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Impianti idroelettrici, la Lombardia batte tutti

Alla Settimana dell'energia si è parlato di piccole e grandi centrali: nella nostra regione sono attivi 351 impianti.

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L’Italia è la patria dei grandi impianti idroelettrici che assicurano il 21% della potenza elettrica totale. E la Lombardia fa la parte del leone, ma accanto alla grandi dighe sono in aumento mini e micro impianti, con potenza fino a 10 megawatt. In Lombardia sono attivi 351 impianti, di cui 99 nella nostra provincia, con una potenza installata complessiva di 307 megawatt, una potenza media di poco inferiore ai 3 megawatt e una produzione lorda di 1.150 gigawattora all’anno. Un quadro dei mini e micro impianti e delle loro caratteristiche tecniche è stato fatto da Giovanna Barigozzi, dell’Università di Bergamo, intervenuta questo pomeriggio all’incontro organizzato nella sede di Confindustria Bergamo nell’ambito della Settimana per l’Energia sul tema “Microgenerazione da idroelettrico: come sfruttare la ricchezza del territorio?”.
Questi impianti, ha spiegato l’esperta, hanno bassi costi di esercizio e si basano su tecnologie consolidate. E’ inoltre possibile utilizzare il potenziale idroelettrico di piccoli salti d’acqua, acquedotti e condotte laterali con un basso impatto ambientale. Inoltre è possibile recuperare acque di scarico o comunque di risulta. Occorre però tener ben presenti i problemi di sicurezza, legati ad eventuali invasi o all’erosione, nonché gli impatti ambientali, che, pur ridotti rispetto ai grandi impianti, sono comunque da valutare, come ha sottolineato Baldassare Bacchi, dell’Ordine degli ingegneri di Bergamo, che ha approfondito gli aspetti idraulici delle minicentrali idroelettriche. Esempi concreti sono stati portati da Vito Calicchio, titolare della Microidroelettrica snc, che gestisce l’impianto sul torrente Vertova, con una produzione media di 350 mila kwh, quasi raddoppiata negli ultimi anni grazie alle abbondanti piogge. “Le norme di salvaguardia sono importanti – ha sottolineato – per esempio l’obbligo di lasciare il 10% della portata dell’acqua a beneficio di fauna e flora, ma è anche vero che se si appesantiscono troppo finiscono per annullare la redditività degli impianti”.
Infine l’ingegner Mario Paccanelli ha illustrato i lavori compiuti per conto del Linificio e Canapificio Nazionale spa sul Brembo a Villa d’Almè che hanno riguardato il rifacimento della centrale idroelettrica e la costruzione di un nuovo impianto.  

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