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Il crac Finabo colpisce anche risparmiatori orobici

Tra i reati ipotizzati per due dirigenti della finanziaria che aveva una filiale a Ranica la bancarotta fraudolenta.

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Due ordini di custodia cautelare, uno dei quali già notificato, sono stati emessi nell’ambito dell’inchiesta riguardante il crac della finanziaria Finabo spa, crac che ha coinvolto anche risparmiatori orobici, appoggiati alla filiale di Ranica. Colpiti dal provvedimento sono il legale rappresentante Giuseppe Camarotto che è stato già arrestato e il cogestore della società Franco Bonaccorso che invece è latitante ed è ricercato. Ad emettere i provvedimenti su richiesta del procuratore aggiunto Nello Rossi è stato il gip Pina Guglielmi.
L’inchiesta della Procura riguarda il fallimento per oltre 100 milioni di euro della Finabo con pregiudizio fino ad oggi di oltre 1.300 risparmiatori che si sono già insinuati nel fallimento della società che operava oltre che a Roma a Bergamo, Genova, Mantova, Treviso e anche nel Casertano attraverso la raccolta porta a porta di risparmi.
I reati ipotizzati per i due dirigenti della Finabo, che ha operato nel settore per oltre 20 anni, sono la bancarotta fraudolenta, l’abusiva attività finanziaria atraverso la raccolta di risparmi e anche l’usura. Le indagini sono state svolte dopo alcune denunce dal nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza. Indagini che hanno portato ad accertare come la Finabo, che nel 2009 fu cancellata per disposizone dellla Banca d’Italia dal registro degli intermediari finanziari, non si era limitata a prestar denaro ma operava di fatto come una vera e propria banca raccogliendo con il sistema del passaparola i risparmi invogliando i clienti attraverso l’offerta di interessi che variavano dal 4 al 14%. Le indagini, come si è detto si sono sviluppate oltre che a Roma a Bergamo, Genova, Mantova, Treviso e nel Casertano. La Guardia di finanza ha accertato che la raccolta di risparmio avveniva su tutto il territorio nazionale tramite una capillare rete multilivello di promotori i quali erano organizzati secondo uno schema piramidale. Dopo vari passaggi il denaro raccolto confluiva su conti correnti non registrati nella contabilità sociale. Di conseguenza la Finabo, secondo l’accusa grazie a tale disponibilità in nero era in grado di promettere ai risparmiatori interessi elevati. Ciò ha contibuito ad attrarre investimenti cospicui.

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Commenti

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  1. Scritto da ezio

    si pregano gli incauti investitori di risparmiarci (doppio senso) cose gia’ viste in passato : tentativi di coinvolgere lo Stato, cioe’ tutti noi compreso i previdenti risparmiatori, per riavere tutto o in parte il maltolto. Allettati probabilmente da tassi fuori mercato, se tutto fosse andato bene si sarebbero tenuti i loro soldini e non li avrebbero certo divisi con lo Stato…

  2. Scritto da Vittorio PD

    Sapete quale e’ l’anagramma di ” Finabo spa ” = In po sbafa….