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Palle inattive fatali e sterile possesso palla Questi i problemi dell’Atalanta colantuoniana

Cesare Malnati analizza la situazione in serie B ed in casa nerazzurra tra pretendenti per la promozione e i difetti cronici dei bergamaschi.

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di Cesare Malnati

Avendo visto ormai molte partite di questa B, senza essermi fossilizzato sull’Atalanta, m’azzardo una graduatoria, nerazzurri esclusi. La più forte, per organico e motivazioni, resta il Siena.
Il Livorno presenta un organico dai valori non lontani, però con stimoli inferiori. L’Empoli è un’ottima squadra, con alle spalle una società importante. Il Novara gioca a memoria e per ora vola sulle ali dell’entusiasmo della neopromossa. La Reggina ha un presidente che la sa lunga (Foti) e una discreta formazione di giovani ben guidati dalla panchina e supportati da pochi anziani.
Fine della trasmissione. Non c’è altro, in chiave promozione. Estremamente arduo l’inserimento di un Torino all’insegna della confusione. Seguono squadre che possono dar fastidio magari quando ti ricevono a casa propria, come il Padova, il Varese, il Crotone, il Vicenza. Le altre sono non di una ma di un paio di categorie inferiori, qualcuna per motivi tecnici, qualcun’altra per motivi strutturali. Per intenderci, la cadetteria attuale non è certo la stessa di una ventina d’anni fa, quando l’Atalanta di Sonetti le sue promozioni doveva sudarsele. E a tale situazione di decadimento s’è pervenuti perchè non ci sono più, essendo fallite, rappresentanti di città importanti (dal Verona al Foggia, dal Perugia alla Ternana, citando a caso). Che sono state sostituite da realtà suggestive, ma senza tradizioni e con poco o nullo seguito (Portogruaro, Cittadella, Sassuolo, la stessa AlbinoLeffe).
Veniamo ora all’Atalanta d’oggi, che è più attrezzata – per forza e varietà d’organico – del Siena. Senza alcun dubbio. Su questo tema, mi rifiuto di discutere.Risparmiatemi la lista della lavandaia. Barreto, lo stesso Carmona vantano fior d’esperienze internazionali. Tiribocchi, Padoin in categoria non c’entano niente. Senza contare Doni, che, se avesse due anni in meno, vincerebbe la classifica dei cannonieri giocando la metà delle partite. Del resto i nerazzurri sono quarti pur avendo incassato quattro inconcepibili sconfitte. Il problema, come si sa, è proprio questo: che le sconfitte sono giunte con tre delle quattro di cui sopra, cioè le concorrenti dirette.
Normalissimo. Nel desolante panorama descritto, una formazione come l’Atalanta prende uno sganassone e la partita dopo divora l’avversario di turno. Come – se non sono andati tutti fuori di testa – succederà sabato col Crotone. E com’è accaduto recentemente contro il Padova (4-1). Però, nel valutare quella partita, per esempio, nessuno fece notare che i veneti erano venuti a Bergamo in modo veramente improponibile, presentando due punte ferme come Vantaggiato e Succi, più un trequartista a sua volta poco propenso a rientrare come De Gennaro. Una goleada in simili condizioni non cambia la problematica di una squadra come quella nerazzurra che possiede certe individualità pur continuando a scambiare un progetto di gioco per lo sterile possesso palla. Invece se si fraseggia all’infinito, non creando una sola palla gol, significa che mancano gli schemi. Zero sovrapposizioni, zero triangolazioni, zero movimenti delle punte. Come aggravante, in difesa, sulle palle inattive, non scattano i meccanismi giusti, se si beccano gol assai simili come a Piacenza o a Empoli.
Su Colantuono, bisogna essere molto chiari. Se il suo problema è d’essere romano, come qualcuno adombra qualificandosi da solo, trattasi di una sciocchezza sesquipedale. Però potrebbe essere pure della Val Camonica ma vorrei sbagliarmi se le sue squadre recenti, il Palermo, il Torino, non avevano per caratteristica di segnare quasi esclusivamente su palla inattiva, con la controarea dei vari centraloni Loria, Carrozzieri, Terlizzi, Pratali, eccetera. Se non erro nel ricordare ciò, è già detto tutto, in tema di schemi. Faccio un passo indietro. Mi risulta che Colantuono, l’estate scorsa, sia stata sì una scelta precisa, ma la seconda. L’idea dei Percassi era Donadoni, prodotto del vivaio bortolottiano a cui gli odierni proprietari, con buona intuizione, s’ispirano. Di comune accordo si decise per il no, tenuto conto che urgeva all’Atalanta soprattutto un motivatore, individuato appunto nel simpatico (quando vuole) pur ruvido Stefanaccio.
 

