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“Ecco gli svantaggi del vivere in montagna”

Il centro socio culturale della Val Brembana: "I giornali in abbonamento arrivano alle 14, per le visite mediche si va lontano, l'erba di montagna ?? bella, ma ?? meglio quella del vicino"

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Riceviamo e pubblichiamo una riflessione del Centro Socio Culturale della Valle Brembana, a firma Gian Mario Arizzi. L’intervento si concentra sulle difficoltà del vivere in montagna. 

L’erba del vicino è sempre la migliore? In alta Valle Brembana giunge un coro di «sì».
Partiamo da un esempio semplice, magari per qualcuno banale. L’abbonamento al giornale e prendiamo il caso del quotidiano provinciale «L’Eco di Bergamo». Per un abbonato residente in montagna le notizie non sono poi così fresche: riceve infatti il giornale non prima delle 14, tramite il servizio postale. Risulta quindi evidente che un montanaro non può approfittare del vantaggio di poter ricevere il giornale a casa propria, il mattino presto e a prezzo inferiore (abbonamento). L’agevolazione va solo all’amico di città o dei centri più popolosi della provincia. All’uomo di montagna non resta quindi che accontentarsi della sana camminata mattutina all’edicola per leggersi il giornale ancora fresco di stampa. Mente sana in corpo sano, dunque.
In montagna, si sa, c’è l’aria buona. In pochi, però, sembra sappiano che è buona quanto fredda. Il riscaldamento a un residente in montagna costa il doppio rispetto a un cittadino. A volte capita, inoltre, che le bollette del gas siano sbagliate e con importi astronomici da provocare un infarto anche al più scorzato montanaro. Alla richiesta di annullamento, poi, il call-center risponde con il solito ritornello «Ha ragione, prima paghi che poi le rimborsiamo l’importo».  La correzione, per di più, si risolve con la solita levataccia mattutina per recarsi presso un apposito ufficio a Seriate. Alla levataccia il montanaro è abituato, ma perde la pazienza se arriva all’ufficio non prima delle sei del mattino, si subisce una coda sproporzionata ed è costretto a tornare a casa se allo sportello non c’è più tempo per dare ascolto a tutti  gli accodati.
Proseguiamo i disagi: il pieno dell’auto. In montagna costa più caro che in città o nei vicini centri commerciali. Se a questa ingiustizia aggiungiamo che il possessore di un’auto a gas deve sobbarcarsi come minimo 40 chilometri per raggiungere lo specifico erogatore le conclusioni sono presto fatte.
Parliamo ora del ricovero ospedaliero. All’ospedale di zona (San Giovanni Bianco) è garantita la vicinanza ai propri cari, ma anche che la visita alla provincia di Bergamo in autoambulanza, da un ospedale all’altro, per esami specifici o quant’altro. Un montanaro malato, a sbaffo delle Asl, è costretto a tutti questi sballottamenti, in questo caso gratuiti. Certo, l’erba sulle montagne è bella. Ma è migliore quella del vicino.

GianMario Arizzi

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Commenti

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  1. Scritto da w la montagna

    non si puo avere tuttoè vero avete alcuni disagi però avete anche tranquillita aria fresca natura,ecc
    in città o paesi della pianura hai solo casino smog zanzare,ecc,ecc
    magari farei cambio
    o forse no.ciao

  2. Scritto da oraziococlite

    bello sarebbe se quelli che, a cominciare da questo Arizzi ,dicessero è vero ci sono molti disagi ma vuoi mettere l’aria di montagna?invece no ! devono sempre dire che se stanno male la colpa è sempre di qualcuno.Il giornale alle due ,le medicine che mancano ,la camminata per il GPL e cosi via.la soluzione èsemplice venite a stare in città.Come? non vi piace la città ? e allora di sicuro io non vi porto il caffè a letto con il giornale fresco di stampa.Perchè sempre incolpare gli altri?

  3. Scritto da Andrea

    Serina per sempre. Un paradiso montano. Qui tutto ok. Viva il parroco e viva il sindaco. E il giornale andiamo a comprarlo dalla giuliana o dal bogio. E se la benzina costa di più il sorriso di silvio e marcello val bene un sacrificio.

  4. Scritto da il giudice

    Disagiati si per i servizi, ma moralmente appagati per tutto il resto che i “cittadini” devono sopportare eroicamente tutti i giorni e le notti.
    Passo in montagna gran parte del mio tempo e con essa mi trovo benissimo, ma quando mi reco saltuariamente a Bergamo il completo e degradante disastro che devo vedere è intollerabile, figuriamoci città di più altro spessore.
    Non lamentatevi e godetevi la beata solitudine anche se sicuramente vi costa parecchi disagi e sacrifici anche duri.

  5. Scritto da GPL?

    La Montagna… per il L’Eco si puo benissimo fare senza non cambia la vita. Ma per quanto riguarda giustamente gli Impianti di distribuzione per GPL da autotrazione:ma è possibile che nelle nostre alte Valli,non ne esistano,visto anche il fatto che il GPL è o dovrebbe essere molto meno inquinante. L’impianto di distribuzione GPL piu a Nord nelle Valli Bergamasche è a Casnigo Ponte Costone,non vi sembra un assurdita…

  6. Scritto da Condivido

    Giustissimo, abitare in montagna è soprattutto una grandissima fatica. Nessun servizio e la presa in giro di una certa politica che straparla di tradizioni e di territorio ma che abbandona i cittadini di queste aree a sè stesse salvo chiedere il voto con slogan ridicoli. Con questo andazzo fra pochi anni le montagne bergamasche saranno disabitate e diventeranno la prigione di anziani impossibilitati a muoversi.

  7. Scritto da mariolina

    eh certo, sono proprio problemi.
    vogliamo parlare dei costi di case e affitti in città? del rumore e dell’inquinamento? del problema parcheggi? del traffico?
    ah, i quotidiani in abbonamento spesso arrivano dopo pranzo anche in città.

  8. Scritto da mara_miao@hotmail.it

    Aggiungiamoci pure i disagi cui i ns studenti vanno incontro: è vergognoso che per percorrere un tragitto che in auto si compie in 40 minuti con il servizio pubblico ci si mettano più di due ore e mezza….chi vive in Alta Valle ha serie difficoltà di accesso alle scuole della città Alla faccia del diritto allo studio.

  9. Scritto da Bachetù

    Dedicato a Mariolina:
    ma la montagna non è solo quella delle gite domenicali, delle ferie estive o della settimana bianca.