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Confesercenti: entro 5 anni rimarremo senza botteghe

All'assemblea nazionale dei piccoli commercianti alimentari il rischio di estinzione degli esercizi di vicinato.

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Il 7 novembre 2010 si è tenuta a Roma l’Assemblea nazionale FIESA, sindacato aderente alla Confesercenti che riunisce i commercianti che operano nel settore alimentare. Durante l’Assemblea sono stati eletti nel Consiglio di Presidenza nazionale i bergamaschi Lorenzo Carminati e Mario Rossoni. Carminati è titolare di un’attività di macelleria/gastronomia in via Broseta e attualmente è consigliere di maggioranza in Comune a Bergamo con delega al Commercio di vicinato; Mario Rossoni è titolare di una storica attività di macelleria equina a Verdello. Il nuovo presidente nazionale è Gian Paolo Angelotti, operatore del settore carni di Sarzana (La Spezia). La prima questione da affrontare sarà la crisi che continua ad affliggere i negozi alimentari di quartiere. Secondo la Fiesa, gran parte dei comuni italiani rischia di restare senza botteghe entro i prossimi cinque anni. Il rischio della desertificazione è in agguato: se negli anni ’80 i negozi alimentari erano più di 400 mila, ora sono meno di 90 mila. Un’emorragia che non accenna a fermarsi. “Siamo di fronte a una vera emergenza – spiega Carminati – Il nostro impegno sarà rivolto al sostegno dei negozi di vicinato, che hanno una funzione trainante per la vita sociale cittadina. Le amministrazioni locali fortunatamente stanno recependo questo concetto, ad esempio con l’istituzione dei Distretti del commercio.
Da parte loro, i commercianti devono imparare a fare sistema: servono iniziative comuni per tornare competitivi”. Da migliorare anche gli aspetti riguardanti la viabilità: “I parcheggi sono importanti sia per i residenti che per le attività commerciali – prosegue Carminati – è necessario ricavare spazi di sosta per incentivare la gente a frequentare le botteghe cittadine anziché i grandi ipermercati”. Gli iscritti bergamaschi alla Fiesa – Confesercenti sono più di trecento: in gran parte si tratta di gastronomie-salumerie, ma sono numerose anche le macellerie e le rivendite di ortofrutta.

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Commenti

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  1. Scritto da milly.67

    @ bergamasco tu conosci (?) io ci lavoro e ti dico che 600 centri commerciali in Lombardia sono troppi.
    La gente è sparsa , i soldi sono sempre meno e gli incassi non sono poi così alti. Non guardare le presenze perchè non è con quelle che mangi…ma con gli incassi !
    Non è possibile che in 10 KM/2 siano presenti 5 o 6 centri commerciali e non parlarmi di concorrenza perchè i prezzi bene o male sono simili, magari su un prodotto risparmi e su un altro devi andare da un’altra parte..con l’auto.

  2. Scritto da Paolo Comi

    Ringraziate la liberalizzazione delle licenze,voluta dall’allora min.Bersani(PD).Siamo in Europa,disse,ed allora via ai centri commerciali.L’Italia ,a differenza degli altri paesi europei,ha sempre avuto una frammentazione sia nell’industria che nel commercio,ed era quessta la ns forza.Per fare il progressista,Bersani(PD) ci ha portato alla stregua di altri.I centri delle città e dei paesi si svuoteranno inesorabilmente.Grazie.

  3. Scritto da bergamasco

    mia moglie,verso le 12.35 doveva comperare del pane,e nel mio paese tutti i panettieri erano chiusi,altro commento è inutile,purtroppo se la gente sceglie in centro commerciale è perchè può trovare diversa tipologia di merce tutta rachciusa in pichi metri,cosa che nei paesi ocnstringe a cambiare diversi negozi,,e sopprattutto la trova a tutte le ore…..e perchè ci si lamenta??e poi se la gente apprezza il centro commerciale,perchè alcuni vorrebbero vietarli per propri ideali nostalgici?

  4. Scritto da per @ 8

    Spiritoso.

  5. Scritto da c.g.

    Caro “bergamasco”, non è una questione di ideali nostalgici: e una questione di servizio alla comunità, di qualità al consumatore, e non ultima, di occupazione. Daccordo aprire qualche centro commerciale, per favorire la concorrenza e calmierare i prezzi, ma quando questi vengono di fatto proposti in sostituzione (e non in alternativa) del negozietto sotto casa, non mi pare sia un bene ne per il consumatore, ne per la comunità.

