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In tv l’epilogo di Romanzo Criminale

In onda dal 18 novembre l'ultima serie di episodi: Dandy e Freddo a caccia degli assassini del Libanese

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Il Dandy, il Freddo, il Secco, il Libanese, il Bufalo. Sono i protagonisti della malavita Anni ’80 entrati ormai nell’immaginario collettivo grazie ad un romanzo e ad una fortunata serie tv. Ora alcuni di loro ritornano nell’ultima parte della fiction sulla Banda della Magliana, quella che racconta l’epilogoc finale.
Rapine e colpi di ogni genere per arricchirsi a tutti i costi, intrecci con i servizi deviati e i segni dell’auto-disgregazione caratterizzano la serie che dal 18 novembre andrà in onda su Sky Cinema 1 e Sky Cinema Hd. Grande attesa tra i fan (sono ben 150 le pagine dedicate alla Banda su Facebook, 5 milioni le visualizzazioni di video su YouTube, 135 mila i dvd venduti) per i 10 nuovi episodi di «Romanzo Criminale 2».
TV DI QUALITA’ – Acclamata dai critici, apprezzata dal pubblico, la serie italiana, prodotta da Cattleya e Sky Cinema, con un cast tutto giovane – da Vinicio Marchioni-il Freddo a Alessandro Roja-il Dandi, e un regista non noto (Stefano Sollima) – è diventata due anni fa un fenomeno e un esempio di tv di qualità, di un’altra fiction possibile. E ora, venduta in 40 Paesi (in Francia è stato il caso tv dell’estate) si appresta a sbarcare in America: oggi Sky ha annunciato che Hbo ne ha preso i diritti.
RED CARPET ROMANO – «C’era una grande aspettativa da non deludere, bisognava reggere il tiro della prima serie – ha detto Nils Hartmann di Sky presentando stamattina la seconda stagione -: la ricerca della qualità, l’attenzione al dettaglio senza compromessi, la passione per questo prodotto sono stati una guida».
Mercoledì sera a Roma, nel cinema The Space Moderno, un red carpet accoglierà i protagonisti alla premiere come fosse un film alla presenza di James Murdoch, che arriverà apposta da Londra per vedere il gioiellino della fiction Sky.
RITORNO ALL’ADOLESCENZA – La prima puntata si apre con un lontano flashback, un ritorno all’adolescenza dei protagonisti, con quei quattro ragazzini di strada che già maneggiano coltelli e si atteggiano a bulletti violenti, nella periferica Magliana del 1963.
Salto temporale e ci si ritrova nello stesso posto, nel 1981, quando tre proiettili al petto e uno in testa hanno freddato di notte per strada il Libanese (Francesco Montanari): il criminale che, con la sua banda, voleva essere un nuovo imperatore romano. C’è chi non si rassegna a quella morte, come il Bufalo (Andrea Sartoretti) che arriva a rubare la bara dall’obitorio per ricordare l’amico come avrebbe voluto pure lui, ossia a bere, mangiarci su una cacio e pepe e a tirare di coca.
RIVALITA’ DISTRUTTIVA – Ma la rivalità sull’eredità criminale, tra il Freddo (Vinicio Marchioni) e il Dandi (Alessandro Roja) è destinata ai peggiori risultati, anche se all’inizio l’importante è trovare gli assassini del Libanese, incalzati dal commissario Scialoja (Marco Bocci), con l’ombra dei servizi deviati e della mafia di zì Carlo.
«La seconda serie è la parabola finale, la guardi soprattutto chi ha criticato nella prima stagione la presunta esaltazione del mare», ha detto Giancarlo De Cataldo dal cui omonimo libro pubblicato da Einaudi è stata tratta la serie scritta da Daniele Cesarano con Barbara Petronio, Paolo Marchesini e Leonardo Valenti.
IL RAPIMENTO ORLANDI – Gli episodi veri finiti nella serie, come il rapimento di Emanuela Orlandi, non vengono svelati, ma «il punto di vista è quello dei ragazzi della banda e la loro conoscenza parziale dei fatti via via che accadono, una nebbia che non si dirada mai, come sempre in Italia quando strada e palazzo hanno qualcosa di male in comune».
Per Riccardo Tozzi, presidente della Cattleya motore del progetto con Sky Cinema, «Romanzo Criminale rappresenta qualcosa di rivoluzionario, un film d’autore e al tempo stesso un seriale con tutti i meccanismi della narrazione tv».
«Questa serie e il suo successo diventato fenomeno dicono molto del paese – continua Tozzi -, della sua grande vitalità culturale, della domanda che c’è. Il paese è meglio di quello che sembra e anche la tv può essere meglio di quello che con tristezza vediamo tutte le sere». Peccato che finisca, «è il limite del nostro modello – ammette Tozzi -: da una parte la potenza del romanzo, dall’altra la parola fine all’ultima pagina». Comunque altri progetti, per ora senza annuncio ufficiale, metteranno di nuovo insieme per una lunga serie tv Sky Cinema e Cattleya

(da corriere.it)

 

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