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Parete speciale per il parcheggio alla Fara

Progetto ridefinito e illustrato ai residenti. Invariati i posti auto: 450. Cambiano le modalit?? di costruzione. Al posto del calcestruzzo parete di micropali.

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La struttura in calcestruzzo non è abbastanza sicura e alla Fara se ne sono accorti tutti, grazie al crollo del 30 dicembre 2008, quando la parete di contenimento in cemento proprio sotto la Rocca, che era di fatto la base per realizzare il mega parcheggio all’ex parco faunistico, crollò rovinosamente. Da allora tutto è fermo, salvo qualche lavoro in sicurezza, ma l’11 novembre 2010 sono trapelate le prime informazioni concrete sul nuovo progetto esecutivo che Bergamo Parcheggi spa ha messo a punto e che dovrà ripassare al vaglio della Giunta comunale.
Non ci sono modifiche sostanziali per quanto riguarda i posti auto che arriveranno all’ex faunistico, circa 450. C’è un netto cambio di direzione, invece, sulle modalità di lavoro, per garantire la massima sicurezza del cantiere e la tenuta di tutte le strutture da realizzare, come ieri i rappresentanti di Bergamo Parcheggi hanno spiegato ai residenti in una riunione nel tardo pomeriggio dell’11 novembre. Oltre alla società all’incontro con i residenti c’era anche il collaudatore in corso d’opera incaricato a suo tempo dall’Amministrazione Bruni, Mario Myallonier.
Il collaudatore ha spiegato che al posto della parete di contenimento in calcestruzzo, quella crollata, il nuovo progetto esecutivo prevede una struttura con una fitta rete di micropali, tecnicamente chiamata "parete berlinese", che dovrebbe garantire al meglio l’esecuzione di tutti i lavori. Ai residenti è stato inoltre assicurato che gli scavi e i lavori si sposteranno di alcuni metri rispetto al confine con le loro abitazioni private, e parliamo in particolare delle abitazioni al civico 3/a. C’è ancora incertezza sui tempi di riavvio dei lavori: il progetto esecutivo dev’essere visionato dall’assessore ai Lavori pubblici Alessio Saltarelli e poi portato in giunta.

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Commenti

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  1. Scritto da bgdoc

    Quindi si procede con una modalità tecnica diversa ma con lo stesso progetto; la questione era quindi tecnica e non politica come sembrava in campagna elettorale. Mi auguro che i costi del fermo e delle variazioni non siano a carico dell’amministrazione che ha commissionato un lavoro da svolgere a regola d’arte, anzi, per trasparenza amministrativa, si aspettano i dati economici dei danni e dei rimborsi .