  6. Scritto da bergamasco

    @c.g.:guardi,per la comunità non so se può essere un bene un centro commerciale,a parte i molti posti di lavoro che porta. ma se sia un bene per il consumatore,non credo che serve dare una risposta,basta vedere i parcheggi che sono quasi sempre pieni fino all’ultimo posto,e se la gente continuerà ad apprezzare il progetto,è logico che continueranno ad aprirne,se invece erano in perdita,dubito che se ne aprivano cosi tanti…è la legge del mercato,piaccia o no

  7. Scritto da il giudice

    Mi intrufolo noiosamente nel vivace battibecco.
    I grossi centri commerciali sono sempre in perdita, ma ricevono contributi statali per tirare a campare e non licenziare migliaia di persone, non lo sapevate ?
    In più nei giorni festivi invernali sono sempre affollati dai furbi che pur di risparmiare sul riscaldamento emigrano in massa ovunque si dia loro asilo, non lo sapevate ?
    Da ricordare che nessuno fa compere importanti alla festa ma se ne sta al calduccio degustando gratuitamente qua e la,

  8. Scritto da bergamasco

    mah,che siano in perdita ne dubito,i cossiddetti “perditempo” ci saranno,ma sono di più quelli con il carrello pieno,posso dire che un normale discount può fattura anche 50mila euro al giorno,lo so perchè ci lavorava una persona che conosco,figuriamo il fatturato dell’iper di orio , per non parlare dell’esselunga di stezzano.sono stato oggi al globo di busnago,una ressa indescrivibile…..immagino che quelli che tirano a campare saranno quelli meno economici immagino

  9. Scritto da "Non col vento"

    Ci sarà una loro diminuzione fisiologica, già avvenuta in tutta Europa, mentre si salveranno i più professionali, inventivi e capaci
    Ovviamente per demagoghi e populisti sarà una buona ragione per cercare di finanziarli (come le Guardie Forestali calabresi).

  10. Scritto da ANZIANO

    Domanda banale: Dove erano tutte le Associazioni di categoria quando è iniziata l’invasione selvaggia del territorio da parte dei Centri Comm. 25 anni fà e non ancora finita? Bisognava fare squadra allora e chiedere ai propri referenti politici un diverso modo di agire.Parlo da cliente che cerca di usare il più possibile i negozi di paese,ma mi sembra però di vedere un film già visto come per i danni al territorio dei quali qualcuno si accorge solo ora e non quando i guasti sono iniziati……

  11. Scritto da curno verso partito nazione

    il frutto di una cultura anti-impresa privata che ha pervaso per molti anni molti comuni neo-ambientalisti e che ha impoverito i centri dei paesi.

    http://curnonazione.wordpress.com/2010/11/12/liberiamo-la-piazza/

  12. Scritto da Bha!!!

    E’ dura……la gente preferisce risparmiare 0.50 – 1.00 Euro e andare al centro commerciali…ma io li vorro’ vedere a 70/80 anni….magari senza auto…dove andate??????????eh?li dovra’ intervenire il comune ad aiutarli…
    cerchiamo di essere piu’ competitivi noi commercianti piu’ innovativi….e i cittadini che siano piu’ aperti al paese….

  13. Scritto da C.G.

    Sono di Albino, e posso fare una facile profezia da “MAGO ” che nei prossimi anni spariranno la maggior parte di negozietti che non avranno più lavoro. Perchè??? Colpa del Gigante: nuovo megacentro commerciale che stà nascendo alle porte di Albino e di cui non si sentiva proprio la mancanza, visto che la media valle seriane ne è inflazionata.
    Ci sono nomi e cognomi e responsabilità precise dietro questi scempi: imparare a riconoscerle è l’unica speranza possibile.

  14. Scritto da C.G.

    Il commento di “curno verso ecc…” non l’ho proprio capito: chi sarebbero i cosiddetti “neo-ambientalisti”???
    L’apertura dei megacentri commerciali, causa prima e ultima della chiusura dei negozietti sottocasa, hanno tutti responsabilità politiche precise (con tanto di nomi e cognomi), che sicuramente commenti così qualunquisti non contribuiscono a far emergere.

  15. Scritto da Terrone

    Io frequento solo i negozi dei paesi, e della città, la spesa unitaria è maggiore ma, non compro cazzate inutili, faccio un giro e trovo qualità superiore. Fare la spesa nei centri commerciali Non conviene. Se facciamo cosi tutti LI Facciamo Chiudere!

  16. Scritto da il giudice

    Ben vi sta, sempre al super per gli acquisti.
    Tra poco per acquistare una penna si dovrà prendere l’auto e fare 25 km.