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Telefonate private, chiesta l’archiviazione per Pedretti

Il sindaco Gandolfi ha denunciato il consigliere leghista. Bolletta salata in Comune. Dopo le indagini il pm Mancusi chiede l'archiviazione. Ora tocca al Gip.

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In due anni il Comune di Curno ha sforato il forfait previsto dalla Telecom e ha dovuto sborsare settemila euro. Duemila e 890 euro solo per il bimestre di maggio e giugno 2009. Sono queste le cifre assurde della bolletta telefonica comunale (che vanno oltre la quota fissa stabilita in un contratto con la compagnia telefonica) che hanno portato il sindaco Angelo Galdolfi, del Pdl, a denunciare il consigliere leghista, ed ex vicesindaco, con il quale nell’ultimo anno non va assolutamente d’accordo: Roberto Pedretti.
La querela del sindaco ha portato il sostituto procuratore Giancarlo Mancusi a indagare per peculato, ma l’inchiesta è ormai conclusa: secondo il pubblico ministero non ci sono gli estremi per chiedere il rinvio a giudizio. Mancusi ha quindi richiesto l’archiviazione del caso. L’ultima decisione spetta ora al Gip Vittorio Masia.
Sistema telefonico particolare, in Comune di Curno. L’Amministrazione ha infatti un contratto con la Telecom che prevede di poter utilizzare un telefono sul quale vengono addebitati sia scatti di servizio, a carico del Comune, sia scatti per telefonate private, che vengono però addebitate al diretto interessato, che sarebbe tenuto a digitare un codice (in caso di chiamate private) per farsi riconoscere. Sta di fatto che tra maggio e giugno 2009 il sindaco Gandolfi si è insospettito a causa di 2890 euro di bolletta oltre il forfait previsto dalla Telecom, esattamente prima delle elezioni europee per le quali Pedretti era candidato. Da lì è scattata la denuncia.
Pedretti si difende sostenendo di aver rimborsato tutto al Comune, "anche le telefonate fatte per servizio all’Amministrazione comunale. Ma ora attendo di riavere quel che mi spetta"
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