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Da Varese a Lecco in mezz’ora, ecco il progetto

Presentato dalle tre camere di commercio di Varese, Como e Lecco lo studio di fattibilità realizzato da Pedemontana e Liuc. Un tracciato lungo 37 km che costerebbe circa un miliardo e mezzo di euro

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E’ giunto il momento di passare ai fatti e le 23 associazioni imprenditoriali di categoria che hanno sottoscritto lo studio di fattibilità per la Varese-Como-Lecco lo hanno detto con i fatti, appunto, come è loro consuetudine. L’appello è stato rivolto, questa mattina lunedì da Malpensafiere di Busto Arsizio alla politica troppo spesso litigiosa e, in particolare, alle amministrazioni comunali e provinciali coinvolte oltre alla Regione Lombardia nella realizzazione di questa autostrada regionale considerata, come Pedemontana, non più rinviabile. Questa mattina a Malpensafiere il presidente del comitato promotore dell’autostrada Varese-Como-Lecco Claudio Taiana ha sinteticamente fatto capire che questi tre centri rappresentano qualcosa come 45 miliardi di Pil: «Siamo 23 associazioni, 3 Camere di Commercio, 130 mila imprese che esprimono 650 mila lavoratoti uniti nel chiedere quest’opera indispensabile per uscire dal Milanocentrismo che condiziona tutti gli spostamenti locali». Per questo è stato commissionato a Pedemontana lo studio di un tracciato con le possibili varianti e a lla facoltà di economia della Liuc lo studio di sostenibilità econmico-finanziaria dell’opera.

IL TRACCIATO – I primi documenti che ne parlano sono datati 1920 e questa era l’idea iniziale di Pedemontana che poi, negli anni, si è spostata più a sud. Nello studio presentato questa mattina l’autostrada partirebbe tra Lozza e dallo snodo di Vedano (foto sotto). Attraversando il corridoio presente tra Malnate e Vedano Olona per poi proseguire a sud di Binago entrando in territorio comasco. Dopo Binago si arriva a Lurate Caccivio e da qui cominciano le varianti per l’innesto in A9: due le possibilità studiate, una con sbocco allo svincolo di Grandate (più a nord) e una con lo sbocco all’altezza di Fino Mornasco. Nell’ipotesi Grandate il tratto sarebbe costruito in galleria. Tra Como e Lecco la nuova autostrada potrebbe passare tra Orsenigo, Alserio e Alzate del Parco, Lambrugo e così fino a Nibionno, punto d’arrivo alle porte di Lecco. I numeri di quest’opera: 37 km in totale divisi in tre tratte da Varese a Como (10,6 km), da Como ad Albese con Cassano (15,6 km) e da Albese a Nibionno (11,7 km). Sono circa 50 mila le autovetture che si spostano da Varese a Como mentre sono 30 mila quelle tra Como e Lecco, i cosiddetti pendolari tra Varese e Lecco sono 2400.

IL PIANO ECONOMICO –
Lo studio economico-finanziario evidenzia diverse prospettive. In particolare il professor Donadonibus della Liuc ha stimato il costo del tracciato base (senza varianti) in un’investimento complessivo da 1 miliardo di euro mentre quello con varianti in quasi 1,5 miliardi di euro. La redditività dell’autostrada senza intervento del pubblico sarebbe negativa e i pedaggi non basterebbero a ripagare il costo dell’opera mentre con l’intervento del capitale pubblico e in presenza di un solo concessionario la redditività sarebbe assicurata. Nella prima ipotesi di tracciato senza varianti i costi andrebbero così suddivisi: il 39% capitale pubblico, il 12,2% dai privati e il 49,7 dalle banche. Nella seconda ipotesi servirebbe un impegno pubblico maggiore che salirebbe al 49,7%, un 10,7% verrebbe dai privati e il 39,1 dalle banche. In sostanza lo Stato dovrebbe mettere una cifra che va dai 500 milioni agli 832 nello scenario più costoso. Per visionare il progetto completo clicca qui.

Il risultato finale è presto detto: accorciare i tempi di percorrenza tra Varese e Lecco di circa 1 ora e portare a 10-15 minuti il tempo di percorrenza tra Varese e Como, che oggi si attesta ad oltre 35 minuti. Il risparmio di tempo sarebbe evidente e i benefici non sono di certo trascurabili ma l’opera trova sulla sua strada numerose difficoltà. In primis quella dei comuni che saranno attraversati dall’autostrada e della provincia di Como, attualmente poco incline alla realizzazione del collegamento, infine gli ambientalisti che chiedono più trasporto pubblico e meno opere infrastrutturali.

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