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“Il deposito di fuochi di artificio svaluta i terreni vicini”

Lettera in municipio di una residente della zona che chiede al comune di rivedere l’installazione dell’impianto: “Non porta alcun vantaggio sociale”

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«Desidero manifestare il mio totale disaccordo relativamente alla destinazione e costruzione di un deposito di fuochi artificiali». Lo scrive una cittadina, Patrizia Offer, con una lettera a tutti i consiglieri comunali e al sindaco Stefano Candiani. La cittadina si riferisce soprattutto ai vincoli posti ai terreni circostanti rispetto alla realizzazione del deposito.
La lettera è stata diffusa dal consigliere comunale di Unione Italiana, Gianluigi Margutti, che ha risposto alla tradatese: «Le significo la mia totale condivisione di quanto da Lei segnalato, del resto già espressa da tutto il mio gruppo in Consiglio Comunale. Sono piacevolmente sorpreso che finalmente qualcuno sia uscito allo scoperto per affermare la propria contrarietà. Si faceva apparire che la nostra opposizione fosse solo per ostacolare una azione di questa Amministrazione Comunale, mentre e invece…».
 
Nella lettera inviata al comune, con le motivazioni delle proprie posizione, la cittadina spiega che «la destinazione delle aree non costituisce alcun vantaggio per la comunità giacchè sacrifica aree di verde senza offrire alternativa alcuna di utilità pubblica o realtà imprenditoriale significativa con creazione di nuovi posti di lavoro».
«L’eventuale destinazione dell’area a deposito di fuochi d’artificio costituisce ingiustificata attribuzione di vantaggi economico ad attività commerciale privata di una singola parte, a fronte di vincoli posti in carico a circa 40 piccoli proprietari di terreni interessati che, essendo attualmente di destinazione agricola non potranno può essere oggetti di attività imprenditoriali agricole e che subiranno comunque una svalutazione del proprio valore».
«A conseguenza di quanto sopra – conclude – mi riservo in ogni caso il diritto di rivolgermi in ogni ordine e grado alle autorità competenti a tutela dei miei diritti e dei diritti di tutti i miei concittadini».

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