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Commenti

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  1. Scritto da Carlo

    Complimenti per il titolo chiaramente pensato e scritto da un andrologo!

  2. Scritto da Marco

    … sembra un titolo di una rivista di andrologia!

  3. Scritto da C.G.

    Il titolo di questo articolo sembra parli di problemi sessuali , non di sport, fenomeno tipico del calcio, ormai diventato uno sport del c…..

    N.B.: lo dico con nostalgia: a mè una volta piaceva! Oggi è troppo evidentemente sporco.

  4. Scritto da digeo

    L’atalanta, in attacco, non è la squadra più forte della B caro Malnati. Il Siena, il novara e il torino (bianchi + sgrigna) sono superiori. Noi la punta buona la teniamo in tribuna e compriamo in una settimana due difensori (ferri e loria) che vanno a rinforzare (??) una difesa sulla carta buona.

  5. Scritto da strella

    Ma che razza di aggettivo è colantuoniana?
    Coniate i termini? Siete giornalisti, non siete mica Manzoni, Dante o Leopardi.

  6. Scritto da Sergio-Svizzera

    Io avrei fatto questo occhiello :” Atalanta sofferente.” Titolo: ” E’ urgente trovare una dastrica cura contro la colantuonite”.

  7. Scritto da csk

    mi pare un’analisi poco azzeccata. che il livello tecnico generalmente sia scarso, per chi, come me, ha visto numerosi campionati di serie b degli anni ’80, è assodato. che l’atalanta abbia sbranato il padova è totalmente lontano dalla verità visto che ha segnato 3 reti su calcio da fermo (bravi nelle punizioni, ma anche fortunati per i gol non presi). facile pensare che le retrocesse dalla a siano favorite, ma il campionato è lungo…si sale e si scende….comunque son tutti mezze cartuccie

  8. Scritto da paolo

    D’accordo su tutto con malnati. Invece di leggere il titolo, leggete il testo. Questa atalanta potrebbe essere in testa alla classifica se si guarda l’organico e invece non c’è perchè non ha gioco. Ma andate a rivedervi il torino dell’anno scorso, malnati lo ha descritto benissimo. E infatti adesso vanno a comprarsi loria. Comunque a me non sarebbe piaciuto nemmeno donadoni, non mi è neppure simpatico

  9. Scritto da Antonio

    Vorrei sapere da Malnati, che per me ha fatto un’analisi molto precisa della situazione della nostra Dea, perchè il Cola non fa giocare Pettinari e Ardemagni. Ma li hanno presi a fare?

  10. Scritto da Livio

    Ma questo Ferri che giocatore é poi? Riprendere Loria mi fa soltanto ridere. Aridatece Osti!

  11. Scritto da stefano

    io penso che l’errore sia di intestardirsi con uno schema di attacco per vie centrali senza avere le caratteristiche per proporlo: ci vogliono giocatori tecnici soprattutto fra le punte che non ci sono.
    Quindi proviamo a riallargare il gioco sulle fasce (pettinari a sx, pinto se sta bene, bonaventura o padoin a dx), e comunque acquistiamo un attaccante veloce (e che segni soprattutto) per riproporre il 4-3-2-1 e comunque a prescindere dallo schema perchè abbiamo bisogno di gol

  12. Scritto da lc

    Chiunque abbia seguito i campionati italiani di A e B negli ultimi anni sa che Colantuono e’ un allenatore che non fa giocare le sue squadre e si affida esclusivamente a forza fisica e palle inattive. Questa la causa delle sconfitte con le squadre piu’ quotate del torneo. Barreto e Carmona sono giocatori con esperienza di tornei internazionali. Tiribocchi e’ un attaccante da 20 gol in serie B e via dicendo. Colantuono e’ totalmente inadatto per questa squadra