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L’arcivescovo e la Lega: non faccio polemiche, critico

Agostino Marchetto a Bergamo per presentare il suo libro dedicato alle battaglie sull'immigrazione, frutto di una lunga intervista rilasciata a Marco Roncalli.

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Agostino Marchetto è arrivato a Bergamo ("ma un po’ sono dei vostri, originario della Valbrembana) per presentare, insieme a Loris Francesco Capovilla il suo libro dedicato alle battaglie sull’immigrazione, libro frutto di una lunga intervista rilasciata a Marco Roncalli.
Agostino Marchetto è stato per dieci anni segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i migranti, dopo una vita intensa di attività diplomatica in Africa e America latina: ora è in pensione.
Negli ultimi mesi è stato un po’ il "pierino" della Chiesa che bacchettava i governi colpevoli di non rispettare il diritto alla migrazione, sancito dalla Carta dei diritti umani. Così i suoi strali sono caduti su Sarkozy per la politica anti-rom e sui ministri del governo Berlusconi vuoi per le ronde, i respingimenti, ultimo il reato di clandestinità oggi al centro delle cronache in seguito alle plateali proteste di Brescia e Milano che vedono in cima alle gru gruppi di stranieri privati del permesso di soggiorno nonostante anni di lavoro.
Gli strali sul pacchetto sicurezza in particolare hanno suscitato prese di distanza da parte del portavoce della santa Sede e le repliche piccate di alcuni leghisti,  in particolare dell’attuale governatore del Piemonte Roberto Cota.
Ma monsignor Marchetto non torna indietro di una virgola: "Chi emigra non può eserre considerato un  criminale – ci dice -. Se c’è, come c’è, il diritto ad emigrare l’arrivo dello straniero può essere considerato una questione amministrativa da regolare con i flussi, ma non può esere considerata una questione di criminalità, è semplicemente la richiesta di un diritto fondamentale e come tale va riconosciuta".
E sulle polemiche col Carroccio taglia corto: "Io non faccio mai polemiche. Posso criticare chi non  rispetta i diritti umani o la dottrina sociale della Chiesa pur ritenendosi cristiano, ma non  faccio polemica. Infatti a chi mi ha risposto non ho mai contro-replicato, sto zitto, vuol dire che non scendo in polemica".

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Commenti

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  1. Scritto da il giudice

    Ogni scusa è buona al vescovado ed adepti per mettere becco dove non compete.
    Il potere temporale è stato fortunatamente depennato dal vostro essere tanto, tanto tempo fa, rassegnatevi.
    Scrivere pure dei manoscritti per i posteri, ma pensate alle vostre pecorelle.
    Almeno l’esegeta Martini da Gerusalemme non da più noie, almeno a noi.

  2. Scritto da alessandra r.

    scena muta, scena muta…

  3. Scritto da simone

    non confondiamo i valori cattolici con persone che lavorano per la chiesa: l’uomo per sua definizione è fallace! e poi qualcuno mi spiega come mai un uomo di chiesa, invece di occuparsi delle anime dei devoti si occupa di politica, e dire politica di minoranza??

  4. Scritto da c'è qualcosa che non va

    ma scusate: la lega non era quella che difendeva i valori cattolici?
    la lega non era quella che si batteva per il crocifisso?

  5. Scritto da ma scusate

    leghisti rispondete, non fate come al solito scena muta quando c’è una notizia che mette in piazza le vostre contraddizioni!