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Il primo treno privato arriva a Milano

Ha debuttato questa mattina il collegamento Torino-Milano di Arenaways, la compagnia privata che sfida Trenitalia. Due collegamenti al giorno, a bordo wi-fi ma anche negozio di alimentari

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Sono partiti questa mattina presto i primi treni di Arenaways, la compagnia ferroviaria che per prima sfida il monopolio di Trenitalia sulle relazioni interne. I due treni sono partiti contemporaneamente da Milano e da Torino, i capilinea del servizio curato dalla compagnia. Il primo treno in assoluto – il Arenaways, prima sfida a Trenitalia sulla Milano-TorinoTorino Lingotto-Milano Porta Garibaldi – è arrivato a Milano con 10 minuti d’anticipo: originariamente doveva effettuare alcune fermate intermedie nelle città della “bassa” piemontese, da Santhia a Novara, ma l’URSF, una delle autorità che regolano la certificazione ferroviaria, ha per ora bloccato questa ipotesi.

Il treno è trainato da moderne locomotive elettriche e comprende tre carrozze di costruzione rumena, molto avanzate per quanto riguarda le norme di sicurezza. Si punta soprattutto alla qualità del servizio, grazie a prese elettriche individuali, wi-fi, bottega di bordo (anche con pane fresco), copertura usa e getta per i poggiatesta. Un servizio di alto livello, con biglietto unico da 17 euro, una fascia intermedia tra i regionali e gli Eurostar di Trenitalia: i biglietti si fanno su internet o a bordo, sono disponibili anche card ricaricabili.
 
Il debutto del primo treno privato sul mercato interno – il traffico merci è liberalizzato da nove anni, quello internazionale ha visto un solo "esperimento" in corso da un anno circa – è accompagnato da una dura polemica sul presunto ostruzionismo che impedirebbe la piena liberalizzazione e l’accesso alla rete ferroviaria RFI. Oggi stesso l’amministratore delegato di Arenaways Giuseppe Arena presenterà tre ricorsi: all’Antitrust, all’Ufficio di regolazione dei servizi ferroviari del ministero dei Trasporti e alla Commissione europea. Ma l’ad di FS Mauro Moretti – cui fanno riferimento sia il gestore dell’infrastruttura, RFI, che il principale gestore dei treni, Trenitalia – lo esclude categoricamente: “Nessun ostruzionismo, ci atteniamo alle regole”.

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