hanno già presentato ricorso alla Corte Costituzionale mentre altre, come il Piemonte, hanno richiesto al Governo una proroga del termine del 31 dicembre 2010 fissato dall’ultima Legge Finanziaria (legge 23 dicembre 2009, n. 191). Non si capisce perché la Regione Lombardia non chieda al Governo, come tutte le altre regioni, un rinvio per trovare soluzioni adeguate per un bene essenziale per i cittadini tutti.
Ci è stato detto che in realtà questo esproprio non si verificherà in quanto è previsto che 3 rappresentanti dei Comuni faranno parte della Consulta e quindi potranno esprimere i propri pareri sulle più importanti decisioni che riguarderanno la gestione del sistema idrico integrato.
I Sindaci sanno bene che l’attività consultiva serve a ben poco se poi il parere non vincola in alcun modo la provincia cui dovrebbero essere affidate, come previsto nel PDL, le funzioni originariamente assegnate agli AATO.
Potrebbe anche concretizzarsi l’eventualità che la Provincia decida di affidare tutto al suo settore acqua.
L’acqua deve rimanere interamente pubblica, perché è un bene insostituibile, e la sua privatizzazione non può che avere un aumento dei costi, come le esperienze in Italia hanno dimostrato. I privati non entrano se non per guadagnare: non fanno beneficienza.
La maggioranza intende approvare la Proposta di Legge nella seduta di Consiglio del 30 novembre 2010.

Caro Sindaco, cari Consiglieri ho cercato di illustrarvi brevemente il pregiudizio gravissimo che subiranno i Comuni qualora la legge regionale venga approvata.
Credo che, al di là delle appartenenze politiche, si imponga una maggiore riflessione e si debba dare più tempo ai Comuni per decidere la sorte di un servizio così importante.
Auspico un vostro intervento per scongiurare un autentico colpo di mano che andrebbe a discapito dei cittadini.

VALERIO BETTONI
Consigliere Regionale UDC

Commenti

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  1. Scritto da leonio

    e le nuove sedi in affitto milionario per accontentare qualcuno????????????

  2. Scritto da michele

    vuole tutto rendere pubblico lui, non importa se poi a guadagnare con queste società pubbliche sono i suoi amici Fornasari e Bari che di speculazioni con le società pubbliche della provincia ne hanno fatto… Speriamo che la magistratura interva velocemente a mettere chiarezza e far conoscere realmente chi è il Bettoni

  3. Scritto da acqua pubblica

    bisognerebbe spiegare però perchè il progetto uniacque è fermo al palo da 4 anni perchè ci sono altre aziende pubbliche e pubbliche/private come la cogeide che continuano a gestire l’acqua su 2/3 del territorio provinciale nonostante sia stata creata 1 unica nuova società pubblica ( uniacque ) cui è stato affidato il servizio sull’intera provincia …. perchè tanti non mollano le sedie delle società pubbliche… perchè il privato vuol vendere a caro prezzo la sua quota che vale zero euro…ecc.

  4. Scritto da Umberto Dolci

    Siamo d’accordo con Bettoni e con tutti coloro che si impegnano per mantenere il diritto dei Cittadini a fruire dell’acqua a prescindere dalle condizioni economiche soggettive e, conseguentemente, della gestione pubblica di questo bene inalienabile. Federconsumatori Bergamo

  5. Scritto da angel

    brao betu mola mia…………………….