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Tredicesime 2010 ferme al palo Si possono detassare?

Il mese prossimo i lavoratori dipendenti italiani non troveranno grosse novit?? sotto l'albero di Natale ma soltanto una manciata di euro in pi?? rispetto al 2009.

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Tredicesime ferme al palo: il mese prossimo i lavoratori dipendenti italiani non troveranno grosse novità sotto l’albero di Natale ma soltanto una manciata di euro in più rispetto al 2009. E’ questo il risultato emerso da una stima realizzata dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre che ha fatto i conti in tasca a due importanti categorie di lavoratori dipendenti presenti nel nostro Paese: quella degli operai e quella degli impiegati, entrambi occupati nel settore privato.
”L’importo reale della tredicesima sarà pressoché lo stesso di quello percepito nel 2009: solo 8 euro in più per un operaio; solo 10 euro in più per un impiegato. Questi leggeri rialzi – sottolinea il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi – si giustificano grazie al fatto che nel 2010 gli aumenti contrattuali sono stati lievemente superiori alla crescita dell’inflazione”.
Secondo i calcoli della Cgia, l’ipotetico operaio specializzato (con una retribuzione lorda annua pari a 19.600 euro), quest’anno porteraàa casa una tredicesima pari a 1.176 euro netti. Circa 25 euro nominali in più rispetto alla tredicesima percepita nel 2009. Se, però, si tiene conto dell’andamento dell’inflazione e degli aumenti contrattuali registrati quest’anno, l’aumento reale, rispetto al 2009, si attesta sugli 8 euro. Anche per gli impiegati non ci saranno novità importanti. Nel caso di un dipendente con una retribuzione lorda annua pari a 23.900 euro, la tredicesima di questa’anno sarà di 1.325 euro netti: 29 euro nominali in più rispetto al 2009. Se anche in questo caso si tiene conto dell’andamento dell’inflazione e degli aumenti contrattuali avvenuti nel 2010, l’aumento reale, rispetto l’anno scorso, sarà di 10 euro.
”Pur essendo cosciente della situazione dei nostri conti pubblici – prosegue Bortolussi – potrebbe essere un segnale di fiducia molto importante consentire la completa detassazione delle tredicesime ai cassaintegrati. Secondo una nostra stima, con l’attuazione di questo provvedimento potrebbero restare in tasca, a ciascun lavoratore attualmente in cig, circa 350 euro. Un importo che consentirebbe a questi lavoratori di affrontare con maggiore serenità il prossimo Natale”.
Nell’ipotesi di una completa detassazione delle tredicesime ai cassaintegrati, quanto costerebbe questa operazione alle casse dello Stato? ”A fronte di circa 650.000 dipendenti in cassa integrazione ordinaria o in deroga – sottolinea Bortolussi – il costo per lo Stato dovrebbe aggirarsi tra i 200 e i 250 milioni di euro”. La Cgia ricorda che questi importi sono delle stime ”spannometriche”, in quanto non esistono statistiche ufficiali in grado di dimensionare con puntualità questo fenomeno. Secondo recenti calcoli effettuati dalla Cgil, si ipotizza che i lavoratori in cassa integrazione orinaria e in deroga siano 650.000. Tra questi lavoratori, però, ce ne sono molti che non lavorano più di 15 giorni al mese: condizione necessaria per legge per poter maturare il rateo della tredicesima. ”Per questo – conclude Bortolussi – i 200/250 milioni di euro necessari per coprire il costo complessivo dell’operazione sono da ritenersi sovrastimati”.

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Commenti

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  1. Scritto da Beppe

    Certo, basterebbe detassare i contributi che un datore/dipendente deve forzatamente pagare e recuperare il mancato gettito tassando le rendite finanziarie, Non si capisce perchè una rendita (borsa o titoli obbligazionari) venga tassata al 12,5% mentre lo scaglione minimo IRPEF sia tassato il doppio!!! E’ ora di finirla. in Germania ad es. le rendite concorrono a formare il reddito e vengono tassae di conseguenza!!!